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Una guida al sesso occasionale per il dopo-coronavirus

Passate le regole di distanziamento sociale, sarà inevitabile voler tornare a scopare a caso con degli sconosciuti. Ecco qualche consiglio per godersela in sicurezza e senza paranoie

Quando parlo con i miei coetanei, sebbene siano lontani dal pensare che non si fa sesso prima del matrimonio (almeno nella mia bolla sociale glitterata), ho l’impressione che per molti sia ancora tabù pensare di scopare con sconosciuti o andare a casa di qualcuno e farci sesso appena varcata la soglia. Qualcuno ha osservato che facciamo meno sesso rispetto alla generazione precedente, che effettivamente tra ’68 e rivoluzione sessuale si è divertita molto.

Ovviamente al momento tutto ciò è peggiorato dalla pandemia, che ha completamente alterato e interrotto il nostro modo di socializzare – almeno fisicamente – e che probabilmente resterà con noi per un po’ di tempo. La seguente guida servirà quindi per quando e se potremo tornare a scopare a caso con degli sconosciuti: ora come ora ci toccano le norme di distanziamento sociale. A parte questo, descrivo solo ciò che piace a me quando si tratta di approcci, con l’obiettivo sia di separare quanto più possibile sesso e sentimenti che di far sì che le persone siano coerenti con ciò che desiderano. 

RICERCA

Nel nostro tempo non c’è luogo migliore di un’app di incontri o dei social per trovare qualcuno con cui scopare. Quando ero adolescente avevo un pregiudizio negativo molto forte per queste modalità, pensavo fossero luoghi oscuri popolati da gente sgradevole pronta a uccidermi. Niente di più lontano dalla realtà, visto che mi è capitato di incontrare persone con cui ho scopato molto bene e che erano piuttosto piacevoli e interessanti. 

C’è chi pensa all’universo delle app di incontri come a un mercato, e forse lo si può davvero analizzare in quei termini: domanda e offerta. Io faccio parte dell’offerta: aspetto che siano gli altri a scrivermi, non perché voglio fare quello che se la tira ma perché difetto di un requisito importante – non ho un posto dove ospitare. In ogni caso, se mi voglio fare qualcuno non esito a chiedergli “vuoi scopare?”. Che tanto la cosa peggiore che può succedere è che dica di no. 

Che tu sia la persona che fa il primo passo o meno, orientati sulla griglia dei volti, swipe di qua, swipe di là, capisci chi ti può interessare, approcciate, organizzate un incontro. Non fermarti alle apparenze, non valutare un volto in 200 millisecondi, tieni a mente che queste app avvantaggiano le persone fotogeniche a discapito di chi viene male in foto ma potresti trovare attraente se incontrassi dal vivo. Se qualcuno ti incuriosisce, vinci quell’istinto di repulsione e buttati, magari finirete per darvi degli orgasmi allucinanti. Può essere utile discutere in anticipo di cosa vi piace o meno: una volta storcevo il naso se qualcuno mi chiedeva “cosa ti piace?” ma oggi penso che sia un buon modo per tastare il terreno.

Ultimamente mi sembra anche che Instagram funzioni meglio di qualsiasi Tinder: rispondere alle storie facilita le interazioni e il fatto che si possa attribuire un contesto alle persone con cui si interagisce aiuta ad arginare quell’elemento di anonimato tipico delle altre app, che rende le persone più interessanti e meno potenziali serial killer.

INCONTRI

Di solito quando mi organizzo con qualcuno vado direttamente a casa sua. Un tempo era una cosa che mi intimoriva molto, poi ho scoperto che mi eccita un casino e preferisco andare dritto al punto. Evitavo di farlo per questioni di sicurezza, poi ho capito alcune strategie per evitare di morire. Poi può succedere che lui apra la porta e me lo infili senza troppe domande o che chiacchieriamo per qualche minuto, prima. La cosa peggiore che può succedere è che non ci si piaccia, nel qual caso nessuno non devi sentirti costretto ad andare fino in fondo solo perché sei andato a casa di qualcun altro/hai fatto venire qualcuno a casa tua apposta per scopare.

Se ti senti più a tuo agio, puoi proporre alla persona con cui ti vedrai di prendere un caffè o bere qualcosa in qualche luogo pubblico. Può essere un buon modo per stemperare il fatto che ti stai cagando addosso e far scemare l’imbarazzo. Da persona che non sopporta lo small talk quando ci si conosce, mi chiedo: perché dovrei andarmi a prendere un caffè con qualcuno che non conosco prima di fare sesso? Uno: è una bevanda che ti fa andare in bagno e prima del sesso anale non è proprio l’ideale; due: se ci stiamo simpatici possiamo tranquillamente berlo post-sesso, restare a chiacchierare e farci le coccole. 

