Killing Floor: Double Feature – Recensione | Rolling Stone Italia
Recensioni

Killing Floor: Double Feature – Recensione

Killing Floor festeggia il suo decimo compleanno con un'orgia di mostri, pallottole e sangue in un pacchetto per amanti della VR e non

L'art direction del gioco è quanto mai inquietante.

In principio fu una total-conversion-mod di Unreal Tournament 2004, insomma la trasformazione di un titolo in un altro titolo. Eravamo ancora ben lontani dal futuro successo di Left 4 Dead e per certi versi quel Killing Floor arrivò con troppo in anticipo sui tempi. Uno sparatutto cooperativo ad alto tasso di zombie all’epoca non era il trend più eclatante, ma ciò non impedì al gioco di ritagliarsi una discreta fetta di fan e di meritarsi anche una pubblicazione stand-alone su PC e Mac. Ben diversa la storia del sequel, pubblicato su PC e PS4 meno di tre anni fa e convertito poi su Xbox One, raggranellò in breve tempo consensi da pubblico e critica. Per festeggiare il decimo anniversario della prima uscita “retail”, il publisher americano regala al suo pubblico una sfiziosa mini-raccolta che include anche una sanguinosa esperienza VR.

Killing Floor 2 include tutti i DLC che consistono in 27 mappe, 4 boss, 2 modalità e decine di accessori.

Umbrella anyone?

Giochi come questo non hanno bisogno di una trama, la pseudo-sceneggiatura è solo un pretesto per piazzare il giocatore in mezzo a un’orda demoniaca che punta dritta alla sua giugulare. Killing Floor 2 non fa eccezione. Una volta tanto lo scenario principale non è la malata provincia americana ma la cara, vecchia Europa. La solita multinazionale senza scrupoli sta provando a costruire il soldato perfetto giocherellando con clonazione e mutazioni genetiche. Impareranno mai che cose come queste sono destinate a finire dannatamente male? Come da copione, un infinito esercito di Zeds (perché chiamarli zombie era troppo mainstream) sfugge al controllo e mette a ferro e fuoco l’intero continente. Come recitavano i trailer dei vecchi action movies di Hollywood? “Solo un coraggioso manipolo di eroi è in grado di riportare ordine in una situazione apparentemente disperata”. Quel manipolo siete voi, o meglio tu che stai leggendo e altri giocatori che si uniranno al tuo party prima di gettarvi nella mischia. Pochi preamboli, una manciata di stage e un numero variabile (il quantitativo lo sceglierete voi) di ondate di nemici da affrontare, sempre più numerose e cattive. Poco intelligenti, ma a chi importa? Bastano a far vomitare tonnellate di piombo digitale. Tra un round e l’altro avrete un minuto scarso per riorganizzarvi, leccarvi le ferite e ricaricare le armi.

Il bestiario che vi troverete di fronte è a dir poco classico e anche i boss non brillano certo per originalità.

L’unione fa la forza?

Il segreto per sopravvivere è sempre il solito: giocare di squadra. Potrete anche fare i Rambo della situazione, ma il livello di difficoltà diventerà sensibilmente più alto e vi perderete lo spirito di gruppo che solo giochi horror co-op come questo riescono a far emergere. La varietà di situazioni non è uno dei punti di forza di Killing Floor 2, ma non dimenticate che stiamo parlando di una serie che in 10 anni non si è rinnovata più di tanto. In alternativa alla scontata opzione PvE potrete affrontare un’altra squadra di giocatori vestendo i panni di mercenari e Zeds, ruoli che si invertiranno poi nella seconda parte della sfida. Divertente e soprattutto veloce, senza tregua. Altrettanto veloce è il match-making delle partite, che solo in un paio di occasioni ci ha fatto attendere più di 20 secondi per entrare nel vivo dell’azione. Apprezzabile anche la possibilità di entrare in match già iniziati, basta aspettare la breve sosta tra un round e l’altro. Il meglio però deve ancora venire… prendete il vostro casco PlayStation VR e fate scorta di antidolorifici.

Prima di iniziare dovrete scegliere la vostra classe, che si distinguerà per abilità ed equipaggiamento base.

Spin-off virtuale

Killing Floor: Incursion è il titolo del prequel VR che ripropone le stesse situazioni del capitolo “standard” ma vi getta letteralmente in mezzo all’azione. Non potrete voltarvi dall’altra parte perché non ci sarà un’altra parte. Ovunque vi girerete avrete mostruosità assortite che non vedranno l’ora di abbracciarvi… dall’interno. Incursion ha addirittura una breve campagna, che accende la luce sugli eventi che hanno preceduto il contagio. Anche qui non aspettatevi una sceneggiatura da Oscar, ma qualcosa di davvero sfizioso c’è: l’inventario. Dovrete letteralmente “frugarvi” addosso per trovare caricatori, torce e accessori vari. Vi chiederete perché questa soluzione non sia mai stata realizzata prima. Una piccola perla, purtroppo abbastanza breve, che porta la valutazione almeno alla sufficienza. Il prezzo è troppo alto per una proposta così scarna. In questo momento su PlayStation VR sono disponibili esperienze ben più appaganti vendute allo stesso prezzo se non inferiore… qualcuno ha detto Blood & Truth e Resident Evil VII?

Produttore: Tripwire Interactive

Distributore: Koch Media

Lo puoi giocare su: PS4 (PSVR)