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“Le monde est à toi” è puro divertimento

Dopo 8 anni di silenzio cinematografico, Romain Gavras appioppa a Vincent Cassel un ruolo inusuale e punta su una comicità in stile "The Snatch" di Guy Ritchie. Il risultato è un film davvero esilarante.
4 / 5

Le monde est à toi è la storia di Francois, un trentenne un po’ sfigato della banlieue parigina. Lo prendono per il culo un po’ tutti, un po’ per la sua forma fisica non proprio tonica, un po’ per una madre ingombrante, una figura caporalesca conosciuta da tutto il quartiere perché guida di una banda di borseggiatrici. Il pensiero fisso di Francois quindi è come fare per uscire da quel posto, da quella vita infame.

L’idea che gli viene in mente, nonostante il clima di totale degrado e criminalità che lo circonda, è anche onesta: diventare il distributore ufficiale di una marca di ghiaccioli per tutto il territorio del Marocco. Quando però scopre che la madre si è giocata al gioco d’azzardo tutti i suoi risparmi, vede il suo sogno infrangersi. È qui che subentra Putin, un boss della zona paranoico (e annebbiato dallo sciroppo per la tosse) che però propone a Francois un modo per realizzare il suo sogno. Basta solo sbrigare un lavoretto facile in Spagna. Francois accetta, portandosi dietro nella sgangherata avventura anche Henri (Vincent Cassel).

È così che Romain Gavras rompe il suo silenzio cinematografico dopo otto anni dal mezzo flop di Notre Jour Viendra. Qui Cassel ha sempre un ruolo centrale, ma geniale è stata la scelta di Gavras di appioppargli una parte completamente inusuale rispetto al furbo, cinico, violento che siamo abituati a vedere. Henri è comicamente l’opposto, un sempliciotto un po’ attempato che non coglie al volo le ironie e che, per colpa di un video complottista che gli viene mostrato, passerà l’intera storia a vedere triangoli, illuminati e nuovi ordini mondiali ovunque si giri. Scie chimiche ovviamente incluse.

La critica più grande che era stata fatta al precedente film era la mancanza di un filo resistente, una trama che a un certo punto si sfaldava lasciando la storia e i personaggi gironzolare un po’ per i fatti loro. Ecco, Gavras stavolta ha fatto tesoro degli errori passati sfruttandoli a suo favore. Niente in Le monde est à toi va come deve andare, ogni piano che sul momento sembra un punto cardine della storia va letteralmente a farsi benedire dopo due nanosecondi, ma nel farlo lascia sempre spazio a qualcosa di più delirante, assurdo, tragicomico. Il risultato è un film divertente, ultra-dinamico, esilarante ma esplicito e pure violento come potrebbe esserlo uno di Guy Ritchie dei tempi d’oro (penso subito a The Snatch, anche per via delle classiche sequenze narrate dalla voce fuori campo del protagonista).

Least but not last, le musiche. Gavras è sicuramente più noto nell’ambiente dei video musicali e dei documentari tipo A Cross The Universe dei Justice che nei film, quindi la componente della colonna sonora per chi è fan fa veramente spavento. Le musiche originali Romain le ha affidate a due amici, Jamie xx e SebastiAn, ma è in quelle non originali che il film trova il suo vero carattere assurdo. Con scene che sbalzano dalla chanson francaise anni 60 della madre di Francois che canta in vestaglia, al karaoke degli hooligan inglesi che sbraitano Africa dei Toto in qualche discoteca orrenda della riviera spagnola. Che film, gente.

Il film è stato presentato in anteprima italiana al Milano Film Festival: la prossima proiezione è venerdì 5 ottobre alle ore 22.30 all’ Anteo sala President.

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