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Dal 1973 a oggi: 45 canzoni per celebrare lo Yellow Boot Timberland

Una playlist di brani che hanno fatto la storia della musica e artisti diventati icone della cultura pop. Un pezzo per ogni anno: a spasso nel tempo con le cuffiette nelle orecchie e ai piedi il classico scarponcino giallo

Il riff di chitarra di Smoke on the Water lo conoscono tutti, anche quelli che – speriamo pochi – non hanno la più pallida idea di chi siano i Deep Purple. Stesso discorso per un altro giro di chitarra: quello di Seven Nation Army degli White Stripes, noto ai più in Italia come il “po-po-ro-po-po-po-po” dei Mondiali di calcio del 2006. Sono ormai due pietre miliari: hanno travalicato i confini dei generi musicali, non appartengono più solo al loro tempo, ma fanno parte della cultura popolare tutta.

Smoke on the Water è una canzone esplosa nel 1973, lo stesso anno in cui è nato lo Yellow Boot di Timberland, uno scarponcino creato per sfidare le intemperie e diventato un simbolo universalmente riconosciuto dello street-style e della moda. Per celebrare i 45 anni di questa icona, vi proponiamo una playlist di altrettanti brani che raccontano la musica – e il mondo – di ieri, oggi e domani, dal ’73 al 2018.

Gli anni 70


Dall’hard rock capellone dei Deep Purple con quel riff che ogni chitarrista alle prime armi impara a suonare al meticciato dei Clash a cui il punk rock stava troppo stretto e allora si aprivano al mondo con London Calling. Questi sono gli anni Settanta. In mezzo ci sono Bob Marley che agita i dreadlock su No Woman No Cry, il party senza fine dei Kiss truccati da Figlio delle stelle-Uomo dello spazio-Demone-Uomo gatto, l’inno da guerrieri della notte dei Ramones – Hey Ho Let’s Go! – e due santi rock&roll come l’eroico David Bowie e la splendida Debbie Harry, voce e immagine dei Blondie illuminata da un’enorme luce strobo.

Gli anni 80


Orfani del primo cantante Bon Scott, gli Ac/Dc rinascono con Brian Johnson e Back in Black, una canzone per cui vale lo stesso identico discorso fatto per Smoke on the Water. È Storia. Ma gli anni Ottanta – leggeri ed edonistici per alcuni, pesanti e di lotta per altri – appartengono tutti al pop stratosferico di Michael Jackson, Prince, Duran Duran, e al rock da stadio di Queen, Bruce Springsteen e Guns n’ Roses: tutto il mondo ai loro piedi. E poi c’è l’avanzata dell’hip-hop: i Run DMC che flirtano con gli Aerosmith buttando giù i muri che separano rap e rock e i Public Enemy che incitano alla lotta contro il potere istituzionale bianco per il riscatto sociale degli afroamericani. A proposito di potere, è a fine anni Ottanta che un’icona come Patti Smith pubblica il suo pezzo più conosciuto, l’inno People Have the Power.

Gli anni 90


No, non ci siamo dimenticati di lei. Se Michael Jackson è il Re del pop, la Regina è una sola, Madonna, che battezza il nuovo decennio con Vogue: prego, ballate pure, strike a pose! Negli Stati Uniti è tutto un fiorire di jeans stracciati e camicie da boscaiolo agitate dalla musica di Nirvana e Soundgarden, mentre in Inghilterra l’eredità di Beatles e Rolling Stones viene raccolta da Blur e Oasis. Intanto, alla radio passano il gospel rappato di Coolio, Gangsta’s Paradise, la presentazione furiosa di Eminem My Name Is e la ballata dei Red Hot Chili Peppers Under the Bridge, con Anthony Kiedis che corre a petto nudo verso una vita più serena. Il piede di Britney Spears che batte nervoso contro il banco di scuola nel video di …Baby One More Time non aspetta la fine della lezione, ma la fine del XX secolo.

Il Duemila


Un nuovo secolo, una nuova era. C’è ancora tanto rock e per tutti i gusti: dagli americanissimi Strokes agli inglesissimi Libertines di Pete Doherty, entrambe icone di stile, musicale e non solo: skinny jeans e giacche di pelle per tutti. E arrivano le nuove prime donne del pop: la voce splendida di Amy Winehouse (che ha scelto di andarsene a 27 anni come altri celebri colleghi, da Jimi Hendrix a Kurt Cobain), quella forza della natura che è Rihanna in grado di unire sensibilità pop, esuberanza glamour e impegno sociale, e Lady Gaga, un’artista che sembra aver raccolto il testimone direttamente dalle mani di Bowie e Madonna, capace di reinventarsi continuamente sfidando prima di tutto se stessa.

Gli anni Dieci


Si dice che la chitarra sia in crisi: non se ne vendono più perché i teenager preferiscono trap e affini al rock. Eppure, secondo alcuni, il mercato della chitarra sta ancora in piedi grazie a un’icona pop di questi tempi: Taylor Swift. Molte ragazzine, soprattutto, scelgono di diventare chitarriste dopo aver visto lei sul palco. Ma c’è anche un altro artista che ha incantato il grande pubblico solo con la sua voce e la sua chitarra: Ed Sheeran. Comunque sia, crisi del rock o meno, Foo Fighters e Green Day continuano a riempire gli stadi. Imponente: un solo aggettivo per Kanye West, che riesce a influenzare musica, moda e media. Così come Pharrell Williams che, ospite dei Daft Punk, firma con il suo inconfondible stile uno dei pezzi simbolo di questo decennio ballerino: Get Lucky. E i caschi dei Daft Punk stanno al XXI secolo come il fulmine di Bowie sta al Novecento.

Difficile – anzi – impossibile dire se Dua Lipa avrà lo stesso peso di altre sue colleghe ben più celebri e influenti incontrate lungo questo viaggio, ma IDGAF è stato uno dei pezzi del 2018 con un testo che invita tutti quanti a sposare la propria visione del mondo, come hanno fatto i fotografi del progetto Unsplash x Timberland, e credere in se stessi per superare ogni ostacolo e andare avanti.

A spasso nel tempo con la musica nelle orecchie. Pensate di fare una passeggiata dal 1973 a oggi: un viaggio scandito dalle canzoni che hanno segnato ognuno di questi 45 anni, pezzi che da colonna sonora di un’epoca sono diventati un pezzo di storia del pop. Perché cambiano i suoni, si evolvono i generi, vanno e vengono le mode e le rivoluzioni sembrano spazzare via il passato, ma certe cose rimangono per sempre, solide fondamenta per costruire il futuro. Ed è un piacere continuare questo cammino con lo Yellow Boot Timberland ai piedi.

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