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Ascoltate Chloe x Halle, ve lo chiede Beyoncé


Dimenticate le canzoni adolescenziali del debutto di due anni fa ‘The Kids Are Alright’. Tra temi adulti, beat avventurosi e cori sognanti, ’Ungodly Hour’ è un bel disco pop e uno splendido esempio di solidarietà tra sorelle

Foto: Robin Harper

Chloe e Halle Bailey erano a malapena teenager quando la loro cover di Pretty Hurts di Beyoncé è diventata virale su YouTube, conquistando l’attenzione della superstar del pop in persona, che le ha ingaggiate nella sua etichetta Parkwood, coinvolte nel visual album Lemonade e presentate ai fan durante il Formation Tour, di cui aprivano le date. Ora, superati i 20 anni, sono una forza musicale totalmente indipendente e il loro secondo album è un tesoro di r&b dalle mille sfaccettature, fatto di intesa vocale, scrittura affilata e una determinazione che vi farà venire voglia di applaudirle.

 

 
 
 
 
 
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@chloexhalle Ungodly Hour out now.

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Se il debutto del 2018 The Kids Are Alright giocava con i temi del romanzo di formazione in canzoni come Fake, Baptize e Grown – theme song di Grown-ish, serie in cui le sorelle sono co-protagoniste –, Ungodly Hour è decisamente più adulto. In Tipsy dicono che «non ci sono scuse» a un uomo potenzialmente cattivo, mentre Busy Boy racconta un intrigo bizantino tra innamorati: «Sono le 9 di sera / Ricevo un messaggio: Sei sveglia? / Sono le 9 e un quarto / la mia amica dice di aver ricevuto lo stesso messaggio, stessa storia / Per qualche giorno andiamo bene / Poi sparisci e mi lasci come un’idiota / Dici che sei con i tuoi / ma la mia amica ti ha visto con un’altra, mentre andavate via da una festa».

I segni della loro maturazione, però, sono evidenti soprattutto nella musica. Chloe x Halle sono accreditate sia nella scrittura che nella produzione di praticamente tutti i pezzi dell’album. Il beat stratificato che Chloe ha costruito per Baby Girl è sommerso e insistente, perfetto per un testo che parla di attraversare un mondo spaventoso di avventure e indipendenza. In Do It, una collaborazione con Scott Storch, le voci delle sorelle volano e si muovono splendidamente, trasformando l’ennesima canzone sul clubbing in qualcosa di angelico, in una storia piena di eccitazione e possibilità. La title track si basa su un beat sognante e sottile, scolpito dal duo britannico Disclosure, su cui le sorelle si scambiano il microfono come due ragazzini che giocano a palla nel giardino. In Forgive Me, uno dei brani più tosti del disco, bilanciano un elegante falsetto con lo swag chiaramente ispirato a Bey. Oltre alle voci delle sorelle, l’unico ospite è Swae Lee del duo Rae Sremmurd, che si aggira timido su Catch Up, prodotta da Mike Will. Lo stile ordinato del disco permette a Chloe x Halle di muoversi tra generi diversi, come i suoni della Motown di Don’t Make It Harder on Me o ROYL, in cui la cadenza delle voci ha l’aria di un inno imperioso.

Chloe x Halle hanno rimandato l’uscita del disco di una settimana in solidarietà con le proteste Black Lives Matter, e riassumono la sensazione di impotenza che sembra dominare tutto il 2020 con la vulnerabile Overwhelmed. Tutto l’album, in realtà, sembra pieno di forza e senso di comunità: si sente nel modo in cui le voci scappano attraverso le canzoni ma si ritrovano sempre nel finale, unite in un unisono che ricorda i gruppi vocali degli anni ’60, e che trasforma la loro crescita personale in una storia condivisa. «Fatelo per le ragazze», dicono in Baby Girl. Loro l’hanno fatto.