Marianne Faithfull e Warren Ellis, la recensione di 'She Walks in Beauty' | Rolling Stone Italia
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Dimenticate tutto e abbandonatevi alla poesia con Marianne Faithfull e Warren Ellis



In ‘She Walks in Beauty’ la cantante rilegge con voce magnifica e fuori dal tempo i classici di Keats, Shelley, Byron. Ci sono anche Nick Cave e Brian Eno

Marianne Faithfull e Warren Ellis

Foto: Rosie Matheson

Marianne Faithfull ha amato profondamente e vissuto tragicamente, come i grandi poeti romantici inglesi. A differenza loro, però, è ancora qui per raccontare le sue storie. Lo fa in She Walks in Beauty, un disco di spoken word realizzato con il violinista e compositore Warren Ellis, in cui recita alcune delle sue poesie preferite tratte dal Libro d’oro della poesia lirica inglese di Francis Turner Palgrave. Nel disco, la sua voce profonda e vissuta trova nuova profondità nei versi di Lord Byron, John Keats, Percy Shelley, William Wordsworth e altri.

Quando Faithfull recita i versi di Ode a un usignolo di Keats, lo fa con una consapevolezza conquistata dopo anni di esperienze terribili che il poeta, morto di tubercolosi a 25 anni, non ha potuto vivere. Ogni sillaba è pronunciata con delicatezza e maestria, la voce si alza e si abbassa sempre con la giusta misura. Quando interpreta versi come “Sono Osimandia, il re di tutti i re. Ammirate, Voi Potenti, la mia opera e disperate!”, in Ozymandias di Shelley – uno scritto ispirato a una statua di Ramses II – li recita con una crudezza che il poeta, scomparso a 29 anni, poteva solo immaginare. Quando legge Così non andremo più vagando di Lord Byron, lo fa con una rassegnazione che il poeta, anch’egli morto giovane a 36 anni, iniziava appena a comprendere.

Queste performance rimandano al modo in cui Faithfull ha interpretato nel corso degli anni la sua canzone più famosa, As Tears Go By. Ha iniziato a cantare il pezzo scritto da Mick Jagger e Keith Richards quando aveva 17 anni e l’ha poi rivisitato a 40 e a 71. Ogni ripetizione aggiungeva profondità alle parole, versi che nascondevano un senso di stanchezza che c’entrava poco con l’età di chi li aveva scritti. La versione più recente, incisa nel 2018 per Negative Capability quando la sua voce si era già abbassata fino al registro da contralto, è ancora più intensa.

Ma non sono solo le letture di Faithfull a rendere She Walks In Beauty così straordinario. È tutto il progetto che conquista. La voce devastante di Faithfull, gli splendidi versi dei poeti, gli arrangiamenti delicati e ambient suonati dai suoi collaboratori – Ellis, Nick Cave e Brian Eno, tra gli altri. Gli sfondi sonori brillano attorno alla sua voce, mentre campane suonano in lontananza e uccellini cinguettano nella foschia. È bellissimo e affascinante. L’unico difetto, se proprio vogliamo trovarne uno, è che succedono davvero tante cose e l’unico modo per godere davvero della grandezza di She Walks In Beauty è assorbirlo a piccole dosi.

Questo articolo è stato tradotto da Rolling Stone US.

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