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Doom Eternal, la recensione

Bethesda e id Software ci riportano all'inferno facendoci vestire ancora una volta i panni dello Slayer in uno spratutto classico, veloce e fottutamente feroce

Non ci aspettavamo niente di rivoluzionario, ignorando che la vera rivoluzione, a volte, è il rispetto della tradizione.

Metro Exodus è stato un buon sequel di una serie contraddistinta da una grande atmosfera. Molto divertente anche Shadow Warrior 2 con i suoi ettolitri di sangue e budella digitali. Abbiamo apprezzato Bulletstorm, con il suo particolare gameplay di stampo arcade. Che dire poi degli ultimi Wolfenstein, bellissimi e capaci di riportare in alto la saga. Quando però si parla di FPS cattivi, brutali, demoniaci il titolo che può e deve venire in mente è solo uno: DOOM. Lo conoscono tutti, dai nostri genitori che grazie ai TG lo collegano alla maggior parte delle stragi degli ultimi 20 anni, a Frankie Hi-NRG che citandolo nel suo pezzo più famoso lo ha reso di fatto immortale. Il decennio passato dalla pubblicazione del terzo capitolo, non gradito da molti per la sua eccessiva deriva horror, è servito. Nel 2016 la serie è ripartita con un reboot dalle palle quadrate, che ha riportato il franchise sui giusti binari regalandoci uno sparatutto veloce, furioso e mostruosamente dinamico. Praticamente il perfetto ibrido tra un FPS single-player e un Arena-shooter. Successo mondiale e sequel praticamente scontato, che arriva proprio in questi giorni a vomitare lava sui polpastrelli degli Slayer pronti a raccogliere la sfida.

Avanzando di livello e portando a termine le sfide sbloccherete una miriade di nuove skin, pose di vittoria, sfondi e accessori.

Inferno Planetario

La serie Doom non si è mai fatta notare per la qualità delle sue sceneggiature, che non sono mai andate oltre il “voi contro l’inferno e non fate domande”. Con Doom Eternal questo trend cambia un po’ anche se la premessa iniziale è chiaramente piuttosto scontata: la Terra è ormai alla mercé delle truppe infernali e solo un uomo può frapporsi tra loro e la disfatta definitiva. Chiaro, non è uno spunto da Oscar o Golden Globe ma la storia dopo le prime fasi riesce a decollare e a stimolare la curiosità del giocatore tanto quanto le sue endorfine. L’universo di Doom in Eternal si espande oltre i limiti raggiunti fino a questo momento e tenta di rendere la sua community ancora più globale. Per giocare online dovrete per forza collegare l’account con cui state giocando (PSN, Xbox Live, etc.) ad uno registrato su Bethesda.net. In questo modo accederete ad una serie di features quali le sfide settimanali, il Battlemode, le Stagioni e tutti i bonus che verranno rilasciati da qui ai prossimi mesi. Tranquilli, se non possedete un collegamento Internet o per qualsiasi motivo non volete collegare il vostro account a quello Bethesda potrete comunque giocare la campagna offline, ma sarà un po’ come avere un gioco con una gamba zoppa.

Le Uccisioni Epiche vi frutteranno energia mentre con la motosega vi garantirete munizioni. Il fuoco invece genera pezzi di armatura.

Semplicemente esagerato

Doom Eternal è, come dicono i non-boomer, tanta roba. Sia in termini di qualità che di quantità id Software è riuscita ad alzare ulteriormente l’asticella già posta piuttosto in alto con il reboot di quattro anni fa. La base di partenza in effetti era decisamente buona e mostruosamente solida, ma i seguaci di Carmack non si sono limitati a darci un semplice “more of the same” copiando e incollando quanto fatto in precedenza. Le mappe? Sono mediamente più grandi del 50% e più ricche di eventi, segreti da scovare e ovviamente ventri e crani da squarciare. Una comoda mappa 3D vi aiuterà a navigarli ma riuscire a trovare tutti i collezionabili e completare tutte le sfide sarà roba da pochi. Per questo vi verrà data la possibilità di tornare in ogni singolo capitolo della Campagna alla ricerca dei pezzi che vi siete lasciati dietro durante la prima run.

Tra i vari collezionabili troverete vinili delle vecchie colonne sonore e Cheat Code per attivare trucchi come le vite infinite.

Parliamo di armi? Qui siamo rimasti più o meno sul classico ma non stiamo parlando di un COD qualsiasi, qui l’importante è che siano grandi, che vomitino proiettili alla velocità del suono e che producano esplosioni degne del capodanno napoletano… e in questo Doom Eternal non delude affatto. Partendo dal classico, intramontabile Fucile a Pompa d’ordinaza (la prima arma che riceverete) per arrivare al rinnovato e bestiale BFG 9000, ognuno di voi troverà la sua arma di distruzione preferita e potrà personalizzarla scegliendo il tipo di fuoco aggiuntivo con i moduli che troverete in giro e features opzionali da sbloccare con i Punti Arma. Dovrete anche occuparvi delle abilità attive e passive del vostro Slayer, nonché del suo aspetto che ovviamente deve essere dannatamente minaccioso. Alcune vi verranno assegnate d’ufficio, come il Pugno di Sangue, altre dovrete guadagnarvele e non sarà cosa facile. Portare a termine le sfide opzionali, i Cancelli Slayer, trovare i Cristalli delle Sentinelle o i Token Armatura… queste sono tutte missioni opzionali ma senza le quali il vostro Slayer non progredirà, cosa che più avanti nel gioco vi procurerà non pochi grattacapi.

