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I gladiatori della break dance. Siamo stati al Red Bull BC One a Roma

L'evento ha raccolto sedici dei migliori b-boy di tutto il mondo. A portare a casa la cintura di vincitore, l'americano Victor

Un’arena a Roma. Territorio di sfide continue, uno contro uno. Ci aspettavamo quasi di vederli vestiti di armature, invece no. Sono in comode sneaker e tute (non è un caso la collaborazione di Puma e Foot Locker con BC One), i gladiatori di questa notte. Siamo al Palazzo dei Congressi di Roma Eur, una zona costruita con il razionalismo e con l’urbanistica classica romana, quasi apposta per essere un foro romano aggiornato al Novecento.

Qui dentro, per la prima volta in Italia, il Red Bull BC One ha portato sedici dei b-boy più importanti del mondo, arrivati da tutti i continenti. Sei vincitori dei cypher di tutto il mondo, dieci arrivati come wild card selezionati da una gruppo di esperti. Dentro, di tutto. Stili diversissimi, personaggi incredibili. Un sacco di rispetto e di stima reciproca, esibita senza remore, come poco si vede nel mondo delle altre discipline dell’hip hop.

NOME

Introdotte dal rapper americano Supernatural (protagonista anche di una manciata di freestyle) e dall’italiano Tromba, le esibizioni sono andate via velocissime. Si sono visti gli spin ad altissima velocità di Pocket, il footwork di Alkolil, new school e old school perfettamente fuse. I cinque giudici (l’italiano Cico, il sud coreano Wing, l’americano Poe One, il francese Lamine e il finlandese Focus) hanno avuto vita difficile, facendo andare per più di una volta allo spareggio i contendenti durante lo show. Alla fine sono rimasti in piedi Victor, dagli Stati Uniti, e Bruce Almighty, portoghese. Hanno dato il massimo, mettendo in piedi una finale tiratissima, sempre in bilico. «La gente gridava il suo nome, ma non mi interessava», ha detto Victor sceso dal palco. «Durante le battle il trucco è stato non mostrare debolezza o stanchezza, prendere tempo e stare coi piedi ben piantati per terra. Vincere il Red Bull BC ONE significa tutto per me perché ci provo fin da quando ero un ragazzino. Sognavo di essere qui e finalmente ho vinto! Sono davvero felice!».

Ma oltre alla competizione, si è vista davvero molto altro. Nei giorni precedenti, l’Hub messo in piedi allo Spazio Novecento ha ospitato workshop e mostre dedicate alla cultura della break dance. E la partecipazione di Roma è stata grandissima, il vero motivo d’orgoglio degli organizzatori con cui abbiamo parlato durante la serata. Tanti bambini, tante famiglie. Il pubblico della breakdance è vario e appassionato, incredibilmente partecipe e in questi giorni a Roma l’ha dimostrato appieno.

Durante la serata stessa, poi, esibizioni di altissimo livello hanno dato ancora più valore: l’opening act dell’étoile Eleonora Abbagnato e dei ballerini Virginia Tomarchio (Amici 14) e Michele Satriano (Teatro dell’Opera di Roma) che, insieme ai b-boy Cico e Neguin hanno messo in piedi una performance incredibile, fondendo danza classica e breakdancesulle note dei Carmina Burana. Poi i Les Twins, duo di gemelli francesi, protagonisti, tra l’altro, dell’ultimo video di Missy Elliott, hanno fatto vedere in pochi minuti perché Beyoncé li vuole sempre in tour con lei.

Si sono visti anche Clementino, Ensi e Noyz Narcos, saliti sul palco con il pioniere del beatboxing in Italia Alien Dee, per un esibizione live di un inedito prodotto da Phra (Crookers). L’ennesimo fuoco d’artificio di uno show incredibile. Che si ripeterà l’anno prossimo, per l’edizione numero 13 in Giappone.