Make in South, il festival che vuole fare del south working la chiave per rilanciare il Mezzogiorno | Rolling Stone Italia
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Make in South, il festival che vuole fare del south working la chiave per rilanciare il Mezzogiorno

A Catania dal 21 al 25 giugno, Make in South si concentra su nuove tecnologie, digitale e sostenibilità. E inaugura Isola, un hub di innovazione per rilanciare la regione puntato sul south working

C’è un Sud Italia attendista, ma c’è anche un Sud Italia che si rimbocca le maniche, che guarda al futuro e che punta sulle nuove tecnologie, sul digitale e sulla sostenibilità. Questo Sud si incontra a partire oggi a Make in South, un festival che dedica un’intera settimana al rilancio della regione partendo da Catania – dal centro del Mediterraneo.

Nei cinque giorni di Make in South – dal 21 al 25 giugno – si alterneranno panel di approfondimento su temi come l’istruzione, il mondo del lavoro e la sostenibilità. Nello stesso periodo – il 22 e il 23 giugno – Catania ospiterà anche i tavoli su Lavoro e Istruzione del G20, rispetto a cui il festival non è solo contemporaneo ma è anche collegato tramite Inspiring Youth, evento dell’associazione Junior Achievement che si occupa di portare l’imprenditorialità nelle scuole e che consegnerà ai ministri del G20 un position paper. 

Il Sud al centro, dunque. E al centro di Make in South c’è Palazzo Biscari, un edificio storico del 1693, bene patrimonio dell’Unesco, nel centro di Catania, che sarà la sede di Isola – un hub di innovazione, formazione e lavoro che verrà inaugurato con il festival. Secondo Flavio Corpina, co-founder di Arcadia Holding che l’ha realizzato, Isola sarà “il luogo ideale per formarsi, fare impresa e sperimentare il lavoro del futuro”. 

E il lavoro del futuro ha una parola chiave: South working. Il fenomeno del ritorno al Sud di chi si era spostato nel Nord Italia per lavorare causato dalla pandemia e dalla scoperta che il lavoro da remoto è possibile può essere uno degli elementi chiave per rilanciare la regione. “Questi 100mila lavoratori che, stando alle stime, sono tornati nel Sud del nostro Paese sono la nostra più grande risorsa, perché hanno esperienza, connessioni internazionali e ci possono aiutare con il loro mindset ad andare molto veloci e recuperare il gap col resto d’Italia”, spiega Antonio Perdichizzi, director di Opinno Italy, tra i partner del festival.

Non c’è solo il capitale umano ma anche la tecnologia, ovviamente. Il servizio di connettività di Isola è qualcosa di unico in Italia, con una rete in fibra ottica FTTH da 10 Gigabit al secondo realizzata da Open Fiber insieme a Vodafone, la prima installazione in Italia di questo tipo. Storicamente le infrastrutture sono sempre state un po’ il punto debole del Sud, ma come dice Perdichizzi: “Crediamo che luoghi come questi siano le nuove infrastrutture di cui c’è bisogno, crediamo che più che un ponte di ferro e cemento sullo Stretto ci serva un ponte digitale e culturale”. 

Insomma, oltre che un festival Make in South è un vero e proprio manifesto di quello che il Sud può essere se crede in se stesso. “Nonostante ci sia una grande attenzione al Mezzogiorno nel nuovo PNRR e nonostante gli verranno dedicati investimenti, sono le persone del Sud che devono attivarsi”, spiega ancora Perdichizzi. “Le nuove aziende nascono per risolvere problemi. E siccome al Sud purtroppo di problemi ce ne sono molti, è l’ambiente perfetto per la nascita di nuove start-up e per nuovi imprenditori in grado di affrontarli”.

Oltre all’evento di apertura di oggi, con 25 relatori che interverranno su opportunità e progetti che si realizzeranno a Isola, alcuni degli eventi più importanti del festival saranno Fill the Gap, dedicato a come ridurre le distanze tra mondo dell’istruzione e mondo del lavoro, e Reboot/Restart in cui si parlerà di education nell’ambito della sostenibilità. Non mancheranno i momenti musicali e di divertimento e incontro – come Isola Sound System in collaborazione con il festival Ortigia Sound System di Siracusa.

Il programma completo dell’evento si può trovare qui.