Il nuovo universo pop di Katy Perry non brilla | Rolling Stone Italia
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Il nuovo universo pop di Katy Perry non brilla

Ecco cosa pensiamo di 'Witness', il quarto album della popstar di 'I Kissed a Girl'

Dopo aver conquistato il primo posto di tutte le classifiche per anni, Katy Perry si ritrova annebbiata in un universo pop meno spumeggiante. Witness, il suo quarto album, si avventura in una versione soft della house music e lascia che le sue ballad diventino una specie di zuppa art-pop. Sembra tutto perfetto per le classifiche di oggi, dominate dalle influenze EDM di artisti come Halsey, Camila Cabello e Troye Silvan.

Ma essere sottile e delicata non è mai stato il cavallo di battaglia dell’artista dietro a pezzi come I Kissed a Girl. Katy Perry si è trasformata da tigre in gufo notturno: il suo ultimo album è pieno di musica malinconica, sognante e riservata (a parte quella Bon Appetit piena di doppi sensi). Il risultato? L’icona pop adesso si confonde con il resto della programmazione radiofonica.

Costruito con il super-produttore Max Martin e con tutti i cool kids del momento (Duke Dumont, Jack Garratt, Corin Roddick dei Purity Ring), Witness è un polpettone di pop elettronico: nell’album troviamo il trendy-revival di Witness, la dancehall-disco di Chained to the Rhythm, il semi-plagio a Sam Smith di Save as Draft e persino la house music anni ’90 di Swish, un brano che contiene lo stesso sample che Fatboy Slim ha usato nel 2000. Nel complesso, Katy Perry non è più la stramba Cyndi Lauper di Teenage Dream, adesso è una disco-crooner anonima, una cantautrice che propone brani appassionati ma inconsistenti che parlano di nostalgia ed empowerment.

La sua voce potente, la stessa che una volta cantava “I am a champion”, è ora affogata nel reverb e negli effetti, ed è davvero raro percepire la stessa gioia di artisti come Robyn, Charli XCX o degli ultimi singoli di Lorde.

Le eccezioni sono Roulette, aggiornamento esplosivo dell’EDM in stile Eurythmics, e Pendulum, un brano dalla performance vocale vintage (con tanto di coro gospel) prodotto da Jeff Bhasker, storico collaboratore di Kanye West. Il testo del pezzo, poi, suona quasi come un’autocritica: “Don’t try and reinvent your wheel / ‘cause you’re too original”.

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