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La vita con Mr. Dangerous – Paul Hornschemeier

Perché uscire di casa, quando il tuo eroe è dentro uno schermo? Attraverso il suo personaggio, Hornschemeier in realtà indaga se stesso
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A volte capita di scrivere una storia, analizzarne il protagonista, e scoprire di aver inconsciamente firmato un’autobiografia. A Paul Hornschemeier è successo con La vita con Mr. Dangerous, la storia di una 26enne in stallo sentimentale e professionale. Amy, questo il suo nome, si trascina tra casa e lavoro, intervallando il piattume con qualche telefonata alla madre e la visione di Mr. Dangerous, cartone animato di cui va matta. Raccontato con uno stile semplice che ricorda Adrian Tomine, la storia si muove ordinatamente, poggiandosi senza timore sulla quotidianità di una ragazza in una fase difficile, tra sesso occasionale e molta solitudine, stemperata giusto da un gatto, Mr. Moritz. L’unica vera distrazione, come detto, è la serie animata di cui è grande fan, che si manifesta in un consumo ossessivo di episodi nuovi e repliche, quello che noi sofisticati chiamiamo binge watching. Mr. Dangerous è la persona più importante della vita di Amy – quindi, che bisogno c’è di uscire di casa? In un’intervista, Hornschemeier ha parlato delle somiglianze tra sé e la protagonista: «Ci ho messo un bel po’ a capire che problema avesse Amy: anche se è pura fiction, lei è molto autobiografica, quindi penso di aver cercato di capire quale fosse il mio problema. È cambiata molto nel corso del tempo», dice l’autore. Un percorso lungo favorito dalla genesi del libro, nato come storia a puntate pubblicate su Mome, trimestrale a fumetti edito dalla Fantagraphics Books. «Non c’è mai stato un momento in cui ho pensato: “Okay, ora devo trasformarla in una persona del tutto diversa”». E si vede: Amy è Paul Hornschemeier, e questa è la sua storia.

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