Sirenetta e Caffè Morettino, la Palermo di una volta che guarda al futuro | Rolling Stone Italia
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Sirenetta e Caffè Morettino, la Palermo di una volta che guarda al futuro

Truly Unique People by Ploom Local Connection ci ha portato in un luogo unico della città dove due realtà palermitane hanno usato la tradizione come chiave per riconnettere i loro concittadini con il territorio, la storia e i sapori

Sirenetta e Caffè Morettino

È la prima cosa, insieme al mare, che vedi quando arrivi a Mondello lasciandoti alle spalle il centro di Palermo. Il ristorante Sirenetta è il biglietto da visita che viene consegnato nelle mani di un turista o di un palermitano proprio davanti al lungomare della borgata marinara. Per questo era un peccato mortale assistere al lavoro che atti di vandalismo e l’incedere del tempo stavano portando avanti sulla struttura che negli anni è stata il punto di riferimento per le notti dei palermitani. Sul palco del ristorante Sirenetta si sono alternati in tanti, da Renato Carosone a Nat King Cole, la terrazza ha ospitato le sfilate di miss divenute poi stelle dello spettacolo. Per tanti anni Palermo aspettava di riconnettersi con un luogo simbolo unico nel suo genere. E a raccontare da dove è nata l’idea e come ci è riuscito è stato l’attuale titolare Antonio Romano su Truly Unique People by Ploom

Romano ha fatto tesoro delle sue esperienze di vita e da studente fuori sede per riportare nella sua città un punto di riferimento unico per le giornate dei palermitani. Dalla prima colazione al dopo cena, con il mare di Mondello a fare da cornice perfetta, la nuova vita del ristorante Sirenetta è nata anche dai racconti di famiglia e di chi quelle atmosfere di vita mondana le aveva vissute in prima persona. Storie tramandate di racconto in racconto che hanno stimolato la voglia di fare di Romano che ha contato sugli amici di sempre per realizzare un’impresa che sembrava quasi impossibile. E invece, quasi di pari passo con il ritorno alla vita sociale dopo i troppi mesi spesi a convivere con la pandemia, la rinascita del ristorante Sirenetta è il migliore auspicio per un futuro che non può prescindere dalle esperienze tramandate dalla tradizione nel campo della ristorazione. 

Esattamente come avviene con Caffè Morettino, impresa di famiglia dei torrefattori palermitani, giunti alla quarta generazione, partiti da un’idea di nonno Angelo, raccontata da Andrea Morettino, che è al fianco di Antonio Romano nella rinascita del ristorante Sirenetta. Morettino rappresenta il modello dell’innovazione basata sulla tradizione: crede in una visione di filiera sostenibile che parte dalla vicinanza con i piccoli produttori, passa attraverso un processo di lavorazione lento ed ecologico e arriva a un’esperienza di consumo delle selezioni di caffè. Con i progetti formativi della Scuola del Caffè, la piantagione sperimentale del caffè creata proprio in Sicilia, Morettino vorrebbe creare sempre più consapevolezza e curiosità nei consumatori intorno ad una delle bevande più bevute e diffuse, ma con una storia e un’origine meno nota.

Andrea Morettino è il custode temporale di una passione di famiglia che deve essere tramandata nel rispetto dei valori di artigianalità e sostenibilità. E che deve rinnovarsi nel tempo secondo l’evoluzione dei mercati, il cambiamento delle abitudini dei consumatori e una necessaria transizione digitale. Sia Romano che Morettino sanno che al di là delle competenze specifiche, per riuscire a togliersi qualche piccola soddisfazione in un contesto complicato come quello siciliano serve una buona miscela di entusiasmo, dedizione e una costante capacità di soluzione dei problemi quotidiani. Le contraddizioni e le difficoltà fanno parte della storia e del tessuto cittadino palermitano, ma riuscire a raggiungere obiettivi ambiziosi e a condividerli con la comunità diventa poi un motivo di orgoglio.

Per entrambi Sirenetta è la rappresentazione concreta di una vera rinascita, frutto di collaborazione e del forte legame con il territorio. L’ambizioso progetto di riqualificazione della famiglia Romano, dopo 30 anni di chiusura, è un segnale forte di riconnessione con una città che vuole ripartire, prendendo per mano i palermitani e gli ospiti della città e invitarli a riscoprire la magia di un luogo che appartiene a tutti.

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