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Huawei, tre è meglio di due

Il nuovo P20 Pro è il primo smartphone con una tripla fotocamera. E la differenza si vede.

Huawei P20 Pro - Foto stampa

“Non c’è due senza tre”. Potrebbe essere il claim del nuovo P20 Pro di Huawei, produttore di dispositivi mobile che, con una quota di mercato di quasi l’11%, ha da qualche tempo iniziato a puntare alla fascia alta degli appassionati di gadget elettronici. E così ecco i suoi due nuovi smartphone, dotati, per la prima volta al mondo, di una tripla fotocamera. Del resto parliamo dell’azienda che per prima, col P9, aveva introdotto quella doppia.

In un momento in cui è un po’ difficile proporre sostanziali novità nel settore degli smartphone, i produttori si danno battaglia sui dettagli e sulle poche tecnologie che offrono ancora ampi margini di miglioramento. Se ci pensiamo, è quanto fatto prima di Apple con iPhone X, poi da Samsung con Galaxy 9. Logico che Huawei doveva alzare l’asticella. Così, piuttosto che spingere una tecnologia già ben collaudata, ha osato l’azzardo di abbracciarne una nuova, avvalendosi della collaborazione di Leica per lo sviluppo di un triplo sensore: uno a 40 Megapixel “RGB” con apertura f/1.8, uno a 20 Megapixel monocromatico con apertura f/1.6 e uno a 8 Megapixel, “tele” con apertura f/2.4.

Huawei P20 Pro Twilight - Foto stampa

Huawei P20 Pro Twilight – Foto stampa

Il risultato è superlativo e se già di giorno si può notare una definizione e una resa cromatica mai raggiunta prima, di notte di gode di una luminosità negli scatti come mai se ne erano viste. La “modalità notte”, di fatto, offre una nitidezza che batte nettamente anche quella che al momento è considerata la miglior fotocamera “da smartphone”, vale a dire quella del Pixel 2 XL. Merito dei sensori, certo, ma anche del software che tiene aperto l’otturatore per quattro secondi, prendendosi poi cura di raccogliere le informazioni utili a costruire la miglior immagine possibile. E nel caso vi siano oggetti in movimento, il sistema è in grado di ridurne il “mosso”. Su tutto, in effetti, stupisce proprio questo: anche con tempi di esposizione lunghi, e dunque inclini a dare immagini mosse, ogni scatto risulta invece stabile, con un’ottima saturazione e una grana digitale sottile. Ora, se simili risultati sono ottenuti in condizioni così estreme come un ambiente notturna, immaginate la resa in quelle ottimali, dove impressionano in particolare i colori, sempre ricchi e carichi.

Huawei ha giustamente lanciato anche una versione “liscia”, il P20, che al posto delle tripla fotocamera offre la tradizionale doppia. Ovviamente la resa è inferiore, ma solo nelle situazioni critiche, perché per il resto le immagini ottenibili sono sempre eccellenti. Pensate che DxOMark, che effettua i migliori test fotografici sulla piazza, assegna un punteggio di 102 al P20 e 109 al P20 Pro, surclassando la concorrenza in ambo i casi.

Huawei P20 Pro - Foto stampa

Huawei P20 Pro – Foto stampa


Per il resto, P20 e P20 Pro sono dispositivi molto simili, entrambi basati sul chipset Kirin 970, un modello a otto “core” dotato di funzioni avanzate di intelligenza artificiale. La memoria è abbondante, 4 GB di RAM e 128 GB di ROM per il P20 e 6 GB di RAM e 128 GB di ROM per il P20 Pro, e si è fatto un bello sforzo anche per garantire l’autonomia della batteria. Il P20 ne ha una da 3200 mAh e il P20 Pro ne ha una da 4000 mAh.
Il tutto senza tradire la cura nel’estetica a cui il produttore orientale ci ha abituati da un po’: il P20 Pro è leggermente più grande (155 x 74 x 7.8 mm e un peso di 180 grammi) rispetto al P20 (149 x 71 x 7.65 mm e un peso di 165 grammi), in virtù di un display maggiorato. Parliamo di un OLED da 6.1” contro un LCD da 5.8”, che concorre a giustificare un prezzo superiore (899 contro 679 euro). Detto tra noi, potendo, quei 220 euro in più sono più che giustificati. Buono scatto.

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