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“Mettiti nelle mie scarpe”, un progetto per allenare l’empatia

La nuova installazione di Levi's e Fondazione Empatia Milano per la Milano Fashion Week raccoglie 31 storie italiane e internazionali su temi sociali, emozioni e dialogo tra le generazioni

Mettersi nei panni degli altri, camminare nelle loro scarpe. Ovvero vedere le cose dalla prospettiva di qualcun altro, “non criticare qualcuno se prima non hai percorso un miglio con le sue scarpe” come dice un noto proverbio dei nativi americani. È quello che vuole fare Levi’s con la sua nuova installazione per la Milano Fashion Week, dal 21 al 28 settembre 2021: Mettiti nelle mie scarpe

L’opera, ideata dall’artista inglese Clare Patey, è pensata insieme al filosofo Roman Krznaric e  si basa sul concetto di empatia elaborato da Krznaric: non una dote innata che abbiamo o non abbiamo dalla nascita, ma una capacità che può essere sviluppata e “allenata” nel tempo, aprendoci all’ascolto degli altri e all’accettazione della diversità come fonte di ricchezza e di arricchimento personale.

Per l’installazione, che arriva in Italia grazie alla Fondazione Empatia Milano, un gruppo eterogeneo di persone provenienti da tutto il mondo ha donato la propria storia personale per stimolare la sensibilità di chi ascolta. Le storie (21 italiane scelte dalla Fondazione Empatia Milano, 10 internazionali donate dall’Empathy Museum di Londra) parlano di lotta contro l’indifferenza, temi sociali, dialogo tra generazioni, emozioni comuni a tutti.

Si tratta di un’esperienza che mantiene una dimensione ludica, per coinvolgere il pubblico. I protagonisti delle storie non hanno donato solo quelle ma anche le loro scarpe, che saranno contenute in alcune scatole di cartone riciclato e potranno essere indossate mentre si ascoltano i racconti in cuffia o inquadrando un QR code sulla scatola. L’installazione sarà collocata in piazza XXV Aprile ed è curata da Piano B e Fondazione Empatia Milano, in collaborazione con Cooperativa Lotta contro l’Emarginazione, Fondazione Idea Vita e Associazione per la Ricerca Sociale (ARS) e con il patrocinio del Comune di Milano. 

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