Cherokee, tra asfalto e polvere è tutta un’altra Jeep

Ci siamo messi alla guida della nuova versione tra il mare e le colline in Sicilia

Metti due giornate di guida in Sicilia, tra mare e colline, asfalto e sterrati, a bordo della nuova Jeep Cherokee. Si perché un test drive che si rispetti di una qualunque quattroruote con lo storico marchio americano sul cofano (che di per sè è già un invito all’off-road) non può prescindere da una guidata seria, con un numero di chilometri serio e con un terreno per forza di cose variabile (e serio). La medio-grande di casa Jeep ha poi questa volta diverse novità da presentarci e noi non ci sottraiamo alla prova, su e giù da Catania al ragusano, passando per Modica e dintorni ed inerpicandoci sulle strade bianche tra Chiaramonte Gulfi, Giarratana e via dicendo.

Con un occhio rivolto alla tradizione e l’altro alla rinnovata tecnologia, il SUV di FCA si ripresenta in scena con una serie di cambiamenti non da poco, con l’obiettivo dichiarato di trovare il giusto compromesso tra un veicolo adatto alla ‘giungla’ urbana e quello a suo agio in fuoristrada, magari non alla Dakar (perlomeno non in versione da listino per i comuni guidatori) ma su qualcosa che vada oltre il semplice sentiero anche sì. E come si fa la rivoluzione con un modello di punta per il marchio americano? con un rinnovato pacchetto tecnologico, fanno sapere da Jeep – e con una serie di motorizzazioni adatte alle diverse tipologie di papabili clienti. Ma andiamo per gradi e partiamo dai particolari più evidenti, da fuori. La linea esterna è stata rivista in primis con una nuova fascia frontale e una nuova impostazione per i fari a LED con luci diurne di serie e fari fendinebbia con finiture lucide, completamente diversi da quelli della precedente Cherokee (molto sottili e lunghi che a qualcuno sono piaciuti e ad altri hanno fatto storcere il naso). Grandi cambiamenti anche su posteriore: look più lineare, rinnovati gruppi ottici e un nuovo portellone posteriore ultraleggero che si può aprire anche con un meccanismo di apertura automatica, azionabile sfiorando con il piede il paraurti.

Una volto alla guida sono evidenti i cambiamenti anche negli interni. Più confort rispetto al modello precedente e più tecnologia: un quadro strumenti riconfigurabile e dotato di display a Led Tft (thin-film transistor) da 3,5″ in scala di grigi o da 7″ a colori. Il display da 7″ a colori visualizza informazioni che il guidatore può configurare facilmente stando al volante, tra navigazione, velocità, consumi in tempo reale, messaggi di sicurezza, Adaptive Cruise Control-Plus e altro come ad esempio il Selec-Terrain di Jeep. La gamma di motorizzazioni di Cherokee è stata allargata a varie proposte. Nel dettaglio, c’è un motore turbodiesel MultiJet II da 2,2 litri dotato di tecnologia Stop-Start, mentre la versione da 150 CV con una coppia di 350 Nm è offerta in combinazione al cambio manuale a sei marce e alla configurazione 4×2. Quella da 195 CV è abbinata al cambio automatico a 9 marce e propone anche le configurazioni 4×4. Quattro sono invece le versioni di gamma disponibili: in crescendo dalla Longitude verso la Business, la Limited e la Overland. Prezzo, a partire da 43mila euro.