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Cosa sappiamo delle condizioni di salute di Mino Raiola

Alcuni giornali ne avevano annunciato la morte, ma l'Ospedale San Raffaele e la famiglia del procuratore hanno smentito la notizia. «Sono indignato dalle telefonate di pseudo giornalisti che speculano sulla vita di un uomo che sta combattendo», ha scritto il professor Zangrillo su Twitter

Mino Raiola

Foto va Getty Images

Qualche ora fa ha iniziato a circolare la notizia della morte di Mino Raiola, il famoso procuratore calcistico che, nel corso degli anni, è diventato un personaggio ben conosciuto anche al di fuori del mondo del pallone. Importanti giornali, come La Gazzetta dello Sport, Il Giorno, e Il Messaggero, avevano ufficializzato il decesso, e non sono mancati neppure gli ultimi saluti da parte di alcuni colleghi, che ne hanno esaltato le doti professionali e umane, ricordando i bei momenti passati insieme.

Tuttavia, da qualche minuto l’ospedale San Raffaele, in cui Raiola è ricoverato, ha smentito il decesso. Medici e collaboratori a lui più vicini hanno infatti dichiarato che «Sta combattendo. Indignato da chi specula sulla sua vita – ha dichiarato all’Ansa il professore Alberto Zangrillo, che ha ribadito il concetto anche in un tweet –, sono indignato dalle telefonate di pseudo giornalisti che speculano sulla vita di un uomo che sta combattendo». José Fortes Rodriguez, il braccio destro dell’agente, fa sapere alla tv olandese NOS che non è così. «È in una brutta posizione, ma non è morto».

La smentita definitiva, però, è arrivata direttamente dal profilo twitter ufficiale di Raiola, che in un post ha scritto: «Stato di salute attuale per chi lo chiede: incazzato visto che è seconda volta che mi uccidono in quattro mesi. Sembra che sono in grado di resuscitare».

Le condizioni di salute di Raiola hanno iniziato a fare notizia dallo scorso 12 gennaio, quando è stato ricoverato e operato al “San Raffaele” di Milano per una patologia polmonare non legata a un’infezione da Covid. In quell’occasione l’entourage del procuratore, però, fece sapere che si trattava di normali controlli di routine.