Starbucks, nuovi dettagli sulla prima caffetteria a Milano

Howard Schultz, fondatore della catena, ha raccontato come l'idea delle caffetterie sia partita proprio da Milano e dei dieci anni passati a sognare di tornarci: «È incredibile, potrei mettermi a piangere».

Foto di Alistair Laming / Alamy / IPA.


«Non eravamo pronti, per tanto tempo non lo siamo stati. Ho sempre saputo che quando fossimo venuti in Italia saremmo dovuti arrivare con grande umiltà e rispetto per la cultura italiana». A parlare è Howard Schultz, fondatore della mastodontica catena Starbucks, durante l’intervista rilasciata a Business Insider. Il colosso del caffè Made In USA sbarca a Milano, la stessa città che ispirò a Schultz l’idea di creare caffetterie pensate sul modello dei bar italiani. Città da cui Schultz è partito fondando un impero destinato, prima o poi, a tornare all’origine per un sogno, l’Italia, coltivato sin dai primi giorni di Starbucks.

Sono, infatti, in tanti a chiedersi perché Starbucks, almeno fino ad oggi, non fosse mai sbarcato in Italia; a rispondere è lo stesso imprenditore, raccontando di un’idea maturata e studiata per circa dieci anni, sfociata poi in Reserve Roasteries, un nuovo “format” ideato sul modello delle vecchie torrefazioni e già testato con successo a Seattle e Shanghai. Per Milano, racconta Schultz, serviva la giusta location per quello che l’ideatore di Starbucks chiama “un ritorno al futuro”, un luogo dove il pubblico italiano potesse cogliere insieme la novità del brand statunitense e, allo stesso tempo, ritrovarsi dentro un bar come si vede nei vecchi film: «Volevo una sede particolare, iconica, che aggiungesse un significato all’iniziativa, e quando ho visto il palazzo delle Poste in Piazza Cordusio ho sentito il cuore accelerare. Ho capito che era quello giusto», rivela, quasi commosso, l’imprenditore, raccontando del progetto per locale di Milano – “è incredibile: potrei mettermi a piangere”.

Il palazzo delle Poste in Piazza Cordusio, futura sede di Starbucks. Foto via IPA.

«Un posto dove ogni italiano si sentirà a casa», ideato tenendo al centro il caffè – e in particolare l’espresso – ma corredato di tutti gli elementi giusti per diventare parte integrante della vita milanese, fin da subito: aperitivi, cocktail e l’iconica panetteria Princi faranno da corredo allo Starbucks di Milano. Inoltre, se non è un segreto come uno dei nuclei di Starbucks sia lo stretto rapporto con la propria clientela, supportando attivamente la comunità così come i propri dipendenti – pagando ad esempio le tasse universitarie di chi lavora nel locale –, Schultz ha aggiunto di aver già incontrato il sindaco di Milano Giuseppe Sala, oltre che gli amici Angelo Moratti e Brunello Cucinelli, per capire come Starbucks potrà dare il proprio contributo alla città, riservandosi di dare l’annuncio all’apertura della Reserve Roastery di Piazza Cordusio.