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Ed Sheeran, un boyscout con la fissa per il rap

Per liberarsi dalle solite ballate, Ed si è circondato di star dell'hip hop. 'No.6 Collaborations Project' è il suo mixtape, e anche se le chitarrine hanno fatto posto ai beat, l'idea funziona

Ed Sheeran. Foto stampa

Ed Sheeran

Foto press

Lo dichiariamo subito: col nuovo disco di Ed Sheeran si limona poco. In No.6 Collaborations Project, nuovo lavoro uscito oggi e seguito ideale dell’EP No. 5 del 2011, Ed abbandona l’aritmetica romantica dei dischi precedenti (che si chiamano +, X, ÷), per buttare fuori un album pieno zeppo di featuring e tornare all’epoca pre-major, pre-successo mondiale, pre-stadi. Più che un disco una compilation, un mixtape registrato con tutti gli artisti che gli piacciono di più: «È qualcosa che volevo fare mentre sono ancora in tour, lo faccio uscire e vado avanti con i lavori per il mio prossimo album». E, a giudicare dai nomi presenti, Sheeran ha una chiara passione per il rap: Cardi B, Eminem, 50 cent, Chance The Rapper, Stormzy, per citarne alcuni.

22 ospiti in totale che hanno il compito di farci entrare nella zucca che il cantautore di Halifax non è solo chitarra acustica o, meglio, la soluzione perfetta per la colonna sonora di un matrimonio sulla spiaggia.

Se il primo singolo, I Don’t Care, è piuttosto in linea con le sue produzioni “tradizionali”, a incuriosirci di più ci hanno pensato le altre tracce pubblicate in questi giorni, come Beautiful People feat. Khalid o BLOW feat. Bruno Mars e Chris Stapleton, primo pezzo rock che sentiamo uscire dalla bocca del caro Ed (che qui ci crede così tanto che graffia pure un po’ la voce, roar). Ma è alla presenza di musicisti come Stormzy e Meek Mill che vengono fuori i momenti migliori del lavoro, che mescola trap e rap al saccarosio di Sheeran.

Come prevedibile, è difficile non prendere subito confidenza con i brani, praticamente tutte potenziali hit.

Ci sono Eminem e 50 cent, che in Remember the name tirano fuori un inno di rivalsa contro chi non credeva nelle potenzialità del cantautore: “20 years old is when I came in the game, and now it’s 8 years on and you remember the name“. Ma c’è anche Chance The Rapper in Cross Me, brano che è una sorta di messaggio minatorio contro quelli che ci provano con la tua donna. I due graffiano al massimo come un gattino, ma il pezzo funziona.

In No.6 Collaborations Project Ed prova a sporcarsi un po’ le mani, a uscire dalla comfort zone delle ballad – all’interno del disco ce n’è solo una, Best Part of Me, con buona pace dei teneroni – ma comunque sempre senza esagerare, e senza soprattutto rinunciare alle componenti melodiche che lo hanno reso una superstar. Con quella faccia da boyscout, d’altronde, sarebbe stato difficile immaginarsi qualcosa di diverso.

Viene da chiedersi solo come e se evolverà il suo show con dei pezzi di questo tipo, visto che solitamente Sheeran affronta le folle armato solo di chitarra acustica e loop station. Qui, intanto, c’è un disco perfetto per ancheggiare tutta l’estate. Di giorno però, per la notte consigliamo l’ultimo di Mark Ronson.

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