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Alpine A110S, fascino francese dal rally alle strade di tutti i giorni (o quasi)

Di quando siamo stati a spasso con una potente piccoletta d’oltralpe, tra passato e presente

2019 - Nouvelle ALPINE A110S

È leggera, è potente, ha un fascino tutto francese e il suo nome è entrato di merito nella storia delle competizioni fatte di curve e tornanti. Chi è? Si chiama Alpine e i suoi modelli più recenti sono tra le quattroruote più divertenti da guidare sulle strade ‘movimentate’. Solo qualche giorno fa, del marchio d’oltralpe è stata presentata la più recente evoluzione, indicata con il termine A110S e che rappresenta l’ultima arrivata di un marchio che ha fatto la storia dei rally, il tutto a partire dagli anni Cinquanta quando Alpine nasce dall’idea di Jean Rédélé, concessionario di professione e talentuoso pilota, poi negli anni Settanta con una serie di vittorie inanellate nelle competizioni: una su tutte da citare è il Rally di Montecarlo, dove nel 1971 Alpine si è aggiudicata tutti e tre i gradini del podio. E poi diciamolo, ho sempre avuto un debole per le piccolette con quell’aria un po’ così.

La nuova arrivata, la A110S entra nella famiglia Alpine al fianco dell’A110 Pure e dell’A110 Légende. Proprio quest’ultima, nella sua colorazione blu più classica e che ricorda i fasti delle competizioni dei decenni passati, è quella che abbiamo voluto provare su strada per capire quanto davvero il rilancio del marchio Alpine da parte di Renault, dopo qualche anno di assenza dalle scene delle, ci avesse effettivamente preso. Più che sulle Alpi, noi ci siamo fermati alla Prelati, ma la sostanza non cambia. Il risultato è stato infatti un gran divertimento tra curve e tornanti affrontati con un più che preciso cambio automatico a sette rapporti (e ovviamente palette al volante da far scaldare curva dopo curva). Pare, poi, che l’evoluzione presentata nei giorni scorsi sia destinata ad aumentare tutte le sensazioni di guida sportiva, visto il sostanziale aumento di cavalli motore e l’aggiunta di qualche altro particolare ancora. L’A110S si distingue infatti dalle altre versioni di gamma per una potenza più elevata (da 252 cv delle precedenti a 292cv), per la configurazione specifica del suo telaio e per elementi di design che sono stati aggiunti a tutto vantaggio, questa volta, dell’estetica perché stiamo pur sempre parlando di qualcosa di francese (e ci piace).

In sostanza, la A110S è stata progettata per la precisione di guida e la stabilità ad alta velocità, con il pallino della fedeltà ai principi cardine dell’essenza Alpine: leggerezza, compattezza, agilità e comfort anche per l’utilizzo quotidiano. Ricordiamoci però che di sportiva pura si tratta, ovvero una biposto più che essenziale, con motore in posizione centrale posteriore, bagagliaio risicato frontale e una sorta di portaoggetti, niente di più, ricavato invece proprio sopra il motore. Come a dire: bagaglio più che leggero per qualche giorno di divertimento e poche discussioni. Non per niente, anche alla base della nuova A110S ci sono gli stessi principi tecnici che erano stati stabiliti per la prima volta da Jean Rédélé sessantaquattro anni fa per tutti i modelli Alpine, che si trattasse di auto da corsa o da strada. La performance, qui, arriva dal misto di compattezza, leggerezza e dall’alto rapporto peso/potenza dei propulsori. E poi cosa dovremmo dire dei due fari anteriori, delle le fiancate scolpite, e del lunotto incurvato, il tutto chiaramente ripreso dalla storica Berlinette A110 che di sé fece tanto parlare sulle strade del Principato di Monaco? Solo che è Alpine e che, cosa provata e documentata, per strada non passa inosservata.

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