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Nessuno canta la linea d’ombra come Clairo

Nel secondo album 'Sling' la cantautrice americana mette in musica con Jack Antonoff il passaggio dalla giovinezza alla maturità. E nei momenti migliori ricorda l'Elliott Smith di 'Figure 8'
4 / 5

Nel 2019, Claire Cottril ha dato seguito al singolo diventato “virale” Pretty Girl con Immunity, una raccolta commovente di canzoni che parlavano d’incertezze adolescenziali, stati d’ansia, illuminazioni improvvise. Con quel disco è diventata una delle storyteller più interessanti del pop. Due anni dopo Clairo, nome d’arte di Cottril, alza ancora l’asticella con Sling, un album avvincente, perfettamente a fuoco, musicalmente avventuroso.

Nel disco, Clairo interpreta a modo suo alcuni tra i cliché più deliziosi di ogni secondo album che si rispetti. Ci sono splendide riflessioni sul successo inaspettato (in Management). C’è una tavolozza strumentale più ampia – flauti, sassofoni, archi – che Cottril sfrutta con grazia e delicatezza insieme al co-produttore Jack Antonoff. E così ad esempio Amoeba, una delle tanti canzoni che prendono ispirazione dall’ambizioso Figure 8 di Elliott Smith, incorpora un Clavinet in stile Stevie Wonder.

Il tema centrale di Sling è l’accettazione e allo stesso tempo il terrore delle responsabilità derivanti dalla maturità. “Da quando prendere tempo è diventata la mia vita?”, canta Clairo in Just for Today. Il verso parla di un momento particolare di crisi psicologica, ma potrebbe benissimo essere usato per raccontare tutto Sling, un disco sul passaggio all’età adulta. In Amoeba, Clairo brinda alla normalità, mentre in Reaper, uno dei pezzi più quieti della raccolta, l’ansia circa il presente interferisce coi sogni di maternità: “Non posso incasinare una cosa che ancora non esiste”.

Le melodie sinuose, i turbini di suoni e i depistaggi musicali del disco raccontano versioni diverse della stessa storia: crescere è sorprendente, entusiasmante e assieme difficile tanto quanto le variazioni armoniche di Bambi o gli stop-and-go dello strumentale Joanie. A volte invece ogni cosa va al suo posto come accade nel ritornello di Amoeba.

“Sono vecchia e provo del risentimento”, canta Clairo alla fine di Management. È l’ultimo verso del disco e come i passaggi migliori dei testi di Clairo, funziona su più livelli. È allo stesso tempo la battuta sarcastica di una ventiduenne, un’affermazione incredibilmente seria e la conclusione di una specie di concept album che parla di maturare e sentirsi più vecchi di quanto in realtà si è.

Questo articolo è stato tradotto da Rolling Stone US.

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