Vuoi scrivere per il cinema? Torna il Master IULM che ti porta davanti ai veri produttori | Rolling Stone Italia
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Vuoi scrivere per il cinema? Torna il Master IULM che ti porta davanti ai veri produttori

Da ottobre 2026 si torna in aula a Roma per imparare a scrivere per il cinema e la serialità, tra lezioni pratiche, stage in case di produzione e sessioni di pitching con autorevoli professionisti

Vuoi scrivere per il cinema? Torna il Master IULM che ti porta davanti ai veri produttori

Foto: iStock

Chi scrive per lo schermo lo sa. Si può aver letto ogni manuale di sceneggiatura esistente, aver smontato centinaia di film scena per scena, eppure restare fermi davanti alla domanda più semplice. Come si trasforma davvero un’idea in un film? A quella domanda prova a rispondere, da cinque edizioni, il Master in Sceneggiatura dell’Università IULM, che a ottobre 2026 riapre le porte a Roma.

Non è un corso teorico. È un laboratorio a tempo pieno, quattro giorni a settimana per quattro mesi, in cui la scrittura si impara scrivendo, riscrivendo, difendendo le proprie scelte davanti a chi in questo mestiere ci vive ogni giorno. La direzione scientifica porta le firme di Gianni Canova e Stefano Mordini, e attorno a loro si muove una faculty che sul set e in sala di sceneggiatura non è mai stata solo di passaggio. Tra i nomi figurano Valia Santella, Filippo Bologna, Nicola Guaglianone, Doriana Leondeff, Luca Infascelli, Edoardo Albinati, Iaia Forte, Michele Astori, Massimiliano Bruno e Tommaso Renzoni.

Master in Sceneggiatura (Roma)

La struttura del percorso segue la logica di chi una storia la costruisce davvero, partendo dalle fondamenta per arrivare al mercato. Si comincia dall’architettura narrativa, la costruzione drammaturgica, lo spazio scenico, tutto ciò che regge un racconto prima ancora che prenda una forma riconoscibile. Si passa poi ai generi: la commedia, il thriller, l’azione, sempre con un lavoro serrato su personaggi, dialoghi e riscritture, fino all’adattamento letterario e alle forme più contemporanee del racconto seriale. L’ultimo tratto guarda fuori dall’aula, verso la produzione, il mercato, il confronto diretto con chi quei progetti li finanzia e li realizza. In mezzo a tutto questo trova spazio anche l’intelligenza artificiale, guardata con equilibrio, né come minaccia né come scorciatoia. Uno strumento da conoscere e usare con criterio, che però non tocca il nucleo del mestiere, quella sensibilità autoriale che nessun algoritmo può replicare.

Ma è forse nell’ultimo tratto del percorso che il Master rivela la sua natura più concreta. Gli studenti non escono con un diploma e basta. Vengono inseriti in stage presso case di produzione italiane e internazionali, dove avranno la possibilità di lavorare insieme a produttori veri in sessioni di pitching. È in quel momento che un’idea smette di appartenere solo a chi l’ha scritta, ma viene messa alla prova, discussa, a volte smontata pezzo per pezzo. Ma è proprio in quel confronto, spesso scomodo, che si capisce se una storia tiene davvero. Ogni film che arriva in sala è passato da lì. Da qualcuno che ha creduto in un’idea abbastanza da imparare a raccontarla per bene. Il Master IULM serve a questo.