Importante per la sicurezza è imparare a riconoscere i fake sulle app. Foto sgranata, niente foto, niente social, link sospetti, sono tutti segnali d’allarme. Prima di incontrare qualcuno accertati che sia una persona reale, chiedigli una videochiamata o verifica i suoi social. Se una foto ti sembra sospetta puoi tentare una ricerca per immagini su Google. Fai sapere a qualcuno dove sei o condividi la localizzazione su WhatsApp. Detto questo, non c’è bisogno di ansie immotivate o esagerate: appena entro a casa di qualcuno mi cago un po’ sotto ma mi abituo nel giro di qualche minuto una volta che capisco che quella persona mi vuole scopare e non uccidere. La cosa peggiore che mi è successa è che qualcuno mi dicesse “guarda, non sei il mio tipo” e mi mandasse via. “È tutto ok”, dice la mia voce interiore, “non è indice di quanto sei attraente, torna a cercare validazione nei like di Instagram”.

BARRIERE E VANTAGGI

Ora qualcuno si starà chiedendo: non è che il sesso occasionale fa male, che è dannoso per la salute fisica e mentale? La risposta è no, non di suo. Ci sono vari fattori che possono influenzare l’esito piacevole o meno dell’esperienza, combinati a una serie di paure e ansie che avevo fino a poco fa e che col tempo ho imparato a superare. 

Si crede spesso che, in questo contesto, i “contro” siano superiori ai “pro”, ma non è necessariamente vero. Piuttosto, come tutte le cose che riguardano la sfera sessuale, probabilmente non fa per tutti. Come ha spiegato in un TEDTalk Zhana Vrangalova, professoressa di Human Sexuality alla NYU, se da un lato qualcuno può finire col cuore a pezzi, avvertire sensi di colpa e sentirsi insoddisfatto, i vantaggi includono imparare nuove tecniche sessuali, fare amicizia, incrementare la propria autostima, sentirsi rafforzati e avere storie da raccontare. 

Spesso le persone considerano negativamente il sesso occasionale in quanto “non soddisfacente” dal punto di vista emotivo e sessuale, soprattutto per le donne. Sicuramente può essere vero, se le persone con cui avete a che fare sono fredde e distaccate. Ho detto prima che per me è importante separare il sesso dai sentimenti, ma allo stesso tempo non penso che questa distinzione vada fatta in modo rigido e calcolato. Ci si può fare le coccole con la persona con cui hai appena scopato, ci si può rilassare e chiacchierare dopo il sesso. 

Potremmo imparare anche ad “amare” gli sconosciuti e non c’è bisogno di comportarsi in maniera distaccata affinché sia effettivamente una cosa “occasionale”, visto che è perfettamente normale sentirsi connessi e in intimità con un estraneo. Al tempo stesso forse non è il caso di pensare a matrimonio e bambini dopo una scopata. 

Per il resto, da ragazzo gay mi capita pochissimo di essere criticato in quanto promiscuo – forse proprio per la questione della mia bolla di cui sopra. Oltretutto la promiscuità è uno stereotipo dell’essere un maschio gay e quindi forse non dà fastidio, o in media ne dà meno che non quella di una ragazza etero. Ma ci tengo a precisare che non solo è perfettamente legittimo incarnare questo stereotipo, ma anche che non c’è qualcosa di male di per sé nell’essere promiscui. Tuttavia mi rendo conto che lo slut shaming – ovvero, l’essere stigmatizzati in quanto persone promiscue o presunte tali – può essere un problema, soprattutto se sei una ragazza etero che ha a che fare con ragazzi etero. La soluzione migliore comunque mi sembra continuare a trombare e godere con chiunque. 

SALUTE

Molte persone stigmatizzano il sesso occasionale perché “così si prendono un sacco di malattie” ovvero di IST, Infezioni Sessualmente Trasmissibili. E forse lo fanno perché sono fermi a qualche secolo fa, quando si moriva di sifilide. Seppur il rischio aumenti con l’aumentare dei partner, e nonostante i ruoli sociali e i costumi si siano evoluti molto più lentamente rispetto al progresso scientifico, per alcuni sarà sorprendente sapere che nel 2020 abbiamo tantissimi strumenti per difenderci da queste malattie. Test di screening, preservativi, antibiotici per le infezioni batteriche, PEP e PrEP per prevenire l’HIV, antiretrovirali come terapia per i sieropositivi all’HIV. 

Se la paura di contrarre una IST ti terrorizza e ti impedisce di vivere la vita sessuale che desideri, pensa che può effettivamente succedere, ma che anche in tal caso ci sarebbero tutte le misure per fronteggiare la questione. Pertanto, ecco il solito promemoria che ti invita a testarti per tutte le infezioni sessualmente trasmissibili circa ogni 6 mesi e a vaccinarti contro epatite A, epatite B e papillomavirus (HPV) in modo da affrontare il problema laddove si presentasse.

Infine non avere timore di chiedere ai tuoi partner dei loro ultimi test e del loro stato di salute rispetto alle IST – possibilmente prima del sesso e non dopo. Per alcuni può essere un discorso tabù e ansiogeno, “antisesso”, ma direi che è arrivato il momento di affrontarlo. 

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