Two Point Hospital, la recensione | Rolling Stone Italia
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Two Point Hospital, la recensione

L’erede spirituale di Theme Hospital porta i suoi reparti traboccanti di strambi medici e malattie improbabili anche su console

La terapia per curare la depressione del mimo è dura, ma efficace.

Forse per smetterla un po’ di tutti di sparare cazzate senza cognizione di causa sulla situazione di emergenza che stiamo vivendo basterebbe mettersi per qualche giorno nei panni di chi gestisce una struttura sanitaria. Va bene anche un ospedale un po’ folle come quello di Two Point Hospital, erede spirituale del glorioso Theme Park di Bullfrog: con noi ha funzionato. Per fortuna il gestionale di SEGA la butta subito sull’ironia. Certo le sale di attesa restano piene e la gente se trascurata pass a miglior vita comunque, ma i corridoi sono invasi da tizi che si credono Freddie Mercury e disperati con una padella in testa. Insomma, l’emergenza strappa comunque una risata, anche se gestire quel delirio resta un’impresa. Finché si resta nei primi ospedali, più piccoli e specializzati, basta un po’ di sangue freddo. Quando però ci si allarga seguendo le ambizioni espansive della Fondazione, far fronte alle mancanze costanti (di personale, di reparti e di spazi) richiede equilibrio, pazienza e intuizione.

Ben presto gli spazi non bastano più e bisognerà disperdere i reparti tra più edifici, da costruire acquistando terreni se necessario.

Un medico è atteso in psichiatria, grazie!

La crescita costante di concetti, mansioni ed elementi da tenere d’occhio può risultare ingannevole. Ci si trova, quasi senza accorgersene, a gestire un impero sanitario. E se fino a qualche attimo prima tutto filava liscio, i soldi avanzavano, il personale era felice e i pazienti guarivano come toccati dalla luce divina, di colpo tutto sembra andare a rotoli. La progressione è impostata a missioni, l’obiettivo è sempre quello di raggiungere una valutazione di almeno una stella per il proprio ospedale, dopo di che si sblocca l’area successiva. E benché la fase iniziale sia sempre uguale a se stessa (dall’accettazione al medico di base e così via), le strutture più avanzate ci mettono poco a porre il nuovo direttore sanitario di fronte di fronte a sfide inedite.

I fumetti sule teste di pazienti e dipendenti aiutano a capire quali siano le necessità del nostro ospedale.

Padellite acuta, nulla di grave, stia tranquillo

La tediosa, inevitabile ripetitività del lavoro, da cui nemmeno le professioni sanitarie sono immuni, trova compensazione nella ben dosata ironia di cui è pervaso ogni aspetto del gioco. Nonostante l’indubbia capacità di Two Point nel l’escogitare sempre qualcosa di nuovo per rendere la sfida più intrigante, le missioni che compongono il gioco si somigliano quasi tutte. Ci sono giusto un paio di eccezioni, ma in tutti gli altri casi dovete accumulare fatture pagate e pazienti guariti per passare di livello.  Tuttavia, la caratteristica miglior di Two Point Hospital è la capacità di trattare un argomento delicato come la malattia attraverso un’ironia che non disturba. Le malattie strambe, i macchinari folli per estirparle e i nomi dei personaggi sono sicuramente le vette del gioco. Forse nei dintorni delle missioni finali ci arriveranno comunque solo gli impallinati di gestionali, ma il fatto che il gioco non si prenda per nulla sul serio spinge ad andare oltre quel momento di stanca che, inevitabile, cadrà addosso a chi non ha fatto del genere una religione.

L’assenza di controlli touch nella versione Switch è abbastanza inspiegabile.

Un portatile in perfetta forma

Con la consapevolezza del fatto che dietro l’etichetta Two Point si trovino diversi ex sviluppatori Lionhead e della stessa Bullfrog, scoprire che tutto funziona alla perfezione non è stata certo una sorpresa. Meno scontato, invece, è stato verificare che tutto funziona alla perfezione anche su console. Al netto di una inevitabile minore precisione del puntatore, evidente soprattutto quando si prova ad afferrare un personaggio specifico per spostarlo dove c’è bisogno di lui, l’esperienza su Xbox One si è rivelata identica a quella del versione PC, uscita ormai da poco più di un anno. Impressioni positive arrivano anche dalla versione Switch: qui qualche rallentamento e caricamenti un po’ più lunghi si verificano con una certa frequenza, ma considerato il ritmo di gioco è facile farsene una ragione. Soprattutto se, come contropartita, si può giocare in portabilità e si trova inclusi nel pacchetto anche due dei tre DLC usciti (questo vale per tutte le edizione console). Per quanto riguarda invece i motivi dietro l’assenza dei controlli touch, sempre comodi in questo tipo di giochi, forse nemmeno con una diagnosi del Dr. House se ne verrebbe a capo.

Acquistate Two Point Hospital se…

1. Prendete la vita con ironia

2. La routine non vi spaventa

3. Volete gestire tutto su console

 

Non giocate a Two Point Hospital se…

1. Siete ipocondriaci

2. Odiate le file

3.  Volete tutto e subito

 

Produttore: Two Point

Distributore: SEGA

Lo puoi giocare su: PlayStation 4, Xbox One, PC, Switch