Caro Elton John, un diritto non è un dovere | Rolling Stone Italia
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Caro Elton John,
un diritto non è un dovere.
Il commento di Massimo Coppola

Nel catfight con Dolce e Gabbana, Elton John confonde tra ciò che vorremmo per noi e ciò che vorremmo fosse un diritto per tutti. Scene da Zoolander

Oggi pur di lanciare un hashtag e combattere spesso immaginarie lotte civili, si farebbe qualsiasi cosa. Il riassunto della situazione è questo: Domenico Dolce, stilista omosessuale dichiarato, in una intervista a Panorama ha detto “sono un gay, non posso avere figli, etc etc”. Ha difeso insomma la “famiglia tradizionale” (concetto quanto mai scivoloso, ma a grandi linee, ci siamo capiti).

Allora Elton John si è incazzato di brutto e ha detto che i suoi figli sono come quelli degli altri e quel che prevedibilmente ne discende.

Se volete approfondimenti sul livello del litigio non faticherete a trovarli, vi basterà accedere ai vostri social.

Il post con cui Elton John ha attaccato Dolce e Gabbana:

Quel che mi interessa sottolineare è che in tema di diritti civili si continua a fare una gigantesca confusione tra ciò che vorremmo per noi e ciò che vorremmo fosse un diritto per tutti.

Un diritto non è un dovere, non va dimenticato.

Courtney Love: “Voglio bruciare i miei vestiti D&G”:

Provo a spiegarmi meglio: essere a favore di aborto, eutanasia, matrimonio e adozioni per i gay, legalizzazione di ogni tipo di droga (e io lo sono, decisamente) non vuol dire che poi io mi avvarrei del diritto di abortire, chiedere il suicidio assistito in caso di malattia incurabile o adottare un bambino se e quando diventerò gay. Credo semplicemente che tutto ciò debba far parte dei diritti individuali e inalienabili di ogni essere umano.

Una cosa un po’ più importante della terribile minaccia di Elton John: “Non metterò mai più un vostro vestito”. Nemmeno in Zoolander si è arrivati a tanto.

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