Zac Efron, il one man band del cinema | Rolling Stone Italia
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Zac Efron, il one man band del cinema

È stato il rubacuori che ha fatto innamorare un’intera generazione con ‘High School Musical’ e l’esploratore che con la sua serie su Netflix ha girato mezzo mondo: vegano, platinato, muscoloso o rifatto, oggi compie trentacinque anni l’indimenticato Troy Bolton

Zac Efron in una scena di 'Una birra al fronte', su Apple TV+

Foto: Apple TV+

No, Zac Efron non si è messo a suonare il violino mentre soffia in una fisarmonica e batte col piede un tamburo. Zac Efron non è, in quel senso, il one man band che dà sfoggio della propria arte di musicista suonando mille strumenti insieme in una piazza, come succede nel corto Pixar di qualche anno fa. Zac Efron è il one man band del cinema, che al posto della chitarra, della tromba e di tutto il resto, imbraccia ormai da anni l’arte della recitazione, muove i piedi nei passi delle coreografie, canta nella palestra di una scuola (o sotto il tendone di un circo molto speciale, in ogni caso su un set), si carica sulle spalle il peso non di un tamburo, bensì della fama con cui ormai ha fatto pace semplicemente perché, a suo dire, non legge ciò che scrivono su internet. E il tutto tra uno spuntino vegano e l’altro, magari in un bar di Byron Bay dove lui, una star di Hollywood, si innamora di lei, una ragazza (per così dire) comune. Ma, sia chiaro: sempre che per quel giorno non sia in programma una qualche imperdibile sessione di meditazione trascendentale.

Un clown da ‘A’

 

 
 
 
 
 
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Nato oggi trentacinque anni fa, californiano doc, figlio di un ingegnere elettrico e di un’impiegata amministrativa, il piccolo Zachary David Alexander Efron è il classico bambino felice di una famiglia medio-borghese americana. In lui convivono lo studente modello che vive malissimo il fatto di prendere una B al posto di una A, ma anche il ragazzetto attaccabrighe (e annoiato) che passa per essere il pagliaccio della classe. Con due conseguenze: quella di avere molti amici, ma non essere nel circolo degli ultracool della scuola, e quella di essere incoraggiato dal padre a seguire un corso di recitazione e canto con varie interpretazioni al Great American Melodrama and Vaudeville, il famoso teatro in California. E anche, nel 2006, con un doppio risultato: quello di diplomarsi con ottimi voti che gli permettono di affermarsi sempre più come attore, complice il fortunatissimo ruolo di Troy Bolton in High School Musical.

Once a Troy Bolton, forever a Troy Bolton

 

 
 
 
 
 
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Una cosa è certa: Zac Efron non sa solo recitare, ma pure ballare e, soprattutto, cantare. Al punto che, dopo le polemiche legate al fatto che la voce di Troy Bolton nella colonna sonora di High School Musical non sia tanto farina del suo sacco, quanto del collega Andrew Seeley, Zac decide di tagliare subito la testa al toro (e al chiacchiericcio dilagante) dimostrando di sapere il fatto suo con un altro musical: Hairspray – Grasso è bello. È sempre il 2006, e mentre Ladies’ Choice risuona ancora nei cinema, il ragazzo dei musical si prepara per i sequel High School Musical 2 (2007) e High School Musical 3: Senior Year (2008), dove (a scanso di equivoci) viene chiarito che no, questa volta la sua voce non è stata in alcun modo modificata. E se la musica viene messa da parte per qualche anno, con ruoli in film come 17 Again – Ritorno al liceo (2009), Segui il tuo cuore (2010), The Paperboy (2012), Cattivi vicini (2014) e Baywatch (2017), lo Zac Efron dei musical scalpita per tornare in scena. Nel 2017 ci pensa Hugh Jackman a richiamare il fu-Troy-Bolton che recita, canta e balla: questa volta con ancora più consapevolezza, mentre fa piroette sul bancone di un bar e voli con Zendaya su corde da funamboli, in The Greatest Showman.

Problemi in paradiso

 

 
 
 
 
 
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Quando sei giovane, bravo, attraente (nel 2007 la rivista People lo inserisce tra le cento persone più belle in circolazione), di buona famiglia e di evidente successo, cosa mai potrà andare storto? Questo però è il pensiero di noialtri comuni mortali, perché si sa: a Hollywood non è facile reggere la fama. Nel 2013 anche Zac fila in riabilitazione per abuso di alcool e droghe, ripulendosi e parlandone nel 2014 con l’Hollywood Reporter, dove ammette: «Non è mai una cosa specifica. Voglio dire, hai vent’anni, sei single, stai vivendo  la vita a Hollywood, e hai presente? Ti arriva tutto addosso». Per non parlare poi di quello che stava succedendo nel frattempo: la mascella spaccata per una caduta contro una fontana di granito (ci torniamo); il senzatetto armato di coltello che aggrediva lui e il suo amico mentre stavano spingendo (di notte) la macchina rimasta senza benzina. Insomma, per farla breve: per Zac ci sono stati un po’ di problemi in paradiso, durante quello sfortunato 2013.

Mr. Muscolo

 

 
 
 
 
 
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One Direction, NSYNC, High School Musical, Malibu Ken, Bieber, Jonas Brother: questi sono solo alcuni dei modi in cui Mitch (leggi: Dwayne “The Rock” Johnson), si riferisce a Matt Brody (leggi: Zac Efron) in Baywatch. Ma se per l’egocentrico e sbruffone Matt i sopracitati nomignoli vanno anche bene, per parlare di Zac la storia cambia. A vederlo così pompato, abbronzato, dopato, compresso e decisamente trasformato in una sorta di versione pocket di The Rock, vengono in mente altri appellativi impronunciabili. Nel dubbio, Mr. Muscolo può andare bene.

