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David Frankel e Allan Loeb – Collateral Beauty

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È quasi impossibile realizzare un film senza alcun aspetto positivo – ma che mi venga un colpo se Collateral Beauty non si merita il jackpot delle zero stelline. Questo ignobile pasticcio che il regista David Frankel e lo sceneggiatore Allan Loeb hanno scaricato in tempo per l’anno nuovo vede un cast all-star – tra cui Will Smith, Kate Winslet, Helen Mirren, Edward Norton e Keira Knightley – costretti insieme su una nave che sta affondando dentro un mare torbido, che appare di volta in volta assurdo, ricattatorio, pretenzioso.

Le nostre condoglianze a Smith, che essendo l’attore protagonista è, di conseguenza, quello maggiormente esposto al ridicolo. Interpreta Howard, un affascinante dirigente pubblicitario che ha perso la voglia di vivere dopo essere stato colpito da una tragedia – nello specifico,
la morte di sua figlia. Norton, Winslet e Michael Peña interpretano i suoi amici e colleghi, che non riescono più a entrare in contatto con lui; hanno paura che faccia fallire l’azienda, mettendo così a rischio anche i loro impieghi. Howard è talmente devastato dal dolore, infatti, che decide di mettersi a scrivere lettere all’Amore, alla Morte e al Tempo, trovando più facile avere a che fare con i concetti, piuttosto che con le persone reali. Peccato che prima non si sia consultato con il Terribile, evitando così a tutti questa stupida, lacrimevole cazzata.

Mirren, Knightley e il giovane Jacob Latimore interpretano i personaggi che Howard incontra lungo la sua patetica strada. È una specie di Canto di Natale, ma senza il calore, la meraviglia e il genio di Dickens. Quando Howard era il re dell’advertising, era solito chiedere a tutti: “Qual è il tuo perché?” – un ulteriore buon motivo per odiarlo. Dopo avere visto Collateral Beauty, il mio “perché” non può che essere quello di mettervi in guardia contro questo spreco del vostro tempo e del vostro denaro.

La recensione è stata pubblicata su Rolling Stone di gennaio.
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