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Rankin, il fotografo dagli Stones al kodo design di Mazda3

Tra Lisbona e Londra, è suo l’obiettivo che si è ispirato alla nuova giapponese

Vi ricordate di quando, qualche tempo fa, siamo stati a Lisbona per fare la conoscenza (su strada) della nuova Mazda3? esatto, proprio quando con la nuova arrivata della casa di Hiroshima ci siamo divertiti tra la città portoghese, il Parco Nazionale di Sintra e le coste atlantiche nei dintorni. Ecco, di quella trasferta non avevamo raccontato proprio, ma proprio tutto, o meglio l’avevamo solo accennato, preferendo allora dare conto di come si comportava la Mazda tra curve e rettilinei, salite e discese. Ed ecco allora il racconto, che come protagonista ha un nome più che celebre per chi mastica di fotografia, ma anche un po’ per tutti in generale.

Attorno alla giapponese dalla carrozzeria studiata in modo da riflettere la luce in base a specifici studi di design, in un antico monastero immerso nei boschi portoghesi, in quei giorni abbiamo incontrato, tutto affaccendato attorno alla Mazda3 tra corpi macchina e obiettivi, pannelli riflettenti e una squadra intera di assistenti, il fotografo londinese Rankin. Il motivo della sua presenza, oltre al momento ludico delle fotografie ai giornalisti del quale si può facilmente intuire il risultato (del resto Rankin, fondatore assieme a Jefferson Hack della rivista Dazed and Confused, è abituato ad avere a che fare con i ritratti di Daniel Craig, Kate Moss, Monica Bellucci ma anche della Regina d’Inghilterra e dei Rolling Stones), era quello di un intero progetto fotografico dedicato ad un portfolio esclusivo per la casa automobilistica giapponese.

Le indicazioni che Mazda a dato a Rankin erano semplici: farne emergere l’energia e le sensazioni che i modellatori d’argilla Takumi di Mazda mettono in ciascuno dei modelli di auto che preparano a mano, una spatolata dietro l’altra. Insomma, far capire attraverso l’obiettivo fotografico come un’automobile può essere anche un sofisticato oggetto di design e nel caso della filosofia estetica della casa giapponese, di Kodo design. “Ho voluto non solo mostrare l’essenza di Mazda – ha confessato Rankin – ma anche suscitare emozioni nell’osservatore. Volevo creare immagini veramente sensuali, così ho affrontato le riprese in un modo totalmente diverso dal solito. Ho utilizzato la luce e creato movimento attraverso gli effettivi movimenti della fotocamera, senza ritocchi. Questo ha reso letteralmente viva la vettura per l’osservatore”.

Il risultato è stato quello di far emergere un nuovo concetto di automobile, espresso dal modello che nei programmi di Mazda è il primo di una nuova serie che andrà a completarsi con il tempo. Mazda3, che ha fatto il suo debutto in pubblico in quel di Los Angeles, è infatti l’inizio di un ciclo che sarà interamente ispirato alla filosofia di design che guida le mosse della casa giapponese. “La nostra filosofia di design – ha spiegato Jo Stenuit, Design Director di Mazda Motor Europe – si chiama ‘Kodo: Soul of Motion’, anima del movimento. Rankin ha un modo meraviglioso per cogliere l’auto come opera d’arte”.

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