Home Pop & Life News

5 cose che non sapete sull’inventore dei Barbapapà

Il disegnatore Talus Taylor è morto a Parigi il 19 febbraio scorso. La notizia della sua morte è arrivata dopo 11 giorni dal fatto

Talus Taylor con la moglie Annette Tyson

Talus Taylor con la moglie Annette Tyson

L’ultimo barbatrucco di Talus Taylor, il riservatissimo creatore dei Barbapapà, ha lasciato di stucco milioni di fan in tutto il mondo. È arrivata infatti soltanto ieri, dopo ben 11 giorni, la notizia della sua morte avvenuta a Parigi il 19 febbraio scorso. Taylor, nato in Irlanda e naturalizzato americano, aveva 82 anni. Andando a cercare su internet sono pochissime le informazioni sulla sua vita ma noi di Rolling Stone, in un lontano pomeriggio primaverile di 6 anni fa, lo abbiamo incontrato nello splendore della riviera ligure. Ecco 5 cose su di lui che non vi ha mai detto nessuno:

Galeotto fu il maggio francese del ‘68

Talus Taylor conobbe sua moglie Annette Tison, con la quale ha creato i Barbapapà, durante le manifestazioni del maggio parigino: «Annette e io ci siamo conosciuti nel bel mezzo di due rivoluzioni sociali. Era il maggio del 1968, con noi c’erano un sacco di studenti e potevi letteralmente toccare con mano quanto stava succedendo. Io ero un giovane professore appena arrivato dall’America e, non sapendo una parola di francese, comunicavo con Annette facendo degli scarabocchi, per divertirla. Lei faceva lo stesso con me. Mentre noi eravamo presi dal nostro corteggiamento illustrato, a Parigi c’erano le barricate e gli studenti facevano dibattiti serissimi sulla filosofia o chi sa cos’altro».

I Barbapapà debuttarono alla fiera del libro di Bologna nel 1969

«I Barbapapà furono scoperti dagli italiani, portai i nostri disegni alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna ed è li che trovammo il nostro primo editore. Non è stato facile perché nessuno voleva vederli, gli editori erano li solo per vendersi i diritti dei libri tra di loro, oggi è diverso, hanno aperto uno spazio dove gli autori esordienti senza contratto possono presentare le proprie creazioni».

Talus Taylor ha rifiutato offerte milionarie pur di difendere l’ambiente

«Rifiutammo la licenza per l’uso dei Barbapapa all’agenzia elettrica del Giappone occidentale. Stavano cercando di dare un’immagine positiva all’energia nucleare e avevano già iniziato a produrre dei cartoni animati senza neanche chiedercelo, tipo con Barbapapà che teneva pulito l’ambiente oppure intento a rotolarsi in un fiume con i camini della centrale nucleare sullo sfondo. Eravamo convinti che le loro centrali nucleari fossero piuttosto pericolose, non erano gestite molto bene. Non eravamo contro il nucleare di per se, ma loro ci chiamarono accusandoci di essere degli ambientalisti ottusi, spiegandoci che spendevano milioni di dollari ogni anno per mantenere pulito l’ambiente, che l’energia elettrica ottenuta dal carbone o dal gasolio era molto più inquinante ma gli dovemmo dire di no, gli spiegammo che secondo noi le loro centrali non erano sufficientemente sicure – almeno all’epoca non lo erano –pochi mesi dopo infatti ebbero un incidente. Quando gli dicemmo di no quelli della SONY e il nostro agente si misero letteralmente a piangere al telefono, quel contratto da solo ne valeva 100, ma neanche per tutti quei soldi potevamo tradire i nostri principi, soprattutto quando si parla di ambiente. Abbiamo pagato molto caro il prezzo della nostra integrità».

Anche se guardando i Barbapapa si direbbe il contrario, non ha mai provato l’LSD
«Non mi interessava in modo particolare, anche se all’Università di Berkeley ho frequentato moltissima gente che ne faceva uso. Riguardo agli effetti, è curioso il fatto che ognuno abbia una sua idea di dove ti porti. Le popolazioni primitive hanno reazioni completamente diverse dalle nostre quando assumono sostanze psicotrope, non vedono le stesse cose che vediamo noi. Noi occidentali abbiamo allucinazioni molto originali secondo i nostri parametri, ma in verità sono visioni piuttosto tipiche. Forse, tutti quei colori che i giovani dei sixties vedevano quando prendevano l’LSD derivavano dal loro essere maggiormente in contatto con il loro lato più infantile. Lo eravamo anche noi, e così sono nati i Barbapapà».

Taylor passò una mattinata in un caffé con Samuel Beckett senza saperlo
«Una mattina sono entrato in un caffé di Montparnasse e mi sono messo a chiacchierare con un signore. Quando ho capito che parlava inglese ci siamo messi a conversare di letteratura, politica e molto altro. Fu una mattinata molto interessante. Ad un certo punto mi disse che doveva andare ma prima di lasciarmi si presento come Sam, Sam Beckett. Era il 1970, appena qualche mese prima aveva vinto il Nobel per la letteratura».

Altre notizie su:  Barbapapà Talus Taylor