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‘Le ragazze di Wall Street’: J.Lo, la pole-dance e un sacco di soldi

La storia (vera) delle spogliarelliste che hanno truffato i loro facoltosi clienti potrebbe portare davvero la prima nomination all'Oscar alla popstar latina
3.5 / 5

Una nomination all’Oscar come miglior attrice a Jennifer Lopez? Fareste meglio a crederci. Vedere per credere, appunto, la sua performance nelle Ragazze di Wall Street, che è stupefacente, intensa, impressionante. Al Toronto Film Festival, dove l’attenzione maggiore è riservata ai film d’autore, questo eccentrico crime movie su un gruppo di spogliarelliste newyorkesi che mettono al tappeto i loro bavosi clienti di Wall Street era il titolo di cui tutti parlavano. E per un buon motivo. Le ragazze di Wall Street promette e mantiene un’esperienza sfrenata e appassionante. Nessuno si sarebbe aspettato uno sguardo dall’interno che potesse essere così scioccante.

La sceneggiatrice e regista Lorene Scafaria raggiunge il punto più alto della sua carriera adattando liberamente un articolo di Jessica Pressler (interpretata nel film da un’abile Julia Stiles, nascosta sotto uno pseudonimo) uscito sul New York Magazine nel 2015. L’autrice ritraeva un gruppo di ballerine dello Scores accusate d’aver raggirato uomini che le avevano trattate come oggetti in vendita. Le ragazze di Wall Street non tergiversa su quello che succedeva nei salottini privati lontani dal palco. L’intento non è sfruttare il contesto, ma mostrare come quelle donne gestissero vita e lavoro in un ambiente di maschi predatori. Il tema è il controllo. E nel film orgogliosamente e ironicamente provocatorio di Scafaria sono le donne a prendere il controllo. Tutte insieme – il momento è arrivato.

Se volete capire che cos’è l’entrata in scena di una star, guardate Lopez prendersi lo schermo come per investitura divina. Nel ruolo di Ramona, una stripper che sa esibirsi nella pole-dance meglio di colleghe con la metà dei suoi anni, si muove sinuosa e radiosa sul palco (sulle note di Criminal di Fiona Apple) con un’eleganza che lascia di stucco, insieme acrobatica ed erotica. Gli spettatori le lanciano soldi. I membri dell’Academy potrebbero imitarli assegnando i loro voti a Lopez, che la parte non la interpreta ma la incarna, mostrando le emozioni nascoste sotto l’aspetto da tipa tosta. Eccetto alcuni titoli degli esordi come Selena e Out of Sight, Lopez ha dovuto abituarsi ad essere la cosa migliore in film che erano irrilevanti o terribili (ricordate Amore estremo?). Nelle Ragazze di Wall Street, il suo talento esplode fino a togliere il fiato. E, meglio ancora, stavolta il film è all’altezza di questo talento. Nel famigerato strip club di Manhattan in cui le celebrity si mescolano a ricchi bastardi d’ogni genere, Ramona è la maestra delle appassionate allieve interpretate da Lili Reinhart (Riverdale), Keke Palmer (Scream Queens) e le dive del rap Cardi B e Lizzo, in camei che vorreste durassero di più.

Mentre la giornalista intervista le diverse donne, emergono le loro storie, che hanno l’asprezza della realtà, non la patina edulcorata di Hollywood. L’attenzione infallibile di Ramona si concentra su Destiny, una nuova arrivata a cui una spettacolare Constance Wu (Crazy & Rich, Fresh Off the Boat) regala un’aspra vitalità e una fragilità commovente. Per Destiny, i consigli diretti di Ramona possono essere spaventosi. «Pensa ai soldi, non all’uccello», dice Ramona a proposito della difficoltà di soddisfare appieno le fantasie di certi clienti. Scafaria non nasconde il fatto che quel mestiere può essere degradante. Anzi, ci mostra donne – alcune abusate da piccole, altre ragazze madri – che dovrebbero tirare a campare solo con le mance da dividere coi loro manager. Quando arriva la crisi del 2008, si profila un piano perfetto. Cosa succede se queste donne drogano i loro clienti più danarosi con cocktail che fanno loro perdere la memoria, ripuliscono le loro carte di credito e dividono gli utili con il club? Ramona capisce che questi lupi della finanza stanno truffando i loro clienti a un livello ben più alto. Le ragazze di Wall Street sta su un filo moralmente così teso da lasciare il pubblico quasi nauseato. Ma a Scafaria non interessa esprimere nessun giudizio sulle spogliarelliste e le prostitute. Ciò che mette in luce, con l’aiuto di un cast esplosivo guidato da Lopez, è come il punto di vista delle donne in un luogo di lavoro possa dare forza a ciascuna di loro. Questo non ve lo potete perdere.

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