Doom Eternal snocciola vari riferimenti ad altri giochi e film. Questo guanto ad esempio non vi sembra di averlo già visto?

La sensazione di potenza che riceverete dalle vostre armi è ENORME mentre il loro peso non è particolarmente tangibile, ma è una scelta precisa dovuta alla dinamicità del gameplay. Ognuna regala soddisfazioni uniche e le molteplici modalità di fuoco rendono ogni scontro una gara a chi riesce a realizzare le uccisioni più spettacolari e cruente. Abbinato al rinnovato sistema di movimento del vostro Slayer, che tra doppi salti e scatti può diventare un bersaglio imprendibile, l’arsenale di Doom Eternal rappresenta una delle macchine da distruzione più incredibili mai create e quando ci avrete preso la mano credeteci… farete numeri da circo. In alcune occasioni, specie ai livelli di difficoltà più alti, avrete l’impressione di essere sovrastati dalla quantità e potenza dei nemici ma non esiste qualcosa di impossibile in Doom Eternal, solo modi sbagliati di approcciarsi ad ogni battaglia. Basta cambiare routine di movimento, diventare imprevedibili o scegliere la giusta arma e l’esito può cambiare radicalmente con somma soddisfazione di chi si trova a premere il grilletto.

Mai fermarsi. MAI!

Doom Eternal è quanto di più dinamico e adrenalinico si possa attualmente trovare in un FPS. Già con il precedente capitolo id Software era riuscita a trovare questa formula magica capace anche in single player di mettere il giocatore al centro di intensi combattimenti dentro arene sempre più articolare che riportavano alla mente le furiose sfide di Unreal Tournament e Quake. In questo sequel quei combattimenti sono diventati infernali e lasciatecelo dire, dannatamente soddisfacenti. Purtroppo per motivi di embargo non possiamo dirvi molto sui boss che incontrerete ma possiamo assicurarvi che non rimarrete assolutamente delusi. Prima di raggiungerli però dovrete vedervela con uno sconfinato esercito di mostri orripilianti, che a vecchie conoscenze quali Aracnotron, il “blobboso” Cacodemone e il pestifero Revenant, affianca new entry non meno pericolose come il Razziatore e il Doom Hunter… un nome che è tutto un programma. Ognuno di loro ha tecniche e tattiche differenti. Così come punti deboli e di forza che vanno tenuti in considerazione. La quantità di munizioni in Doom non è mai stata un problema ma riuscire ad usare l’arma giusta con il nemico giusto vi risparmierà non pochi problemi. In questo il gioco vi fornirà non pochi suggerimenti, quello che possiamo darvi noi è solo uno ma fondamentale: non state mai fermi. L’immobilità in Doom Eternal porta alla morte.  A tal proposito vi sconsigliamo di giocare Doom Eternal selezionando il livello “Troppo Giovane Per Morire”, sarebbe una passeggiata all’inferno ben poco appagante. Non iniziate neanche con la sfida Ultra-Incubo perché sarebbe come darsi una mazza da baseball d’acciaio rovente sui gioielli di famiglia. Partite dal mezzo e avrete un’esperienza giustamente impegnativa ma mai frustrante, grazie anche all’ottimo posizionamento dei checkpoint e alla possibilità di accumulare 1-UP in puro stile arcade. Una volta completata la campagna e ripreso fiato potrete anche provare la modalità Vite Extra da abbinare magari ad un livello di difficoltà un po’ più alto.

Una grafica poderosa e fluida che non lascia spazio a critiche.

Something missing

Purtroppo la nostra esperienza con il “pacchetto” Doom Eternal non può dirsi completa in quanto la modalità Battlemode non era disponibile nei giorni precedenti la release del gioco. I server verranno aperti solo al Day One ma non abbiamo motivo di dubitare che questa originale esperienza multiplayer (che, lo ricordiamo, vede un giocatore nei panni dello Slayer battersi contro altri due che impersoneranno dei demoni in tre round infuocati) riuscirà solo a migliorare ulteriormente quello che può già ora essere definito come uno dei migliori titoli dell’anno. Un titolo peraltro ineccepibile sotto il profilo tecnico. La grafica è davvero poderosa. Fatta eccezione per qualche (assai) sporadico ritardo nel caricamento di alcune texture la grafica è poderosa e la fluidità invidiabile. Giocando su PS4 Pro non abbiamo mai, e sottolineiamo mai, testimoniato il benché minimo tentennamento dell’engine. Vi assicuriamo che in alcuni momenti il caso su schermo raggiunge livelli davvero altissimi, ma i cali di frame rate non sono un affare che riguarda Doom Eternal.

Giocate Doom Eternal se…

Vi piacciono gli sparatutto classici e cattivi

Abbondanza e qualità per voi devono andare di pari passo

Amate i giochi tecnicamente pomposi e fluidissimi

Evitate Doom Eternal se…

Riflessi e abilità con il grilletto non sono il vostro forte

Il sangue e le budella esposte vi danno fastidio

Avete intenzione di giocarlo solo in modalità Facile

 

Produttore: id Software

Distributore: Bethesda Softworks

Lo puoi giocare su: PS4, Xbox One, Switch, PC, Stadia