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Sarà vero che i cani preferiscono Beyoncé a Beethoven?

Abbiamo sottoposto il golden retriver del nostro Riccardo Meggiato allo studio "Music Preference in Domestic Dogs" portato avanti da Sony per il suo “party speaker”

Il 68% delle volte i cani si sono avvicinati di più allo speaker con la musica moderna

Il 68% delle volte i cani si sono avvicinati di più allo speaker con la musica moderna

Nel lanciare il suo sistema audio GTK-XB7 (299 €), Sony ha diffuso un comunicato stampa nel quale si sostiene che “i cani preferiscono Beyoncé a Beethoven”. Per lo meno, questo è il risultato di massima dello studio Music Preference in Domestic Dogs, nel quale alcuni quattrozampe sono stati messi ad ascoltare musica con questo potente altoparlante.
Ora, siccome nell’oscuro laboratorio audio di Rolling Stone applichiamo l’antico motto “siamo scienza, non fantascienza”, ho deciso di verificare le conclusioni dello studio con un esperto del settore: Fonzie, il mio golden retriever.

Si badi bene: già il fatto di essere un golden retriever lo dota geneticamente di orecchio oversize pronto a catturare anche le frequenze più sottili, ma in più Fonzie, fin dalla nascita, è stato abituato ad ascoltare musica. Formalmente, di qualità, ma spesso e volentieri viene lasciato alle prese con bassi esasperati e linee di cassa così diritte e veloci che ti porterebbero da Milano a Roma in ventisette minuti esatti.

E così eccoli qui, cane e sistema audio. Sul primo ci sarebbe molto altro da dire, ma visto che mi pagano per scrivere del secondo parto dicendo che è un sistema tutto in uno, cioè dotato sia di speaker per toni medio-alti, sia di due generosi subwoofer per quelli bassi. La soluzione adottata dal GTK-XB7 è molto intelligente: sub e tweeter sono posizionati in modo speculare, così da poter posizionare il sistema in verticale od orizzontale senza alcuna differenza dal punto di vista audio. E senza compromessi con la potenza: Sony, seguendo quella che è ormai una tradizione tra i produttori di gadget audio, non dichiara il valore effettivo, ma dato che il consumo è di 60 Watt, è ovvio che si tratta di un sistema in grado di far tremare le finestre. Di picco, comunque, arriva alla bellezza di 470 watt. Anche per questo, Sony ama definirlo un “party speaker”, e ha avuto la bella idea di impreziosirlo con una luce LED che cambia colore e ritmo in base alla traccia riprodotta. Davvero un bello spettacolo, se si utilizza il GTK-XB7 con poca luce.

Ok, di base può sembrare un prodotto sul tamarro andante, ma al suo interno batte ottima tecnologia. Per esempio ClearAudio+, che regola i parametri audio in base alla musica, garantendo il miglior ascolto possibile secondo i severi standard ingegneristici di Sony. Il Digital Sound Enhancement Engine (DSEE), invece, si prende cura dei file compressi, ridando loro dignità sonora. E poi connettori analogici RCA, presa USB, due jack microfonici (per un karaoke super tamarro) e collegamento Bluetooth, per leggere le tracce wireless, da smartphone e tablet. Il tutto inscatolato in uno splendido e robusto chassis dalle dimensioni compatte: 650 x 340 x 326 mm.

A un orecchio umano, il GTK-XB7 regala un’ottima definizione di toni medi e alti, mentre sui bassi si ha modo di attivare una modalità “super boost” che li pompa pure troppo (io preferiscono tenerla disattivata). Quel che più colpisce è la potenza, capace di far ballare un giardino, stanza, o pezzetto di spiaggia, da almeno cento metri quadri. Consigliatissimo, anche se, in fondo, il vero giudizio spetta a Fonzie. Che ne pensa, lui, di alcuni artisti dopo averli ascoltati col GTK-XB7?