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Moak e Rolling Stone cercano nuovi talenti: ecco i finalisti di Cafè Unplugged

Moak ha selezionato i dieci finalisti per il suo contest Café Unplugged. Chi riuscirà a vincere nelle rispettive categorie? Lo decidete voi!

Moak Cafè Unplugged

Come vi abbiamo raccontato negli scorsi mesi, durante l’estate Moak, azienda leader nel settore della torrefazione e distribuzione del caffè, ha lanciato Café Unplugged, un contest per musicisti emergenti alla ricerca della colonna sonora per la sua collezione My Music Coffee che omaggia il mondo della musica attraverso cinque differenti miscele: aromatico jazz, morbido funk, intenso soul, forte rock, decaffeinato classic. Dalle moltissime candidature ricevute, Moak, Betty Senatore, voce di Radio Capital, e noi di Rolling Stone, abbiamo selezionato dieci finalisti tra coloro che più ci hanno colpito con le loro canzoni, due per categoria (rock, jazz, funk, soul, classic).

Ora sarete voi ascoltatori e lettori di Rolling Stone a decidere chi premiare; solo un artista per categoria, infatti, uscirà vincitore. Potrete votare i vostri preferiti fino al 15/10/2021 sui social di Rolling Stone, nelle nostre story Instagram, su Brots, la piattaforma che ha pensato un nuovo modo di collegare artisti e fan, e su cafeunplugged.it dove troverete tutte le informazioni sulle modalità di voto.

Ecco quindi i dieci finalisti, per genere.

1ROCK

I finalisti per la sezione rock sono Andrea Di Donna con Cadillac, un brano costruito sul binomio batteria e chitarra acustica che unisce attenzione al testo di stampo cantautorato al gusto folk, e i Wet Floors con Pollock che, attraverso un’analogia con l’action painting del pittore americano, sfogano sugli strumenti sentimenti di rabbia e costrizione.

2JAZZ

Nella categoria jazz spiccano invece il lavoro del batterista Alessandro Campobasso che, con il suo quartetto, ci racconta ‘una storia, una parte di sé’ nei nove minuti di Sunshower e IDROMELE di Denise Battaglia, un misto di jazz, soul, pop che viaggia liricamente nel mito come ‘guida metaforica nei sentieri tortuosi della vita’.

3FUNK

Quanta freschezza nel funk italiano! Gabriele Slep con Il mio più bel senso di colpa unisce a contrasto echi di cantautorato e rap, come un novello Ghemon, seguito a ruota da In che senso? di Guasto che alla formula aggiunge un tocco di (auto)ironia generazionale per cercare di ‘essere attuale / essere normale’. C’è da ballare, da cantare, da farsi prendere bene.

4SOUL

Nell’universo soul, Walter Celi con She’s Back colpisce per il suono internazionale e un ‘songwriting meticcio di sangue italiano, greco, etiope’ che mescola strofe urban ad echi sonori anni settanta mentre Dust And Tears di Charlotte Cardinale è un tuffo elegante nella malinconia della vita e dell’artista che ‘odia la routine e ha scelto la musica’.

5CLASSICA

Infine per la musica classica, Alessio Cappello, ‘narratore del pianoforte’, come ama definirsi, nella sua Sicaliana svela l’isola l’italiana attraverso un’esperienza sinestetica, mentre Singolarità di Alberto Vescovi è una passeggiata pianistica tra lo spazio sconfinato e l’intimità.

Ora non vi resta che scegliere chi premiare e rendere vincitore!

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