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‘Escape at Dannemora’ non è (solo) un’altra prison-break story

Due condannati all’ergastolo per omicidio riescono a evadere da una prigione di massima sicurezza, con l’aiuto di una sarta sedotta e abbandonata. Un miserabile e opportunistico ménage à trois, con la puzza di disperazione dappertutto.

Benicio Del Toro as Richard Matt and Paul Dano as David Sweat

Per ovvie ragioni in carcere esiste una barriera tra detenuti e impiegati civili, ma cosa succede quando quel muro viene abbattuto? Che due condannati all’ergastolo per omicidio riescono a evadere da una prigione di massima sicurezza, con l’aiuto di una sarta sedotta e abbandonata. Un buco nel muro della cella e via verso la libertà, tramite una serie di tunnel e un tombino.

Il fattaccio, clamoroso, è accaduto davvero nell’Upstate di New York a giugno del 2015. Impossibile resistere alla tentazione di farci un film, anzi, una serie. Ci è cascato Ben Stiller, che con Escape at Dannemora svela uno dei segreti meglio custoditi di Hollywood: il tizio della Magnum di Zoolander, sì, lui, il re della commedia demenziale, è un regista raffinatissimo, con un’inaspettata padronanza fisica ed emotiva di mondi dove la luce è attenuata e le ombre profonde.

Ben Stiller behind the scenes on Escape At Dannemora. Photo: Christopher Saunders/SHOWTIME

Ma questa non è un’altra prison-break story, è la migliore versione possibile di una realtà più selvaggia della finzione che, drammatizzata, trascende la cronaca per diventare una vera e propria esperienza, con la puzza di disperazione, lo squallore insopportabile dappertutto.

Patricia Arquette as Tilly in Escape At Dannemora. Photo: Christopher Saunders/SHOWTIME

Il premio Oscar (per Boyhood) Patricia Arquette divora lo show, irriconoscibile nei panni voluttuosamente trash ed economici di Joyce “Tilly” Mitchell, donna di mezz’età che supervisiona la sartoria del carcere, con tanto di denti orribili, capelli arruffati, occhialoni e una disperata fame di sesso clandestino con i detenuti.

Benicio Del Toro as Richard Matt in Escape at Dannemora (Episode 1). -Photo: Chris Saunders/SHOWTIME

Con uno di loro in particolare, David Sweat, interpretato dal golden boy del cinema indie Paul Dano che ha il compito più difficile: impersonare il carcerato tranquillo, quello che non vuole rotture
di scatole, quasi sempre intensamente immobile ma decisivo al momento giusto: il braccio del piano di fuga. La mente però è Richard Matt, un Benicio del Toro che gioca per lo spettacolo, al massimo della sua spacconeria, tutto mosse, occhiate oblique e silenzi. È lui che si inventa questo miserabile e opportunistico ménage à trois. Non riuscirete a smettere di guardarli, anche quando vi faranno schifo. Perché succederà.

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