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Cochemea, afro-jazz cosmico nel segno di Miles Davis


‘All My Relations’, il secondo album del polistrumentista californiano, è un trip di percussioni africane e melodie anni ’70 di cui non vi libererete facilmente

Cochemea

Foto Jacob Blickenstaff

Cochemea Gastelum è un musicista con radici ben piantate nel groove: fa parte del giro di strumentisti di Daptone, l’etichetta di Brooklyn, e ha lavorato con Amy Winehouse, Antibalas e Sharon Jones – è uno dei pilastri della band di quest’ultima, i Dap-Kings. Il suo primo album solista, The Electric Sounds of Johnny Arrow, metteva bene in mostra queste radici – è un mixtape coloratissimo che miscelava funk etiope, afrobeat, boogaloo, chitarre con il wha e Bitches Brew – con un’attitudine da vagabondo del rock&roll.

All My Relations sviluppa questa miscela ancora più in profondità. Le coordinate geografiche delle sue influenze si fanno più distanti: il Nordafrica in Al-Mu’Tasim, con quelle linee di basso slabbrate suonate con il liuto (uno strumento fondamentale nella tradizione di quelle zone); il Messico in Mitote, una jam in salsa Miles Davis che combina il ballo Azteco e i rituali al peyote, suonata con tamburi indiani (grazie a Sunny Jain, musicista di Red Baarat). Quando l’album raggiunge l’epicentro di Los Muertos, siamo già ampiamente in territorio cosmico: il polistrumentista californiano cerca lo spazio profondo come Kamasi Washington o Alice Coltrane – non è un caso che i suoi album spiritual-jazz stiano vivendo una meritata seconda giovinezza.

Ma Cochemea suona musica onnivora, irrequieta e difficile da categorizzare. Com’è giusto aspettarsi da una produzione di Daptone, ha un respiro vintage e un groove solido e ben ancorato al terreno. E mentre Asatoma ci fa galleggiare grazie a un riverbero ipnotico e al canto sacro “om shanti”, brani come Seyewailo e Song of Happiness regalano melodie brillanti e leggere che ricordano la musica televisiva degli anni ’70. Nella loro diversità, le 10 tracce di All My Relations si mescolano in un unico trip lungo più di 35 minuti. Una volta finito il viaggio, non vedrete l’ora di ricominciare.

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