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DOOM: il ritorno della trilogia originale

In attesa di Eternal, Bethesda ci dà modo di fare un bel ripasso di storia condito da salsa rosso sangue

“Nasi bianchi come Fruit of the Loom che diventano più rossi d’un livello di Doom” recita l’immortale (e ancora attualissimo) “Quelli che Ben Pensano”, estratto dall’ancora più prezioso album La Morte dei Miracoli di Frankie Hi-NRG. Piccola parentesi: avete letto il suo libro “Faccio la mia cosa” appena uscito? Ve lo consigliamo senza riserve. Chiusa parentesi. Torniamo a DOOM, forse il videogioco più citato di sempre, specie da chi come il “saggio” Trump e i suoi seguaci vuole addossare ai videogiochi tutti i mali del mondo. È una saga che non ha bisogno di presentazioni e che proprio in questi ultimi anni sta conoscendo una rinascita a dir poco prepotente, prima grazie all’ottimo reboot uscito nel 2016 e presto con l’attesissimo sequel Eternal. Prima di tornare nei panni ultra-poligonali del DOOM Slayer è doveroso girare le spalle e guardare al passato. La trilogia originale è stata rilasciata pochi giorni fa su tutte le piattaforme più importanti, quale occasione migliore per riscoprire alcuni dei titoli che hanno dato un significato alla definizione di “classico dei videogiochi”? I tre capitoli (DOOM, DOOM II e DOOM 3) sono disponibili separatamente, ma abbiamo deciso di recensirli insieme, uno dopo l’altro, per celebrare questo pezzo di leggenda.

Il destino scritto nel sangue

Sono passati 26 anni dall’uscita del primo DOOM. Lo ripetiamo al rallentatore: VENTI, SEI, ANNI. Feel Old Yet? Il suo arrivo provocò un terremoto paragonabile a quello dell’uscita di Back in Black degli AC/DC nella musica (il ritmo è quello) o di Arancia Meccanica di Kubrick. Da quel momento nulla fu come prima, la sua popolarità crebbe in fretta grazie anche a una furba strategia di diffusione. Pochi mesi lo trasformarono nell’argomento “da banco” nelle discussioni tra appassionati di videogiochi e in breve tempo nacquero addirittura delle leggende metropolitane sul gioco stesso e sugli stessi sviluppatori, quei geniacci della id Software. Fu uno schiaffo in faccia dato con un guanto di metallo cosparso di colla e chiodi. Non risparmiò nulla al suo pubblico: armi, mostri, sangue e un eroe tanto anonimo quanto iconico. Fin da subito fu additato come prodotto in grado di corrompere le menti e anime dei suoi adepti, ma questa demonizzazione non fece altro che alimentare ulteriormente il suo mito. Giocarlo oggi potrebbe far sorridere le generazioni più giovani ma è come sfogliare un giallo di Agatha Christie o ascoltare The Dark Side of the Moon, è come mangiare una Viennetta Algida o bere un Martini Drycon Oliva… può sembrare roba da vecchi ma da ancora un gran gusto e non passerà mai di moda.

L’edizione uscita sugli Store delle diverse piattaforme comprende i nove livelli “pacchettizzati” nell’espansione Episodio IV: Thy Flesh Consumed e le modalità Deathmatch/Cooperativa in multiplayer locale fino a quattro giocatori. Il tutto per poco meno di 5 Euro, un prezzo a dir poco invitante . Unica pecca del tutto veniale, per giocarlo dovrete registrare anche un account Bethesda.net.

Voto (Doom): 9

Seconda discesa all’Inferno

DOOM II era solo una questione di tempo ma per soddisfare la sete del pubblico serviva qualcosa di ancora più esagerato. Hell On Earth uscì un anno dopo il capostipite e accontentò in tutto e per tutto i fan. Carmack e soci lavorarono in particolare sull’arsenale a disposizione del giocatore che si ampliò notevolmente e regalò ai giocatori un feeling ancora più solido. La crescita fu sensibile anche nell’ampiezza dei livelli e nella cattiveria dei nemici, sempre più grandi, cattivi e ripieni di viscere da far schizzare fuori a colpi di shotgun. Insomma, un “more of the same” grondante sangue, sudore e cattiveria. Anche per questo sequel vale il discorso appena fatto per il primo DOOM, gli anni sono passati e i gusti dei giocatori si sono fatti sempre più raffinati (per non dire schizzinosi), ma giocarlo nel 2019 è una cosa tutt’altro che anacronistica. Fa bene alla memoria ma anche al cuore e ci permette di capire su quali fondamenta sono poggiate le fortune dell’attuale industria dei videogiochi. I contenuti extra in questo caso sono ancora più esagerati. Anche qui troverete il multiplayer locale fino a 4 giocatori (coop compresa), ma per gli avventurieri solitari ci sono ben 20 livelli single-player aggiuntivi creati dalla nutritissima community di DOOM e approvati dagli stessi sviluppatori. Il tutto sempre a 4.99 Euro, praticamente un furto.

Voto (Doom II): 9

Promessa non mantenuta

Il terzo DOOM uscì in un periodo florido per il genere FPS, ma fin dal primo trailer tutti scommettevano sul fatto che ancora una volta sarebbe stato lui a rivoluzionare il genere. Ci provò staccandosi dai primi due capitoli, aprendo il design dei livelli verso nuove vette di libertà concessa al giocatore e virando verso il genere horror. Il risultato finale non era male, ma decisamente sotto le aspettative. In più la tecnologia che si muoveva alle sue spalle, il nuovissimo id Tech 4, era sì rivoluzionaria sotto molti punti di vista (illuminazione dinamica, effetti particellari e via dicendo), ma fin troppo pesante per la maggior parte degli hardware dell’epoca. Come se non bastasse, pochi mesi dopo la sua uscita sul mercato si affacciò un altro gioco che ne oscurò in brevissimo tempo la popolarità… mai sentito parlare di Half-Life 2? Pur essendo il capitolo più recente della prima trilogia e il prrimo interamente tridimensionale, DOOM 3 è forse il titolo più difficile da giocare di questa trilogia e quello invecchiato peggio. Da qui a dire che sia ingiocabile ce ne passa, ma i gusti schizzinosi di cui parlavamo poco fa saranno sicuramente i meno propensi ad accettarlo. Vale comunque la pena fare un giro su questa vetusta giostra degli orrori, che per inciso costa il doppio degli altri due capitoli. Per poco meno di 10 euro vi porterete a casa anche le espansioni Resurrection of Evil e The Lost Missions che aggiungono ulteriore carne (al sangue) alla portata principale.

Voto (Doom 3): 7

 

Produttore: id Software

Distributore: Bethesda Softworks

Li puoi giocare su: PS4, Xbox One, Switch, iOS, Android

 

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