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Un viaggio nei vigneti green di Fantini Group

Sulla costa dei trabocchi, a strapiombo sul mare, nelle colline rinfrescate dalla brezza marina: tra energia rinnovabile e una coltivazione rispettosa, Fantini si dimostra una realtà vinicola sempre più sostenibile

Qualità e sostenibilità ambientale: sono questi i due punti cardine su cui si fonda la filosofia del Fantini Group, la giovane realtà vinicola abruzzese fondata e guidata da Valentino Sciotti che unisce 12 grandi realtà enologiche del sud e centro Italia e che, in pochissimi anni, è diventata leader tra le aziende esportatrici del sud Italia.

L’attenzione ambientale del gruppo la si nota anche solo osservando i suoi vigneti, come quelli presenti in uno dei trabocchi più belli d’Abruzzo, quello di Punta Aderci, che si trova nella omonima Riserva Naturale Regionale – 285 ettari dalla spiaggia di Punta Penna, meraviglioso anfiteatro marino, alla foce del fiume Sinello – vicino a Vasto, dove Fantini coltiva uve Pecorino (per un appezzamento di quasi due ettari) e vigneti di Montepulciano (tre ettari) in uno dei tratti più suggestivi e spettacolari del litorale. O il vigneto di due ettari e mezzo sul mare, coltivato a Pecorino, nella Riserva Naturale Regionale denominata Ripari di Giobbe. E ancora la Tenuta Cantalupo, questa volta a dieci chilometri dal mare, nello splendido borgo medioevale di Notaresco, arroccato su di una collina in provincia di Teramo.

E qui che, nel cuore del Montepulciano d’Abruzzo Colline Terramare Docg, nei suoi 10 ettari di vigneti a spalliera, si realizza il progetto Fantini-Qualità dove i vigneti caratterizzati da basse rese vengono utilizzati sia per produrre OPI, un bio 100% Montepulciano d’Abruzzo Colline Terramare Docg, che la nuova ammiraglia Three Dreamers, la visione enologica dei “tre sognatori” che hanno creato Fantini: un rosso da uve biologiche appassite nato dalla mutuazione della tecnica produttiva dell’Amarone. Tra condizioni pedoclimatiche eccezionali e una posizione quantomeno strategica, questi vigneti rinfrescati dalla brezza marina sono rispettati da Fantini che non aggiunge niente di chimico, preferendo una coltivazione esclusivamente in biologico.

Il lavoro del gruppo prosegue anche in un altro importante punto della filiera. È stato infatti approvato un piano specifico che porterà lo stabilimento d’imbottigliamento Fantini di Ortona ad essere autonomo al 70% grazie alla realizzazione di un grande impianto fotovoltaico che garantirà energia pulita e rinnovabile. Fantini Group inoltre vanta la certificazione di sostenibilità Equalitas che affronta la sostenibilità secondo tre pilastri (sociale, ambientale, economico), una premessa solida al Bilancio di sostenibilità ufficiale che verrà redatto nel 2023.

Fantini Group si impegna così a diventare motore di un nuovo sviluppo locale, sociale ed economico, come nelle parole del suo fondatore, Valentino Sciotti: «Il nostro modello è diverso: stipuliamo accordi con i piccoli contadini, proprietari dei vari appezzamenti spesso da generazioni. Rimangono padroni della propria terra, che coltivano per noi con amore e dedizione, come nessun altro farebbe, e conoscendone ogni zolla. Così rilanciamo la cultura vitivinicola di una comunità senza espropriarla della tradizione, delle radici, dell’identità». Il CEO ha poi aggiunto: «Penso che il messaggio più bello sia questo: fare imprenditoria in modo diverso. Non cresce solo l’azienda, ma anche tutto il territorio».

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