Home Recensioni

‘Fast & Furious – Hobbs & Shaw’, la recensione: uno spinoff che regala stupidità surreale

Luke Hobbs di Dwayne Johnson e Deckard Shaw di Jason Statham rimangono una coppia irresistibile. Ma può bastare solo questo?

Qualunque cosa sia, questo non è un film, ma un prodotto forse più meritevole di un test su strada che di una recensione. Fast & Furious – Hobbs & Shaw è il nono capitolo della serie Fast & Furious – che con i precedenti otto ha guadagnato $ 5 miliardi di dollari –, anche se, più precisamente, si tratta del primo spin-off. Per cui, se non hai mai visto nemmeno un film targato Fast & Furious, la saga che dal 2001 racconta delle corse clandestine di Vin Diesel, non c’è nessun problema. Hobbs & Shaw, infatti, è una macchina oliata alla perfezione che mette al centro del ring due personaggi che, nei capitoli precedenti, rivestivano ruoli secondari, Luke Hobbs (un padre single e agente della DSS, interpretato da Dwayne Johnson) e Deckard Shaw (un ufficiale militare poco raccomandabile impersonificato da Jason Statham). Quindi, se le premesse sono queste, come si può resistere?

È impossibile riuscirci. E non importa se Hobbs & Shaw si trascina per 134 minuti, con sottotrame familiari che ricordano Downton Abbey. Il regista David Leitch (John Wick, Atomica Bionda, Deadpool 2) mantiene l’azione e la commedia a tutta velocità. Hobbs e Shaw si punzecchiano come due stronzette del liceo, soprattutto sulle “gambe da Hobbit” di Shaw o la somiglianza di Hobbs con un “bambinone tatuato”. Ma all’improvviso arriva Idris Elba, ovvero Brixton, il “Superman nero”, un ex agente britannico modificato geneticamente in un cyber cattivo, in possesso di un virus in grado di sterminare metà del globo. Infine c’è la sbalorditiva Vanessa Kirby – di cui tanto abbiamo amato l’interpretazione della Principessa Margaret in The Crown – nei panni di Hattie, agente dell’Mi6 e sorella di Shaw (Helen Mirren interpreta la loro madre genio del crimine) che ha appena rubato il virus iniettandoselo in corpo.

Come fare, quindi, ad estrarre il virus senza uccidere Hattie o tutta la vita esistente sulla terra? Questa è la trama ideata dagli sceneggiatori Chris Morgan e Drew Pearce. Sappiamo già tutti che piega prenderà la storia – forse che Hobbs si innamorerà della sorella di Shaw? –, tuttavia il film si merita una standing ovation per non aver nemmeno tentato di proporre qualcosa di minimamente nuovo. «Questa è la quarta volta che salvo il mondo», dice Hobbs sbuffando, e noi non possiamo che condividere. Ah, c’è anche una parte ambientata alle Samoa – terra natia di Hobbs e dello stesso Johnson –, ma non vi spoileriamo più nulla tranne ‘The Rock’ che mette in scena una danza della guerra samoana.

Johnson e Statham riempiono Hobbs & Shaw di una stupidità talmente surreale da diventare contagiosa. Hobbs, ad esempio, prende al lazzo un elicottero mentre si trova a bordo di un camion scoperto, il tutto tenendolo a mani nude; Shaw, invece, è il protagonista di una coreografia di combattimento fantastica, ambientata in un corridoio. Insomma, il film regala grandi momenti. Il problema è che si ripetono per tutto il tempo – in una sequenza acrobazia, battuta, acrobazia – fino al momento in cui anche l’effetto sorpresa non stupisce più. Furious 7 riusciva a mescolare scene d’azione a momenti strappalacrime, ma questo può essere fatto solo se il film è motivato da qualcosa di più del richiamo del botteghino. Un obiettivo che, probabilmente, varrà raggiunto da questo nuovo capitolo che, tuttavia, rimane forzato. Certo, il divertimento frivolo va bene per un po’. Ma cosa succede quando i film seguono l’esempio di Brixton, trasformandosi lentamente e inesorabilmente in un cyborg concepito in laboratorio? Il test su strada è pronto, ma manca totalmente del tocco umano.