Questa è una grande estate per le cornute | Rolling Stone Italia
Home Pop & Life

Questa è una grande estate per le cornute

Prima Shakira, poi Ilary Blasi, infine il riscatto di Huma Abedin: tre storie di corna (pare) subìte, (forse) restituite, (sicuramente) esorcizzate. Dove quelle furbe, scaltre e con una carriera, manco a dirlo, sono proprio le tradite

Francesco Totti dopo la sua ultima partita con la Roma, il 28 maggio 2017

Foto: Paolo Bruno/Getty Images

Il titolo è al novanta per cento di François Rabelais e al dieci per cento mio: la sua versione originale recita «Questa è una grande annata per i cornuti», ma mi sono sentita in diritto e in dovere di contestualizzare una frase che continua a farmi sempre molto ridere. Prima Shakira, poi Ilary Blasi, infine la rivincita (ci torneremo, desidero sia più un dulcis in fundo) di Huma Abedin: sempre di corna si parla, corna (pare) subìte, corna (forse) restituite, corna (sicuramente) esorcizzate. Consapevole che durante la mia vita sentimentale talvolta le ho messe e talvolta le ho prese, oggi nei loro confronti ho adottato una posizione più indulgente: le corna sono come la merda, càpitano.

E soprattutto, ci sono corna e corna: un conto è una one-night-stand senza strascichi che – all’interno di una lunga relazione – posso pure mettere in conto. A patto che passi sotto silenzio stampa (leggi: evitando alla parte lesa, ma anche al carnefice, di fare la figura del fesso). Un conto è una storia parallela, ed è lì che la mia clemenza traballa. Ma appunto dicevamo, Shakira, Ilary, Huma: tre donne diversissime, accomunate da una fondamentale caratteristica, ossia l’essere più potenti e di successo dei rispettivi compagni/mariti. Non ne voglio fare una questione da Bignami della psicologia di mera rivalsa del maschio, privato del proprio ruolo ancestrale (o magari probabilmente sì), però la cosa, in questi tre casi specifici, è al limite del lapalissiano.

Gerard Piqué è (stato) uno dei migliori difensori della sua epoca, ha trentacinque anni, nel 2018 ha annunciato il ritiro dalla Nazionale di calcio spagnola e ora continua a militare nel Barcellona con uno stipendio di diciannove milioni di euro l’anno. Al club costa troppo a fronte di performance fisiche in declino e di qualche scandaletto fuori dal campo (separazione da Shakira inclusa). Insomma, per Gerard «è un mondo difficile e una vita intensa. Felicità a momenti e futuro incerto».

Francesco Totti è (stato) uno dei migliori giocatori italiani di tutti i tempi, ha quarantasei anni e – se si esclude la partecipazione al reality show Celebrity Hunted: Caccia all’uomo e l’aver fondato due società di consulenza e assistenza per club e calciatori – non ha fondamentalmente più una carriera. A differenza della (ex) moglie.

Anthony Weiner è un ex membro della Camera dei Rappresentanti per lo stato di New York, è stato un promettente politico democratico, candidato sindaco di New York, e ha cinquantotto anni. Per passare in rassegna le eroiche gesta del deputato consiglio di recuperare l’ottimo documentario su di lui, Weiner, ma per concisione m’affido a chi lo descrive meglio di quanto potrei fare io: «Un incontinente dell’autoscatto che s’immortala smutandato mandando il suo arnese barzotto a tizie che frequenta virtualmente col nomignolo di Carlos Danger» (Guia Soncini, su Linkiesta). Nel 2017, Weiner è condannato a ventun mesi di prigione con l’accusa di aver mandato sms sessuali a una minorenne.

Shakira è tra le principali esponenti mondiali del pop latino, il suo nome è incluso nella Walk of Fame di Hollywood, vanta centinaia di milioni di dischi venduti in più di vent’anni di carriera, nel 2020 – insieme a Jennifer Lopez – ha fatto impazzire oltre sessantamila spettatori dell’Hard Rock Stadium di Miami con un halftime show del Super Bowl da manuale. L’aprile scorso sgancia un singolo-bomba, Te felicito, dove fa intendere che c’è qualcosa da dire sulla condotta extraconiugale dell’ex compagno: «Ho messo le mani sul fuoco per te, e tu mi tratti come un’altra delle tue voglie», canta, ammettendo di non sopportare le «persone con due facce». Non ha mai sposato Piqué, dal quale ha avuto due figli.

Ilary Blasi è una delle più note conduttrici italiane, punta di diamante della programmazione Mediaset, amica del cuore della compagna di Piersilvio Berlusconi; i numeri del suo matrimonio con Totti ammontano a diciassette anni, una diretta Sky della cerimonia, tre figli con nomi esotici. Cito di nuovo Soncini, su Linkiesta: «Se è vero, come scrivono i saperlalunghisti, che Blasi ha avuto una storia con un giovanotto, è evidente che le foto di Totti che esce da casa di quella tizia che avrà passato il liceo a venire presa in giro per il nome (Noemi Bocchi, in un liceo romano: che tragedia), è ovvio che quelle foto sono una manovra diversiva di Ilary Blasi, l’illusionista che sa che è molto meglio far la parte della cornuta che della stronza, se vuoi continuare a essere la conduttrice di programmi per famiglie e la testimonial di prodotti per il pubblico generalista».

Huma Abedin è stata Vicecapo di Stato Maggiore di Hillary Clinton dal 2009 al 2013, quando Clinton era Segretario di Stato, nonché vicepresidente della sua campagna presidenziale del 2016. Musulmana, figlia di facoltosi professori universitari, colta, intelligente e poliglotta. Hillary di lei dice: «Ho una figlia. Ma se ne avessi una seconda, sarebbe Huma». Nel 2017 divorzia da Anthony Weiner – che aveva sposato nel 2010: lui ebreo, lei musulmana, perché le differenze religiose sono un problema solo quando c’è un problema di classe – e ottiene l’affidamento dell’unico figlio; nel 2021 pubblica un memoir (Both/And: A Life in Many Worlds, che, come riporta Deadline, diventerà una serie tv starring Freida Pinto) in cui «in più di cinquecento pagine di libro, non dà mai a Carlos Danger dignità di menzione» (sempre Soncini).

Ricapitolando: corna (pare) subìte, corna (forse) restituite, corna (sicuramente) esorcizzate; tre uomini che ora non sono che un’ombra di ciò che in un recente passato sono stati. A differenza delle ex partner, che – ognuna a modo suo – hanno ribaltato la narrazione del tradimento, volgendolo a loro favore: cornute sì, ma furbe, con un futuro luminoso dinanzi e mai porelle. La chiusura perfetta del cerchio ce la regala Huma Abedin: è infatti di ieri la notizia della relazione di Huma con Bradley Cooper, galeotto un incontro organizzato nientepopodimeno che da Sua Maestà Anna Wintour. Lontani dai clamori, lontani dalle paparazzate, forti di una matchmaker d’eccezione: a vederlo da qui, l’arnese barzotto di Anthony Weiner finito su Twitter sembra, più che patetico, una vera e propria manna dal cielo.