Biondo per scommessa

 

 
 
 
 
 
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Se uno definisce sé stesso il pagliaccio della classe, vuoi che, una volta cresciuto, quello non stia al gioco e non si pieghi alle conseguenze di una scommessa persa? Certo che sì. E infatti, finite le riprese di Ted Bundy – Fascino criminale (2018), Zac nel 2019 si presenta a un’intervista per Entertainment Tonight con una (orribile) chioma platinata. «Ho perso una scommessa con un amico», dice. Anche se ammette di essersi già tinto di biondo in passato, da buon fan di Eminem. E, scommessa o emulazione che sia, è meglio fare una cosa: lasciare questa parentesi platinata lì dov’è.

Certificato vegan… più o meno

 

 
 
 
 
 
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«Brillante». In sintesi, così Zac Efron definisce il risultato del suo (nuovo) approccio alla dieta vegana, quando nel 2018 racconta a Teen Vogue di come quello stile alimentare abbia «cambiato completamente il modo in cui funziona il mio corpo e il modo in cui metabolizzo il cibo, il modo in cui si trasforma in energia, il modo in cui dormo». Insomma, pare di aver scoperto l’elisir di lunga vita, sulla cui etichetta è scritto: Certificato Vegan. C’entra qualcosa la meditazione trascendentale, cui inizia a dedicarsi quell’anno per approcciarsi meglio al ruolo di Ted Bundy? Chissà. Fatto sta che, pochi giorni fa, Zac ha confessato a Men’s Health di essere tornato a mangiare gli animali. Ed è possibile che la giornalista l’avesse già intuito, trovandoselo seduto di fronte a guardare il ricco menù di quella steakhouse.

Un tipo coi piedi per terra

 

 
 
 
 
 
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Zac Efron e pane carasau; pane carasau e Zac Efron. Anche a cambiare l’ordine, quelle parole messe insieme sembrano assurde. E invece non lo sono, dato che Zac Efron nel 2020 ha cucinato nientemeno che il pane carasau, e proprio mentre era in Sardegna, a girare una puntata della sua serie targata Netflix: Zac Efron: con i piedi per terra. Ma non solo: Zac cuoce anche uova nel suolo lavico islandese e mangia ceviche in Porto Rico, mentre esplora i risvolti dell’energia green, della sostenibilità, della vita in generale. Vincendo pure nel 2021 il Daytime Emmy Award come Outstanding Program Host.

Tutte possono averlo

 

 
 
 
 
 
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Che la prima fidanzata storica fosse Vanessa Hudgens (ossia, la Gabriella Montez di High School Musical) lo sapevamo. Che avvenisse il colpo di fulmine con le colleghe Alexandra Daddario (Baywatch) prima, e Lily Collins (Ted Bundy – Fascino criminale) dopo, lo davamo per possibile. Che il divo Zac Efron si innamorasse di una ragazza qualunque, proprio mentre lei, cameriera, gli serviva il pranzo in un bar di Byron Bay no, non lo potevamo prevedere. E se da quel giugno 2020 i tabloid iniziano a dipingere la relazione (da sogno) di Zac e Vanessa Valladares come quella tra un avvenente principe settecentesco innamorato della bruttina serva di corte, si scopre che Valladares è sì una comune ragazza, ma pure una che, quando non serve ai tavoli, fa nientemeno che la modella. Passerelle o no, la storia dura sì e no un annetto, e il nostro ritorna single.

‘Quasi morto’

 

 
 
 
 
 
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Non è il titolo di un film, ma come Zac Efron ha definito sé stesso (e il rischio che ha corso) dopo il terribile incidente del 2013, quando correndo è scivolato e si è spaccato la mascella contro una fontana di granito. Altro che chirurgia plastica, racconta in una recente intervista per Entertainment Tonight: «Sono quasi morto». E fu così che quelle labbra che sembrano gonfie di filler e quegli zigomi simil-botulinati non erano certo questione di estetica. Piuttosto, il risultato del ritorno al completo funzionamento dei muscoli masticatori che «sono diventati davvero, davvero grossi». Così parlò, e noi tacciamo.

Toglietegli quei diuretici

 

 
 
 
 
 
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Il 2022: non solo l’anno in cui scopriamo che Zac Efron non è più Certificato Vegan e miracolato dopo l’incidente alla mandibola. Questo è anche l’anno in cui salta fuori che non è tutto oro quello Zac che (dopo il crollo del 2013) sembrava luccicare. Si parla (anzi: lui parla, sempre in quell’intervista a Men’s Health) dei suoi problemi di depressione e insonnia, iniziati nel 2017 a seguito della preparazione atletica per Baywatch. Quando, in sostanza, la sua routine era fatta di carne e diuretici, bilancieri e diuretici, frasi (e foto) motivazionali di The Rock e diuretici. Per fortuna, il capitolo diuretici si è chiuso. Resta la questione dell’agorafobia, ma anche quella pare in fase di risoluzione.

L’incredibile merchandise

 

 
 
 
 
 
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Sia che stiate ancora scontando la cotta adolescenziale per Troy Bolton, sia che siate delle irriducibili amanti dell’uomo che non ha paura di tingersi, sia che troviate sexy l’attore che parte senza timori all’avventura o per chiunque assomigli spaventosamente a David Hasselhoff, ebbene, sappiatelo: Zac Efron vanta su Etsy uno splendido merchandise. Perché se è vero che la bellezza è negli occhi di chi guarda, quella dell’arte legata al personaggio di Zac Efron è tangibile verità.