Dopo il debutto olimpico, l’Unipol Dome mette il quartiere milanese Santa Giulia al centro dell’intrattenimento. La struttura che ridisegna il profilo di quel tratto urbano, con le sue tre file di led circolari, è l’arena al coperto più grande d’Italia, con una capienza di 16mila spettatori.
La sagoma però nasconde un legame sensibile con Milano: la forma dell’edificio infatti riprende la forma ellittica dell’antico anfiteatro romano della città, riportandone l’identità millenaria nella modernità.
L’ha scelta Giorgia per l’ultima data del suo G-Last Call Tour, che il 4 ottobre ha fatto tappa qui. Una decisione che dice molto sulle qualità di questo spazio, in cui architettura e tecnologia si incontrano per garantire un’esperienza eccellente a pubblico e performer.

Una sala dell’Unipol Dome di Santa Giulia, a Milano. Foto press
Durante lo show Giorgia dichiara che sono in corso delle riprese televisive ed effettivamente, guardando la platea, non si fa fatica a immaginarsi in uno studio televisivo. L’estetica pulita e la presenza di una fila di led tra i primi due anelli e la tribuna sovrastante rendono l’atmosfera più immersiva, facilitando la concentrazione e la partecipazione.
Proprio sotto l’anello di led sono collocate 20 skybox private dotate ciascuna del proprio bar, servite da due ristoranti dedicati, che permettono di godere degli spettacoli a un elevato standard di hospitality. Un modo di vivere l’intrattenimento che riporta a una tradizione teatrale, che a Milano ha una storia solida. La vita nei palchi della Scala fino ai primi anni del XX secolo era molto simile, ciascuno aveva la sua cucina privata e gli ospiti godevano di una socialità che nello spettacolo trovava un punto di incontro. Si mangiava, si beveva e si ascoltava l’opera senza soluzione di continuità. E così accade oggi in quest’area dell’Unipol Dome.
La pendenza e la struttura concava invece assicurano, oltre che a una visuale che non supera mai i 90 metri di distanza dal palco, un’acustica eccellente da tutti i posti a sedere, testata per l’occasione nel duetto su Skyfall tra Giorgia e Annalisa (i più attenti lo ricorderanno per due Festival di Sanremo fa).
Le caratteristiche tecniche del palazzetto lo candidano a destinazione d’elezione dei tour internazionali, come già lo provano le date di Bob Dylan (2 novembre), Pitbull (9 novembre), Muse (20 e 21 novembre) e Olivia Rodrigo (27 e 28 aprile 2027) queste ultime entrambe già sold out.
Per facilitare l’affluenza delle masse anche la logistica è stata studiata appositamente dagli studi David Chipperfield Architects e Arup, che hanno firmato il progetto, così come i palchi, che possono essere allestiti e smontati con molta agilità, aumentando così la disponibilità di date per i concerti.

Unipol Dome di Santa Giulia, a Milano. Foto press
Nonostante il grande impatto visivo, l’Unipol Dome nasce come ambiente sostenibile. L’arena copre una buona parte del proprio fabbisogno energetico grazie a pannelli fotovoltaici di ultima generazione posizionati sul tetto e su quello del parcheggio antistante (per un totale di 2,2 MWp). L’efficienza energetica dell’arena e la resilienza del sistema miglioreranno ulteriormente con la realizzazione, ancora in fase di sviluppo, di una rete di riscaldamento e raffreddamento nell’area circostante, che dovrebbe collegarsi a quella già presente nella struttura. Un esempio concreto di come estetica, storia, tecnologia e sostenibilità possono diventare spettacolo.














