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“Ghostbusters: The Video Game Remastered” è un bel tuffo nel passato

Sulla scia del nuovo capitolo cinematografico, la remastered del gioco dei Ghostbusters salta fuori dal cassetto e, colpo di scena, forse al momento giusto

Gli zaini protonici a disposizione durante la non lunga avventura sono numerosi. L’importante è ricordarsi sempre di NON INCROCIARE I FLUSSI!

In questa epoca di retro-nostalgia, forse più indotta che reale, c’è una regola che è bene tenere sempre a mente: meglio lasciare i ricordi dove stanno. Giochi, film e persino libri tanto cari in infanzia possono rivelarsi porcherie immonde se riprese in mano in età adulta. Nella mia ormai pluri-decennale esperienza di fiero figlio degli anni ’80, la sola eccezione a questa regola è stata Ghosbusters. Ricordo di aver incrociato in tv il film di Ivan Reitman mentre installavo la mia prima TV HD ready e di aver ceduto alla tentazione dell’alta risoluzione infrangendo la mia stessa regola. Poco conta che, al termine di una visione terrorizzata, la pellicola si sia rivelata tanto divertente quanto lo era in quelle innumerevoli domeniche mattina in cui ha girato nel videoregistratore a casa dei miei. Non è però un’eccezione a cambiare l’inesorabile realtà.

Giusto per mettere le cose in chiaro, Ghostbusters: The Video Game Remaster ci riporta fin dai primissimi momenti sui luoghi più iconici del film.

If there’s something strange

Se la regola della nostalgia di rado sbaglia, quella del mercato invece si muove seguendo logiche differenti. I ricordi sono un meccanismo di marketing perfetto quando sfoderati al momento giusto. E quale attimo migliore per rivitalizzare il brand di Ghostbusters se non l’improvvisa possibilità di un terzo, insperato e fino a poco tempo fa inimmaginabile capitolo? Per una serie di (s)fortunati eventi, non c’è stato nemmeno bisogno di sviluppare un nuovo titolo ex novo. Il caso vuole che un gioco dedicato ai Ghostbusters già esista e sia stato realizzato in collaborazione col cast originale al punto da essere considerato, prima dell’annuncio del nuovo film, un vero e proprio terzo capitolo. Se non ne avevate idea, e non è così improbabile, è perché nel 2009 non c’era un nuovo film dei Ghostbusters in uscita, ma un po’ anche perché allora ad Activision non fregava quasi nulla di un gioco finito a catalogo solo a seguito di un gioco di acquisizioni societarie. Fuori tempo e lontano dai radar, Ghostbusters ha ricevuto meno attenzioni di quello che avrebbe meritato: il tempo però è galantuomo e nuove coincidenze astrali questa volta più favorevoli potrebbero riservare alla remastered partorita da Mad Dogs almeno una parte della visibilità che avrebbe meritato all’epoca. Il pacchetto proposto dal gioco, d’altra parte, appare cucito su misura per quest’epoca fondata sul feticcio del retro. A partire dal logo della Columbia, che troneggia in apertura come se riprodotto da una VHS, e dalla trama, scritta da Dan Ankroyd e Harold Ramis, che ripercorre luoghi e situazioni del primo, glorioso capitolo. Nei panni di una recluta, al giocatore è concesso di prendere parte a una nuova avventura del team originale, in cui ciascun personaggio è doppiato dall’attore da cui prende in prestito le fattezze, incluso un non proprio motivatissimo Bill Murray.

Il modello della recluta è di un generico che più generico non si può, ma le repliche digitali di Egon, Ray & co. sono commoventi.

Who you gonna call?

Se dal punto di vista dei richiami al passato Ghosbusters: The Video Game Remaster di certo non delude, sul fronte della modernità si potrebbe decisamente fare di meglio. L’opera di rimasterizzazione compiuta da Saber Interactive si è limitata a una revisione della risoluzione delle texture, adattandole agli standard attuali, senza alcun altro intervento tecnico, fatta eccezione per il taglio del multiplayer, forse in arrivo in futuro, e la rimozione del doppiaggio italiano. Se qualche anno fa l’arretratezza tecnologica avrebbe potuto condannare sul nascere il destino della seconda venuta dei Ghostbusters, oggi sul finire della generazione la grafica non è più un elemento così discriminante agli occhi dei giocatori. Poco importa se anche il gunplay non di quelli da chiamare gli amici per l’incredulità: il titolo originale era figlio della mania per i third person shooter in cui la precisione non era certo il requisito più importante: va già bene che non ci siano le coperture. Anche perché, e forse non ci sarebbe nemmeno bisogno di dirlo, i motivi per approcciare oggi un gioco di questo tipo non risiedono certo in una qualche supremazia tecnica o nella ricerca di un gameplay sopraffino. Quel che ci si aspetta di trovare nel 2019 in un gioco dei Ghostbusters è lo spirito di quella pellicola figlia di caso, buona sorte e di un casting che migliore non avrebbe mai e poi mai potuto essere. E da questo punto di vista, Ghosbusters: The Video Game Remaster non delude per nulla.

Produttore: Saber Interactive

Distributore: Mad Dogs

Lo puoi giocare su: Xbox One, PS4, PC

Il Dr. Peter Venkman è ancora il personaggio caustico che abbiamo imparato ad amare, nonostante Murray non ci abbia messo l’anima.