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‘Animali Fantastici 2 ‘ è tanta roba, pure troppa

Se siete fan di Harry Potter sarà come tornare a casa, se invece non lo siete...

Se la domanda è: Animali Fantastici – I crimini di Grindelwald è una creatura per fan di Harry Potter? La risposta è sì. O meglio, il film lo potete guardare anche se siete dei babbani, mica c’è il Ministero della Magia all’ingresso del cinema. Ma sicuramente vi divertirete la metà. E, se non avete visto il primo capitolo, non sarà facilissimo raccapezzarvi, più difficile rispetto alla saga di Harry Potter.

Partiamo dalle basi: nel primo film Grindelwald, in preda alla follia, era stato messo dietro le sbarre a New York grazie a Newt Scamander, il magizoologo che ha scritto il libro di testo usato ad Hogwarts, Animali fantastici e dove trovarli, e tiene un serraglio di creature incredibili nella sua valigia incantata. Ma ovviamente Grindelwald non resta imprigionato a lungo e si libera con una sequenza da brividi.

Qualcuno deve fermarlo, ma quel qualcuno non può essere Albus Silente, che nel 1927 insegna Difesa contro le Arti Oscure ad Hogwarts, perché – come sapremo più tardi – lui e Grindelwald un tempo “erano più che fratelli”. Silente dunque chiede aiuto a Newt.

Newt però ha i suoi problemi a Londra: dopo l’avventura newyorkese gli hanno tolto il passaporto magico, ha un drago marino a cui badare e, soprattutto, la ragazza dei suoi sogni, Leta Lestrange, si è fidanzata con suo fratello Theseus, funzionario del Ministero della Magia inglese.

Nel frattempo l’orfano Credence Barebone, mezzosangue attratto dal lato oscuro a causa del parassita Obscurus, è andato a Parigi per cercare la madre e lì si unisce a Nagini, un Maledictus (una donna il cui sangue è stato maledetto alla nascita) condannato a trasformarsi in un serpente di 9 metri, che diventerà non solo compagno inseparabile di Voldemort, ma un Horcrux, un pezzo della sua anima. Niente di cui scandalizzarsi se il servo del signore oscuro qui ha le sembianze di una donna asiatica, aveva già chiarito la Rowling dopo le prime reazioni sdegnate alla notizia: l’origine fa parte della mitologia del personaggio.

Intanto anche Tina Goldstein, l’investigatrice magica di cui si è innamorato Newt nel primo film, è a Parigi alla ricerca di Credence, e nella Ville Lumiere arriverà pure lo stesso Grindelwald per cercare il ragazzo. Ma la sorella di Tina, Queenie, e il no-mag Jacob Kowalski che fine hanno fatto? Sono innamorati ma non posso sposarsi, perché lei è magica e lui no.

Capite che il film ha decisamente troppe storie da raccontare, troppe storyline da seguire, roba che persino la Rowling ha rischiato di perdercisi dentro come nel labirinto del torneo Tremaghi. La scrittrice però non ha perso il suo tocco magico, conosce il suo pubblico e impacchetta ogni scena con strizzate d’occhio alla saga di Potter e ai fan, che accompagna per mano verso la resa dei conti al cimitero Pere Lachaise e verso il finale, che è una bomba vera, una delle rivelazioni più inaspettate del Wizarding World. Il problema è che arrivarci potrebbe essere più faticoso che mettere la crema sul naso ferito del già citato drago marino, soprattutto per i babbani.

Il cliffhanger apre benissimo ai prossimi tre (!) film della saga, preparando la lotta tra Grindelwald e la sua nemesi buona, Newt. Al di là delle polemiche, è chiaro perché la Rowling ha difeso la scelta di casting su Johnny Depp: non potrete immaginarvi nessun altro nei panni del mago oscuro.

L’autrice non ha mai avuto paura di diventare politica: se le creature fantastiche di Newt nel primo film erano un precisissimo attacco alle politiche anti-immigrazione di Trump, il Grindelwald di Depp, biondo platino, ha un che di razzista e di nazi nell’attitude quando chiama a raccolta i maghi purosangue per preparare il loro dominio sugli umani. È un Depp ammaliatore, mai sopra le righe, sempre inquietantemente controllato, pure troppo, che non ci siamo abituati.

Jude Law è il Silente che tutti avevamo sognato, prestante, dandy, fiero ma dolce (e in quanto ai riferimenti alla sua omosessualità, wait for it), mentre Eddie Redmayne torna a mettere la sua azzeccatissima figaggine un po’ nerd (e il ciuffo) al servizio del magizoologo. Menzione d’onore per la Leta di Zoe Kravitz, rifiutata, tormentata e coraggiosa (anche se avremmo voluto vederla ancora più centrale) e il Credence di Ezra Miller, lunatico e affascinante, che alle varie premiere in giro per il mondo abbiamo scoperto essere un po’ la Lady Gaga del Wizarding World.

Animali Fantastici – I crimini di Grindelwald (che poi, al momento, non abbiamo ancora visto davvero quali) è un autentico spettacolo visivo, una nuova esperienza nel mondo magico per chi è cresciuto con Harry Potter. È come tornare a casa. Anzi, a Hogwarts. E sì, se non avete mai sognato di frequentare la scuola di magia più celebre al mondo, è un problema.

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