Home Recensioni

Justin Timberlake ha appeso lo smoking al chiodo

In "Man Of The Woods" ci trovi di tutto, dal folk alla trap, dal country al funk. Ci trovi così tanta roba dentro che viene da pensare se non ce ne sia un po' troppa.

Man Of The Woods è un disco che ha creato fraintendimenti fin da subito. La colpa mica è colpa nostra, però. Il primo singolo dell’attesissimo quinto album di Justin Timberlake sembrava una dichiarazione di abbandono del passato. Beat futuristico, bassi wobble, base funk ma che accoppiata al video proiettava il fruitore di Filthy in un mondo in cui macchine e umani possono ballare insieme, e pure bene. Quasi faceva strano che potesse provenire da un disco che si chiama Man Of The Woods, l’uomo dei boschi.

Ma conoscendo Justin e il suo spiccato senso dello humour, la cosa funzionava. ‘HA! Titolo ironico’, abbiamo pensato tutti. Poi invece arriva Say Something appena dopo Supplies, a smontare completamente la teoria del Justin ironico. Qui, ci si para davanti la tipica schitarrata country-folk, anche piacevole, con tanto di collaborazione del Duca del southern rock, Chris Stapleton. Sullo stesso binario si mette la title track, accompagnata da un video in stile boscaiolo del Montana (altro pezzo in scaletta, tra l’altro). “The world could end now, baby, we’ll be living in The Walking Dead” canta poi in Supplies, strizzando un occhiolino ai bei tempi andati come soluzione a un futuro catastrofico.

Dovremmo quindi ritornare a spaccare legna perché un domani la bolletta del gas potrebbe costare come tre cene da Cracco? Può darsi, e quella di far coesistere nello stesso disco il folk, country, funk, R&B e trap è stata sicuramente un’idea ambiziosa. Passato e presente. Ma ciò che ne risulta, purtroppo, è un disco poco coeso, che come nel caso di Flannel, cantata da chiesa con sotto un basso trap, esagera proprio.

Deve ancora arrivare il giorno in cui diremo che un album di Justin Timberlake è “brutti”, ci mancherebbe. Però fra colossi pop come The 20/20 Experience e FutureSex/LoveSounds, un disco come Man Of The Woods sparisce proprio. Dove c’era l’adolescente ora c’è l’uomo sposato, con figli. A 37 anni non si non ha più nulla da spartire con la bestia da club di My Love o Ayo Technology? Sacrosanto. Ma cosa non andava nello smoking di The 20/20 Experience? Niente, eppure alla fine Justin ha preferito il cappellino di lana e la camicia di flanella. E vabbè, pazienza, sarà per la prossima. Ci vuole ben altro per smettere di volergli bene.

Leggi anche