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Mark the Hammer svela i suoi segreti

Il popolare youtuber, alle prese con l' MSI Creator Z16, un notebook di ultima generazione, racconta come lavora e i suoi ferri del mestiere
Mark The Hammer MSI

Probabilmente lo conoscete come Mark the Hammer, e questo è, in effetti, lo pseudonimo col quale un ragazzo di Genova, classe ’86, è salito alla ribalta social. In realtà quel ragazzo si chiama Marco Arata, ma se possiamo discutere su quale sia il modo migliore per chiamarlo, non possiamo invece sindacare sul suo successo. Perché è fatto di solidi numeri, innanzitutto (più di 560mila iscritti al suo canale YouTube, 117mila follower su Instagram, 17mila su Twitch). E perché, alle spalle della sua consacrazione, Marco vanta un’intensa educazione musicale che lo ha portato a costruire un personaggio pronto a smontare e rimontare, pezzo per pezzo, ogni brano e genere musicale. Dietro a questo processo di decostruzione della musica la tecnologia riveste un ruolo di primaria importanza: tra riff da registrare e programmare, tracce audio da gestire, sequencer da addomesticare e video da editare, Mark the Hammer deve poter contare sugli strumenti giusti, coi quali ottenere i migliori risultati nel minor tempo possibile. E così gli abbiamo dato da provare il nuovo notebook MSI Creator Z16, una delle più potenti workstation portatili sul mercato, per vedere come se la cava tra mani abituiate a martellare strumenti musicali, artisti e canzoni.

Il Creator Z16 è un notebook professionale, potente, e che dispone però di un display touch, che non è proprio una caratteristica comune nella categoria: come è cambiato il tuo modo di lavorare col touch su notebook?

Non ho mai avuto un portatile con lo schermo touch e onestamente ne sottovalutavo l’utilità, in ambito lavorativo. Dopo aver installato i “miei” programmi e averli provati su uno schermo touch, non credo riuscirei a tornare indietro: questa feature è una manna dal cielo, se integrativa e usata in abbinamento ai controlli fisici. Snellisce determinate operazioni e rende determinati passaggi più “naturali”, come importare un loop dal desktop alla timeline. Ho messo il Creator Z16 al lavoro montando lo special di Natale e registrando i vari brani che ho presentato all’interno del video: si è comportato benissimo tanto in produzione quanto in montaggio… e il touch screen si è inserito perfettamente nel workflow.

Puoi dirmi che software ci hai installato?

In ambito audio, i software imprescindibili per me sono Reaper, la DAW che utilizzo dal 2007, Ableton Live 10 per altre cose, e mille VST / plugin diversi, sarebbe impossibile nominarli tutti. Quelli che uso più di frequente sono Komplete 13 Ultimate, la suite Waves e Nexus. Tanto per intenderci, switchare i preset col touch è un’operazione più comoda del previsto.

In ambito video, utilizzo Davinci Resolve per il montaggio: importare le clip, spostarle sulle assi X/Y e zoomarle, tutto con il touch, mi permette di velocizzare notevolmente il processo. É chiaro, non si tratta di sostituire i controlli fisici con il touch ma di integrarlo nel workflow.

Il Creator Z16, per filosofia, sfrutta un diverso rapporto del display (16:10, detto “aureo”): come ti ci sei trovato?

Sono sempre stato abituato a 16:9, ma il passaggio a 16:10 non è stato problematico. Per quanto riguarda il monitor, più che altro sono rimasto stupito da quanto sono vividi i colori.

Il notebook che hai provato ha un processore di undicesima generazione tra i più potenti nel settore notebook: dove hai maggiormente beneficiato della sua velocità?

Sia in ambito video che in ambito audio, metto sempre sotto pressione il processore. Le suite di VST possono essere estremamente dispendiose in termini di risorse – se c’è qualche producer all’ascolto saprà già che usare contemporaneamente 5 tracce di Kontakt, ad esempio, tende a prosciugare la CPU. Non c’è nulla di più fastidioso di un rallentamento tecnico in fase creativa. Avere a disponibilità una tale potenza ti permette di lavorare più serenamente, senza preoccuparsi di “fondere” il dispositivo.

A proposito di potenza, il Creator Z16 è dotato anche di una GPU Nvidia della famiglia “30”. Spesso associamo queste soluzioni ai videogame, ma per te che lavori col montaggio video cosa significa potersi affidare a una simile tecnologia?

Comincio col dire che ho beneficiato della 3060 ANCHE in ambito gaming, ma vabbè, quello è un altro discorso. Come dicevo uso Davinci Resolve Studio per il montaggio video, che sfrutta soprattutto le risorse della GPU. Non lo diresti, ma i miei video sono spesso molto complicati tecnicamente, e ho più bisogno di risorse di quanto non si pensi: prendo ad esempio il video che ho dedicato al ventennale di Scrubs, dove a un certo punto ho fatto suonare 130 tracce video dei fan… CONTEMPORANEAMENTE. É stato commovente aprire questo progetto con il Creator Z16 e vederlo riprodurre questa sezione con la stessa facilità con cui aprirebbe campo minato!

Valutando il Creator Z16 nel suo complesso, come è cambiato il tuo modo di lavorare provandolo?

É stato un bel passo in avanti sotto tanti fronti. Lo stesso video che prima impiegava ore per l’export ora è pronto in 10 minuti, con il Creator Z16. I programmi audio non “scraccano” (non è una parolaccia, i producer sanno che intendo) anche con i VST più pesanti, e persino gli speaker audio integrati sono super funzionali: in montaggio spesso non ho nemmeno bisogno di usare le cuffie… ma la cosa più incredibile è avere queste feature su un portatile: in tempi normali viaggio parecchio e avere questa bestia significa andare in giro con un PC ultra performante, senza compromessi solo perché sono in portabilità.

Se l’ MSI Creator Z16 fosse una canzone, che canzone sarebbe?

Sicuramente non una canzone mia, perché è troppo bello!

 

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