Future è l'alieno strafatto di sempre, ma ora sa come essere felice | Rolling Stone Italia
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Future è l’alieno strafatto di sempre, ma ora sa come essere felice


Il nuovo album ‘High Off Life’ è l’ennesima avventura spaziale di un catalogo straordinario, l’unico finale possibile di un decennio di musica senza sosta, flow inimitabile e resistenza sovrumana alle droghe

Future

Foto: Getty Images

High Off Life è il primo album di Future dal gennaio 2019, un’eternità per i suoi standard. Il rapper che lavora più duramente di tutto il sistema solare, la leggenda della trap di Atlanta con la voce piena di blues e di AutoTune e in testa idee da astronauta ha avuto un sacco di tempo per riflettere. Future voleva intitolare l’album Life Is Good, ma la crisi sanitaria globale gli ha fatto cambiare idea – per una volta, il rapper ha cambiato la sua realtà tenendo conto del mondo che c’è là fuori. High Off Life è il suo disco più ottimista, quello in cui l’uomo arrivato da Plutone invia al mondo un messaggio positivo. C’è anche la malinconia spaziale tipica del suo sound e ci sono i racconti di nottate infernali avvolte nella nebbia tossica da night club che ne infesta l’anima.

Future è uno degli autori più affidabili e intelligenti dell’ultimo decennio, durante il quale ha pubblicato a un ritmo implacabile album, mixtape, collaborazioni e brani vari. In più, ha sempre vissuto la sua statura poetica con la giusta dose di ego – nella sua gemma del 2017 Hndrxx c’è la massima immortale: “Ho inventato io le porte”. In The Wzrd e nell’EP successivo, che suonava talmente tanto come una richiesta d’aiuto da intitolarsi Save Me, il rapper sembrava però giù di corda. E difatti l’EP si apriva con una straziante storia di amore tossico intitolata XanaX Damage.

In High Off Life c’è una netta svolta tematica. In Solitaires, lui e Travis Scott parlano di come vivere al meglio durante il Covid-19, con Future che dice: “Diamanti di coronavirus, ti prendi la febbre” . Travis è più esplicito e parla di claustrofobia da quarantena: “Quando ci libereranno dal lockdown, ci riprenderemo tutto / Sto scopando mia moglie da troppo tempo, ora quando cammina zoppica”.  

L’uomo che si faceva chiamare Extravagant Hendrix non si preoccupa delle dimensioni dei suoi album, né indugia troppo su un’idea. Nell’arco delle 21 tracce in scaletta, ora prega per chiedere perdono, ora giura che le uniche cose di cui gode sono tossiche. Per la hit pop Life Is Good torna a fare squadra con Drake, cinque anni dopo il mixtape What a Time To Be Alive e dopo altrettanti di richieste di un ritorno (nel remix ci sono anche DaBaby e LilBaby). La prima parte della canzone è tutta di Drake, che si lamenta della solita serie di problemi drakeiani, dalle ragazze che non rispondono ai suoi sms alle tasse. Future si prende la scena nella seconda parte, e anche lui elenca i suoi dilemmi, cioè scegliere tra le ragazze e il Percocet. 

Lil Uzi Vert rievoca Baby Pluto nel duetto All Bad, dove dichiara: “Tutto quello che tocco diventa brûlée”. In Trillionaires, Future scambia rime con YoungBoy Never Broke Again, il fenomeno di Baton Rouge, mentre in Harlem Shake fa squadra con Young Thung e il produttore Whizzy. In Posted with Demons la sua voce è strozzata dal dolore mentre confessa i suoi peccati in una nuvola di fiati e violini. In Outer Space Bih, accompagnato da un pianoforte jazz, brinda alla sua collezione di orologi, orecchini e automobili, mentre guida in California in compagnia di ragazzacce esperte di pilates. In Hard to Choose One spiega il suo cocktail di droga, sesso e modelle su un beat spaziale e paranoico di VOU e Southside.

Ci sono anche brani più personali come Accepting My Flaws, in cui Wzrd cerca di iniziare una nuova vita con la fidanzata, la modella Lori Harvey. Anche se ammette di essere il “Tristo Mietitore su una Rolls Royce”, cerca di ripulirsi e conquistare l’amore di una brava donna: “Dammi gloria, dammi Lori, ecco la vittoria”. Future ha sempre avuto una certa passione per le canzoni d’amore, già dai tempi di Turn Out the Light e Astronaut Chick, ma è toccante sentirgli dire: “Soffro crisi d’astinenza dall’amore vero”. Se avete dovuto cancellare il vostro matrimonio fissato quest’estate, sappiate che potete consolarvi con l’idea che potrete aggiungere alla vostra playlist nuziale un pezzo come Accepting My Flaws. Non c’è niente di più romantico delle rime: “Brilla sui miei demoni / Quando prendi il mio seme lo sento nelle ossa” (questo sì che è amore). In più, Future aggiunge: “Non sono cattolico, ma dovrei fare due chiacchiere con un prete”. Meglio liberare l’agenda, Padre: potrebbe essere la confessione più lunga che ascolterai. Forse dovresti ascoltare Beast Mode o DS2 per prepararti.

Future sta costruendo uno dei cataloghi più impressionanti del genere. Come ha fatto Mark E. Smith dei Fall negli anni ’80, sta chiudendo un decennio di musica senza sosta, eccellenza, coerenza tematica, flow inimitabile, resistenza sovrumana alla droga e devozione assoluta alla sua missione: essere sempre e comunque incasinato. High Off Life dimostra che non ha nessuna intenzione di fermarsi.

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