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Jeremy Slater – The Exorcist

Leggi la recensione della serie basata sul classico dell'horror su RollingStone.it

Il riciclo, più che una deriva, si sta trasformando in un vero e proprio macrogenere, sia al cinema che in tv. Uno dei tanti progetti di questa raccolta differenziata di idee, riaggiornabili all’infinito con il titolo a mo’ di marchio come teorica garanzia di continuità e intuitiva catalogazione, è The Exorcist, rivisitazione dell’horror che ha spaventato un’intera generazione con teste rotanti e fontane di vomito verde.I risultati della riesumazione purtroppo sono ben più modesti: tra inquietanti filtri blu, corvi che si schiantano contro finestre e ragazzine dalla voce cavernosa, la serie sa comunque azzeccare qualche colpo di scena e un paio di buone intuizioni, per esempio riportare sullo schermo Geena Davis. È un peccato, però, che alla seconda puntata già mostri il fiato corto.

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Il riciclo, più che una deriva, si sta trasformando in un vero e proprio macrogenere, sia al cinema che in tv. Uno dei tanti progetti di questa raccolta differenziata di idee, riaggiornabili all’infinito con il titolo a mo’ di marchio come teorica garanzia di continuità e intuitiva catalogazione, è The Exorcist, rivisitazione dell’horror che ha spaventato un’intera generazione con teste rotanti e fontane di vomito verde.

I risultati della riesumazione purtroppo sono ben più modesti: tra inquietanti filtri blu, corvi che si schiantano contro finestre e ragazzine dalla voce cavernosa, la serie sa comunque azzeccare qualche colpo di scena e un paio di buone intuizioni, per esempio riportare sullo schermo Geena Davis. È un peccato, però, che alla seconda puntata già mostri il fiato corto.

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