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Siamo stati al Camp Jeep 2019, tra ‘gladiatori’ e jeepers

Sulle Dolomiti l’anteprima mondiale per il pick-up Gladiator, erede della Comanche

Foto LaPresse/Andrea Alfano

C’è un appuntamento annuale per gente a cui piace il fango, le strade lontane dalla città, le ruote (quattro) tassellate e le marce ridotte che ti portano un po’ dove ti pare. Chi la indovina? ok è ancora difficile: aggiungiamo come indizio che in genere si può stare certi di essere una nutrita compagnia, diciamo sul mezzo migliaio abbondante di persone, tutte rigorosamente con la fissa per le auto 4×4 di fabbricazione americana. Esatto, se state pensando che la risposta esatta sia ‘Camp Jeep’, ci avete preso. Quest’anno, nello specifico, per saltare dietro il volante di una Jeep e dimenticarci per qualche tempo dell’asfalto che, alla lunga, può anche annoiare, siamo partiti in direzione Dolomiti, dove quelli di Jeep hanno deciso di organizzare l’ormai tradizionale ritrovo in quel di San Martino di Castrozza, dove le nuvole hanno giocato a coprire e scoprire le Pale di San Martino, rilasciando il giusto quantitativo di pioggerella per rendere le cose ancora più divertenti là fuori, tra gli alberi, le salite impervie e le discese scivolose. Bazzecole per i veri ‘jeepers’ .

Foto stampa

L’occasione della gita tra i monti (dopo quella dello scorso anno organizzata invece in territorio austriaco), questa volta era anche quella giusta per fare la conoscenza di un nuovo arrivato, anzi prossimo ad arrivare, in casa Jeep. Per la precisione, un un pick-up che porta il nome Jeep Gladiator, ovvero il nuovo modello che riporta un pick-up nel catalogo di Jeep, a ventisette anni di distanza dalla messa in pensione di quella Comanche, l’ultimo fuoristrada con cassone aperto prodotto in ordine di tempo dal marchio paladino del fuoristrada e che del marchio americano ha segnato un pezzetto di storia. Per ripresentarsi da protagonista nel segmento dei pick-up, il marchio americano ha pensato di tornare in scena con un prodotto capace di attirare l’attenzione degli appassionati: un veicolo open air multiuso, pensato per offrire divertimento di guida, unito alle leggendarie capacità off-road di Jeep e alle tecnologie avanzate già sperimentate sui modelli Wrangler, quelli che nel frattempo ci hanno portato in giro per i boschi qualche metro sotto il Passo Rolle.

Prodotta negli Stati Uniti, nella fabbrica di Toledo (Ohio), la nuova Jeep Gladiator arriverà nei concessionari del Medio Oriente, mercato sul quale FCA punta molto per il nuovo prodotto a marchio Jeep, nel primo semestre del 2020, con tre diversi allestimenti: Sport, Overland e soprattutto Rubicon, il più off-road di tutta la gamma off-road targata Jeep. L’introduzione in Europa di Gladiator è invece previsto entro la fine del prossimo anno. Come nella consolidata formula di Wrangler, le capacità fuoristrada di Gladiator sono garantite da due avanzati sistemi 4×4 (Command-Trac e Rock-Trac), assali Dana 44 di terza generazione, bloccaggi elettrici degli assali anteriore e posteriore Tru-Lock, barra stabilizzatrice a scollegamento elettronico che rappresenta una novità assoluta nel segmento (e provate ad attivarla quando vi trovate di fronte ad un ostacolo che nemmeno il più ottimista dei fuoristradisti penserebbe di poter superare…provare per credere si direbbe in qualche datata pubblicità televisiva), oltre agli pneumatici off-road da 32″. Se a livello tecnico il progetto, anche in termini di design, parte dal concetto di Wrangler, per lo specifico del cassone i progettisti di Jeep hanno tenuto in conto le due direzioni di funzionalità e versatilità, con un sistema di illuminazione under-rail, una fonte di alimentazione esterna coperta da 230 V (disponibile a richiesta) e i robusti fermi integrati che garantiscono la necessaria resistenza.

Foto LaPresse/Andrea Alfano

Non solo Galdiator, però, per le novità del Camp Jeep 2019. Oltre al pick-up in salsa 4×4, sulle Dolomiti è stata presentato anche altro modello che farà brillare gli occhi dei ‘jeepers’, ovvero la nuova Jeep Wrangler 1941, allestita da Mopar, il marchio FCA dedicato ai prodotti e ai servizi after sales per tutti i veicoli del gruppo e al lancio commerciale a soli tre mesi dalla sua presentazione in anteprima mondiale al Salone dell’automobile di Ginevra. Il veicolo è un modello a trazione integrale con un allestimento adatto anche alle leggi in fatto di personalizzazione dei veicoli, dal kit assetto rialzato da 2″ allo snorkel (a richiesta), passando per rock rails, battitacco neri, sportello carburante nero e tappetini all weather che arricchiscono la configurazione specifica di questo modello. Completa la configurazione la scritta ‘ 1941’ sul cofano, che ricorda una data simbolo per il marchio Jeep, la nascita della mitica Willys.

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