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Jim Jarmush – Paterson

Leggi la recensione dell'ultimo lavoro di Jim Jarmush su RollingStone.it

Perché ci piace così tanto il film di Jarmusch? Non accade praticamente nulla nella cittadina di Paterson, dove il film è ambientato, e soprattutto nella vita del suo protagonista, che si chiama anche lui Paterson, anonimo conducente di autobus interpretato da Adam Driver. A Cannes, dove è stato presentato, ha vinto solo un premio: quello del miglior cane, grazie all’interpretazione di Nellie, una bulldog che fa una serie di dispetti al protagonista. Ma non c’è un filo di drammaticità, e quella che c’è è subito trasformata in commedia. Lo amiamo, perché in un cinema dominato da supereroi fracassoni, action movie e avventure in 3D, è un film totalmente dedicato alla poesia, anzi alla creazione poetica. In sette capitoli, o sette stanze poetiche, dentro le quali si muove il suo protagonista da un lunedì mattina a quello successivo. Ripetendo sempre le stesse azioni. Nella cittadina del New Jersey, il mondo sembra essersi fermato proprio per dare tempo al suo protagonista di osservare i passeggeri del suo autobus, le chiacchiere al bar, i dialoghi a casa, e quindi di scrivere le sue poesie. Jarmusch ci parla di William Carlos Williams, il poeta preferito di Paterson (l’autista), che a Paterson (la città) tenne un corso di Fisica; di Allen Ginsberg, anche lui nato a Paterson; di Iggy Pop, che nel 1970 venne a cantare a Paterson; di Lou Costello, il cittadino più celebre di Paterson. Magari non c’è più spazio nello nostre sale per un film come Paterson, ma è di gran lunga una delle cose più belle di quest’anno al cinema.

La recensione è stata pubblicata su Rolling Stone di dicembre. Potete leggere l'edizione digitale della rivista, basta cliccare sulle icone che trovi qui sotto.
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Perché ci piace così tanto il film di Jarmusch? Non accade praticamente nulla nella cittadina di Paterson, dove il film è ambientato, e soprattutto nella vita del suo protagonista, che si chiama anche lui Paterson, anonimo conducente di autobus interpretato da Adam Driver. A Cannes, dove è stato presentato, ha vinto solo un premio: quello del miglior cane, grazie all’interpretazione di Nellie, una bulldog che fa una serie di dispetti al protagonista. Ma non c’è un filo di drammaticità, e quella che c’è è subito trasformata in commedia. Lo amiamo, perché in un cinema dominato da supereroi fracassoni, action movie e avventure in 3D, è un film totalmente dedicato alla poesia, anzi alla creazione poetica. In sette capitoli, o sette stanze poetiche, dentro le quali si muove il suo protagonista da un lunedì mattina a quello successivo. Ripetendo sempre le stesse azioni. Nella cittadina del New Jersey, il mondo sembra essersi fermato proprio per dare tempo al suo protagonista di osservare i passeggeri del suo autobus, le chiacchiere al bar, i dialoghi a casa, e quindi di scrivere le sue poesie. Jarmusch ci parla di William Carlos Williams, il poeta preferito di Paterson (l’autista), che a Paterson (la città) tenne un corso di Fisica; di Allen Ginsberg, anche lui nato a Paterson; di Iggy Pop, che nel 1970 venne a cantare a Paterson; di Lou Costello, il cittadino più celebre di Paterson. Magari non c’è più spazio nello nostre sale per un film come Paterson, ma è di gran lunga una delle cose più belle di quest’anno al cinema.

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