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John Coltrane a un passo da ‘A Love Supreme’

‘Blue World’, l’album nato dalle incisioni per la colonna sonora di un film, è un documento unico: ci permette di ascoltare Trane mentre interpreta i suoi classici a pochi mesi dalla rivoluzione che avrebbe cambiato la sua carriera

È la notte del 23 giugno 1964, e un regista è in viaggio a bordo di una macchina del governo canadese per incontrare John Coltrane. Dopo un decennio passato a girare piccoli documentari di incontri di boxe ed eventi di tutti i tipi, Gilles Groulx è determinato a trasformare il suo nuovo progetto – un documentario sull’inverno – in una storia d’amore con implicazioni politiche intitolata Le Chat dans le Sac. Ispirato dalla Nouvelle Vague, il regista è convinto che anche il suo film, come Fino all’ultimo respiro e Ascensore per il patibolo, avesse bisogno della musica di un grande compositore jazz: John Coltrane.

Nonostante fosse nel pieno dell’esplosione creativa che ha caratterizzato gli ultimi dieci anni della sua carriera, nel 1964 Coltrane non era ancora il musicista più ammirato e popolare del jazz mondiale, e usare le sue composizioni per un film era una scelta insolita. Ma Groulx non aveva dubbi: l’aveva già visto suonare a Montreal – all’epoca molto frequentata dalla comunità afroamericana in fuga dalla segregazione e dalla discriminazione – e grazie ai suoi contatti con Jimmy Garrison, contrabbassista del quartetto, riuscì a raggiungere il sassofonista e convincerlo a partecipare il progetto.

Le session si tennero tutte in un giorno, il 24 giugno 1964, nello studio di Rudy Van Gelder. A causa delle poche possibilità economiche a disposizione di Groulx, Coltrane fu costretto a registrare senza aver visto nemmeno una scena del film. Per questo, tutti i brani incisi quel giorno vengono dal vecchio repertorio del sassofonista, e non hanno niente a che vedere con la musica a cui lavorava in quel periodo (nel 1964 il quartetto inciderà Crescent e A Love Supreme): la scaletta contiene Naima, Village Blues, Traneing In, Like Sonny e Blue World, una versione alternativa di Out of This World di Harold Arlen. Alla fine, Groulx metterà nel film solo una decina di minuti degli oltre 37 che compongono l’intera session.

Il resto dell’incisione è rimasto nascosto, forse perso negli archivi dell’etichetta discografica, per più di 50 anni. Poi, a seguito del successo dell’album “perduto” Both Directions at Once, Impulse! ha deciso di recuperare il materiale, rimasterizzarlo a partire dai nastri originali, e pubblicarlo nell’album Blue World.

Niente di nuovo, quindi, ed è proprio questo il bello. Blue World è un’occasione unica per paragonare il nuovo Coltrane con il vecchio e ascoltare – a una qualità straordinaria – una delle performance più leggere e divertite mai incise in studio da una delle band più grandi della storia della musica. Naima (Take 1) si arricchisce dei contrappunti di McCoy Tyner ed Elvin Jones, Village Blues si trasforma in una jam più rilassata e delicata, Traneing In si concede un lungo e bellissimo assolo di contrabbasso, Blue World contiene alcuni accenni di quello che diventerà A Love Supreme. Il livello d’intesa tra i musicisti è straordinario, e il suono di Coltrane è ancora inimitabile: diretto, scolpito, potentissimo.

Non sarà un album perduto, o una composizione nuova e mai ascoltata prima, ma Blue World è un documento eccezionale, uno sguardo a uno dei musicisti più grandi della storia nel pieno della sua esplosione creativa, a un passo dal capolavoro che avrebbe cambiato tutto per sempre.

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