Compass, tra asfalto e fango portoghese con la nuova di casa Jeep | Rolling Stone Italia
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Compass, tra asfalto e fango portoghese con la nuova di casa Jeep

Da Lisbona a Cabo Da Roca per conoscere l'off-road che strizza l'occhio alla città

Dalle strade urbane di una Lisbona in pieno fermento settimanale e fino al fango del Parco Nazionale di Sintra, passando per le dune di sabbia dell’Atlantico, quelle del surf, così come da un vento che non da tregua e rimodella il paesaggio dalle colline fino al mare. L’abbiamo conosciuta un po’ così la nuova arrivata in casa Jeep che con la nuova Compass sbarcherà anche in Italia nel prossimo mese di luglio. Il nuovo modello di Suv compatto, pensato però con il chiodo fisso dell’off road, com’è giusto che sia per un marchio che solo a nominarlo ti fa pensare ad un fiume da guadare o ad un dislivello da freeclimber da affrontare, si collocherà anche nel mercato di casa nostra come una sorta di intermezzo tra altri due modelli della gamma del marchio americano come Renegade e Cherokee («tra di noi la chiamiamo la piccola Grand Cherokee» hanno confessato quelli di Jeep), con un’anima tutta propria però, a cominciare dal design.

«Siamo stati noi ad inventare il concetto di Suv e l’abbiamo fatto senza compromessi – ha raccontato Dante Zilli, che di Jeep è il responsabile del marchio per l’area Europa, Medio Oriente e Africa (quella che in termine tecnici si legge nei documenti come EMEA, per capirci) – in settantasei anni di storia. Da icona americana, Jeep è diventata icona globale e nella nostra strategia oggi convivono tanto l’idea di 4×4, come quella dell’auto fatta anche per l’uso di tutti i giorni».

Testata su diversi fondi stradali (e anche no) portoghesi, la Compass non ha però le note di un fado. Piuttosto, i ritmi della colonna sonora ideale sono quelli dell’avant-rock dei lusitani Gala Drop (Sun Gun, You and I e Big City), per un percorso che dalla capitale ci ha guidato da prima lungo tutta la costa, sulla Statale numero 6 che una volta oltrepassato l’immenso estuario del Tago e il Ponte 25 de April si apre sull’Atlantico dalla Torre di Belem fino a Cascais, e poi verso Nord, attraverso le colline-quasi montagne del parco nazionale e delle scogliere di Cabo da Roca, l’Irlanda in Portogallo.

L’anima da fuoristrada della Compass è anche quella riassunta dai dettagli di design della macchina, a partire dalla griglia a sette feritoie emblema del marchio, ma anche dalla tecnologia che con il nuovo modello è arrivato a contare qualcosa come una settantina di sistemi di sicurezza che garantiscono la guida in tutta tranquillità delle diverse motorizzazioni che sbarcheranno nelle concessionarie italiane e che in totale saranno raggruppate in cinque diverse combinazioni: una motorizzazione a benzina con un livello potenza e due diesel con tre livelli di potenze oltre a due trasmissioni, una automatica a nove rapporti e una manuale a sei rapporti.

Per dirla in dettaglio, la motorizzazione a benzina comprende un MultiAir2 Turbo da 1,4 litri con Stop&Start, 140 CV di potenza, abbinato al cambio manuale a sei marce e alla configurazione 4×2. La gamma di motorizzazioni diesel comprende invece il MultiJet II da 1,6 litri con Stop&Start, 120 CV di potenza, abbinato al cambio manuale a sei marce e alla configurazione 4×2, oppure un MultiJet II da 2,0 litri da 140 CV (con il cambio automatico a nove marce o con il cambio manuale a sei marce). Entrambe le opzioni di potenza producono sono disponibili nella configurazione 4×4.

Una versione più potente del MultiJet II da 2,0 litri con Stop&Start, in grado di erogare 170 CV in combinazione con il cambio automatico a nove marce e la configurazione 4×4 completerà l’offerta di motorizzazioni diesel disponibili sulla nuova Compass. Come a dire: puoi infangarla nel peggiore dei guadi di campagna e strapazzarla su una mulattiera sconnessa, ma se al mattino piove e il tram non arriva, la bici ha una gomma bucata e non trovi le chiavi della moto, non si offende se la prendi per portare a scuola tua figlia.

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