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Piero Percoco, il fotografo che ha portato le spiagge di Bari negli Stati Uniti

L’artista pugliese intervistato da Nicolò De Devitiis per il secondo episodio di Truly Unique People by Ploom, la serie di talks organizzati da Ploom in collaborazione con Rolling Stone

«Pane e Pomodoro è la Coney Island della Puglia». Piero Percoco descrive così uno dei suoi posti preferiti di Bari, quella spiaggia che si chiama proprio come il più semplice tra i piatti tradizionali delle sue parti e che gli ricorda la celebre location dove vanno a prendere il sole i newyorkesi.

Sarà forse un caso, ma Percoco – fotografo barese, classe 1987 – è diventato famoso anche e soprattutto grazie alla rivista New Yorker: «Era un periodo difficile, non potevo neanche comprarmi una pizza, e mi arrivò una mail della loro photo- editor. Diceva che le piaceva tantissimo il mio lavoro e mi invitava a pubblicare le mie foto sul loro account Instagram, per una settimana intera. Da quella settimana in poi ho portato a casa una miriade di contatti e sono cominciati ad arrivare lavori grossi dall’America».

Piero Percoco è il secondo protagonista di Truly Unique People by Ploom, una serie di talks organizzati da Ploom in collaborazione con Rolling Stone. Intervistato da Nicolò De Devitiis nel Ploom Space iH Hotels Grande Albergo delle Nazioni di Bari, Percoco ha raccontato la sua storia e il rapporto tra la propria città e il suo modo, davvero unico, di fare fotografia.

Quelle pubblicate dal New Yorker erano infatti foto di baresi in spiaggia, tra i soggetti preferiti di Piero Percoco: volti e situazioni scattati con uno smartphone sulla spiaggia, tra gli scogli, sotto il sole.

Il mare e le foto con il telefonino. «Io sono molto chiaro di carnagione», racconta Percoco: «Ho un aspetto poco barese, così al mare passo per un turista e posso fare tutte le foto che voglio. E ogni volta che sono in spiaggia mi scatta una voglia irrefrenabile di fotografare».
Per certi versi, Percoco è stato un pioniere: «Qui a Bari sono stato tra i primi, se non il primo in assoluto, a fare un certo tipo di foto con lo smartphone. E ho portato da queste parti una fotografia più americana».

Alla fine, il suo account Instagram, che si chiama The Rainbow is Underestimated, è diventato anche un libro pubblicato dall’editore Skinnerbox; il volume raccoglie un centinaio di foto scattate nel corso di 5 anni. Immagini che ritraggono scorci di natura, sprazzi di tradizione locale, colori accesi, caldi, tanti baresi in spiaggia e tanto mare.

“The rainbow is understimated”, profilo IG di Piero Percoco

«Se dovessi dire qual è il tratto distintivo del mio lavoro, direi che è guardare con occhi da estraneo la mia terra», spiega Percoco, che dopo aver trascorso un breve periodo da Cesura, collettivo di fotoreporter a Pianello Val Tidone in provincia di Piacenza, ha deciso di tornare a casa, Sannicandro in provincia di Bari. «Loro mi dissero: “Resta qui, che giù non c’è niente”. Ma io risposi: No, devo tornare giù e creare qualcosa nella mia terra».

L’amore di Percoco per la sua città e la fotografia emerge dai suoi scatti e dalle sue parole: «Il mio è stato un approccio energetico verso questa materia, sono sempre stato spinto dalla voglia di esplorarla. Ma fino a qualche anno fa qui a Bari vedevo solo foto di gabbiani e tramonti ritratti in modo classico, erano immagini super- stereotipate. E mi ripetevo sempre: si può fare di più, c’è sicuramente dell’altro».
Ripercorrendo le tappe della sua carriera, Percoco parla di una vera e propria folgorazione: «Un giorno mi sono fermato su un ponte in campagna per fotografare una tempesta di fulmini: una di quelle foto è stata poi pubblicata dal National Geographic. È in quel momento che ho capito davvero cosa volevo fare nella vita».

Dopo è arrivato il concorso che lo ha portato allo stage dal collettivo Cesura, grazie al quale ha preso dimestichezza con il reportage contemporaneo, e infine la decisione di tornare a Sannicandro, Bari. Una scelta vincente, considerata l’inattesa svolta americana resa possibile proprio dalle foto di sabbia, scogli e baresi in costume da bagno: «È difficile lavorare con la fotografia a Bari, ma mi rendo conto che questa terra mi ha dato molti input che altrove non avrei avuto».

«Mi piace tantissimo vedere la vita delle persone descritta in modo naturale» dice Percoco quando gli chiediamo cosa lo sorprende guardando opere artistiche altrui. E così sono le persone da lui stesso ritratte: spontanee, naturali.

«Una delle caratteristiche uniche di Bari», racconta Percoco, «è l’aura dell’intera città. Pensare che odiavo Bari, ma ora non vorrei vivere in nessun altro posto». E così elenca una serie di luoghi significativi della sua città: «Per esempio i mercati coperti, da vedere e fotografare. Come l’ex Manifattura Tabacchi trasformata appunto in un mercato dove vendono pesce e verdure. È nel quartiere Libertà, un posto molto particolare, davvero affascinante».

Oppure lo Stadio San Nicola: «Un simbolo stupendo da vedere, anche se non sono tifoso per me è un punto di riferimento perché ci passo sempre davanti quando arrivo in città. È stato progettato da Renzo Piano, e forse non tutti sanno che tutta la città è un reticolato architettato da Piano».

Ma alla fine si torna sempre in spiaggia, al mare: «C’è il litorale dal Faro in poi, una zona che definirei quasi metafisica». E la sua preferita, la Coney Island pugliese: «Pane e Pomodoro è la spiaggia popolare di Bari, si chiama così per via della sua semplicità. Il muretto blu, la sabbia… Anche in estate, nonostante il caos, riesco a trovarci una pace incredibile».

Potete approfondire la storia di Piero Percoco e il suo rapporto con Bari guardando l’intervista con Nicolò De Devitiis per Truly Unique People by Ploom, una serie di talks organizzati da Ploom e Rolling Stone.

Tra i protagonisti delle interviste ci sono anche il musicista Roy Paci, lo scrittore Valerio Millefoglie, la chef Solaika Marrocco, lo scultore Giammarco Antoci e lo street artist Giulio Rosk. Continuate a seguirci per non perdervi tutti gli episodi di Truly Unique People by Ploom.

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