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Cosa c’è dietro HTM, la sigla più enigmatica del mondo delle sneaker

Hiroshi Fujiwara (H), Tinker Hatfield (T) e Mark Parker (M) sono i tre nomi che hanno fondato il marchio di Nike, per esplorare nuovi concetti di design

Da sinistra, Hiroshi Fujiwara, Tinker Hatfield e Mark Parker

Da sinistra, Hiroshi Fujiwara, Tinker Hatfield e Mark Parker

Finalmente c’è una risposta all’annoso quesito dell’uomo su cosa ci fanno tre geni in una stanza. Nike racconta cosa succede dietro la sua sigla HTM, l’acronimo che nasconde tre personaggi fondamentali per la storia del marchio. Hiroshi Fujiwara (H), Tinker Hatfield (T) e Mark Parker (M) sono rispettivamente uno dei designer più innovativi del mondo delle sneaker, il Vice President of Creative Concepts e il Presidente e CEO di Nike, Inc. Insieme hanno dato vita a 32 release dal 2002 ad oggi, reinterpretando modelli iconici o lanciandosi in nuove avventure.

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«Quando ho incontrato Mark per la prima o la seconda volta, prima che diventasse CEO, mi chiese, “Se dovessi realizzare qualcosa per Nike, che cosa sarebbe?”. Risposi che ciò che avrei voluto fare sarebbe stato dare il mio aiuto nell’elevare alcuni modelli», ha detto Hiroshi Fujiwara, parlando dell’inizio del loro rapporto lavorativo.

Ma come è stato possibile unire tutti i talenti diversi del trio, parecchio eterogeneo? «Si potrebbe paragonare questo nostro processo a una sessione di jazz», dice Mark Parker. «Come fossimo musicisti che fanno riff e costruiscono idee l’uno su quella dell’altra. A volte partiamo da un’idea specifica sulla quale uno di noi è ossessionato, altre invece il processo è più libero. Hiroshi è più un designer-stylist che un designer puro. Possiede un innato senso per lo stile, la semplicità e la portabilità di un capo, e un occhio attento verso il modo in cui il design si adatta allo stile di tutti i giorni. Il lavoro di Tinker parla da solo. Ha contribuito al conferimento di un nuovo livello di personalità al prodotto, non solo al footwear, che il mondo non aveva mai conosciuto. Il ruolo di ognuno di noi varia a seconda del progetto».

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HTM è un luogo magico, che si è fatto conoscere con il lancio della sua interpretazione della Nike Air Force 1 e si è evoluto nel 2004 con la Nike Sock Dart, per poi arrivare nel 2012, quando è stata introdotta la tecnologia Flyknit, spinta in modo particolare da HTM.

«È un luogo in cui giocare, sperimentare e testare nuovi concept», commenta Mark Parker. «All’inizio, HTM è stato un esercizio di elevazione di design classici attraverso l’impiego di colorazioni e materiali inaspettati», dice Hatfield, «Una delle ragioni per le quali ho preso parte ad un progetto di questo tipo è che ti offre la possibilità di svelare delle “gemme” allle quali in pochi avevano prestato attenzione. Facendolo, puoi innescare il pensiero sul futuro del design».

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«Storicamente, ogni business nasce dall’innovazione e da quanto altri non hanno mai realizzato prima. HTM ha rappresentato uno dei più chiari esempi di percorso verso questo obiettivo finale. Un progetto incredibilmente appagante del quale sono onorato di essere parte. In più, assicura un sacco di divertimento. E ci porta a infrangere le regole del gioco. Come si può non amarlo?», dice Tinker Hatfield.