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Madame: «Scrivo canzoni in camera, cerco il nirvana sul letto»

Il 3 aprile Nike dedicherà l’intera giornata al talento che nasce e cresce tra le mura di casa. Ne abbiamo parlato con Madame, che di creare - soprattutto nella sua cameretta - ne sa qualcosa

Madame. Foto: courtesy of Nike

Stiamo vivendo un periodo strano. Quello che tre settimane fa si poteva uscire a cena e ora puoi a malapena “pisciare il cane”, quello in cui sono vietati i contatti fisici, in cui fare la spesa è diventata un’avventura, ma soprattutto quello in cui molte persone si sono ritrovate a fare i conti con il tempo. Ore e minuti che si allungano e sembrano sempre uguali, e che ci hanno portato a rimanere con noi stessi come mai, forse, avevamo fatto prima. E proprio per questo è importante adattarsi a questa nuova ordinarietà, che può essere impiegata per raggiungere nuovi scopi e obiettivi. È il motivo per cui Nike ha creato Play inside, play for the world: un invito a ripensare alle proprie ambizioni in un mondo che scopre una nuova quotidianità. Un appello che non si limita al mondo dello sport, ma si estende anche a quello della creatività.

Il 3 aprile, con il supporto di alcuni Ambassador, Nike dedicherà l’intera giornata alla creatività e al talento che nascono e crescono tra le mura di casa. Ne abbiamo parlato con Madame, che di creatività – soprattutto nella sua cameretta – ne sa qualcosa. Il suo ultimo singolo è uscito pochi giorni prima del decreto che ci obbligava a barricarci in casa. Ci siamo fatti raccontare come sta affrontando questo periodo strano.

Come stai? Domanda più che lecita in questo periodo.
Sto bene… sono in un paesino dove la situazione per fortuna è sotto controllo. Intrattengo il mio pubblico, cerco di rispettare le regole e non guardare troppo le news.

Cosa ti sta insegnando questo periodo?
Che da sola sto bene. Prima non pensavo che fosse così.

Ma tu abiti con i tuoi?
Sì, ma ci incrociamo poco. Siamo su due piani diversi della stessa casa.

I musicisti stanno lavorando a pieno ritmo. Dirette social e contenuti a fiume.
Vero. Ho fatto un freestyle anche io, e poi ho anche pubblicato una cover al piano di una canzone di Sufjan Stevens, Visions of Gideon. È nella colonna sonora di Call Me by Your Name (Chiamami col tuo nome).

Immagino ti sia piaciuto il film, quindi. Che altro stai guardando?
Mi è piaciuto un botto, sì. Anche il libro. Sto guardando tantissimo Bojack Horseman. Poi Élite, bellissima, supertrash. Enter The Void è meraviglioso, ma non lo consiglio a chi soffre di epilessia. Sto leggendo anche dei libri: Memorie delle mie puttane tristi di Gabriel García Márquez, Fiore di poesia di Alda Merini e Rap di Paola Zukar. Utilizzo questo tempo per farmi una cultura.

Tornando al freestyle, gira questa voce che tra rapper donne vi stiate sul cazzo. Sfatiamo questo mito?
Non ce n’è motivo, facciamo cose diverse. Siamo in poche e c’è spazio per tutte. Io sto nel mio. Fotto con i miei bro [ride] che sono Marra, Elodie, Tredici Pietro, Rosa Chemical. Con lei poi sto facendo delle dirette Instagram nelle quali rispondiamo a domande sul sesso. Alle 2 di lunedì sera. Sta andando da Dio.

Quali sono le domande più comuni che vi fanno?
Di tutto: dal sesso anale a come si fa per non essere insicure. Rispondiamo da ragazzi a ragazzi, zero pretese. Ci chiedono anche quali sono le nostre categorie porno preferite.

A questo punto dille pure a me…
Non si può dire. Ti dico solo quelle un po’ strane. Ho sempre guardato porno, credo che la masturbazione sia meglio del sesso. Non è una dipendenza, è semplicemente un bisogno.

Come bere e mangiare?
Sì. Se vuoi saperne di più però devi seguire una live.

Lo farò. Come tieni i contatti con il mondo in questi giorni?
Sto facendo tantissime videochiamate su WhatsApp. Come mai prima.

Non usi Houseparty? Pare sia un must.
No, i miei amici sono un po’ asociali e non ce l’hanno…

Immagino passerai le giornate nella tua stanza. È lì che scrivi i tuoi pezzi?
Esatto. Ho sempre passato un sacco di tempo nella mia stanza, e ho iniziato a scrivere quando avevo 14 anni. O in camera o sul terrazzo, al sole. Mentre fumo una sigaretta.

Se pensi alla tua stanza, qual è la prima cosa che ti viene in mente?
Il mio letto. È un luogo di pace interiore massima. Mai trovato un posto migliore. Da un anno poi ho un letto nuovo a una piazza e mezza. È il mio Nirvana.

Se quelle quattro mura potessero parlare cosa ci racconterebbero di Madame che non sappiamo? Che balli allo specchio quando sei sola?
Quando sono sola sono abbastanza diversa, non sono particolarmente educata o femminile. Non me ne frega niente.

E che fai?
Mangio nutella grattandomi la pancia e guardando Netflix.

Un po’ come nel video di Baby, con i denti da vampira.
In realtà lì non sono una vampira. Mi alzo una mattina e mi trovo questi denti. Dovevano essere delle zanne, ma alla fine queste erano più comode.

Leggendo i commenti molta gente ha apprezzato il video, ma dice di aver capito poco il senso.
È la storia di me che mi alzo con un problema e vado dalla mia amica paccando scuola. Lei mi chiede che ho e io dico «Baby che ne so, non chiedere». Una specie di limbo dubbioso. Non hai mai bene idea di quello che sta succedendo però ti piace. Non volevo fare la solita cosa degli innamorati, volevo fare qualcosa diverso dalle aspettative.

Quanto ti piace il fatto che la gente capisca poco il significato dei tuoi video o delle tue canzoni?
Un sacco. Sto sfruttando un po’ il bisogno assoluto delle persone di trovare sempre un senso a quello che fanno o vedono. L’uomo vive per dare alla sua vita un senso, altrimenti starebbe male. Sciccherie è nata per il fatto che il mio partner dell’epoca non faceva sesso orale dei miei confronti. Poi è stato collegato anche allo spogliarsi delle cose inutili, come i gioielli. Ma era nata così. Stessa cosa per 17 e Promessa dell’anno. Sono viaggi in cui dico cose. A scrivere Baby invece ci ho messo di più.

Perché?
Più che per scriverla, ci ho messo tempo per pensarla. Volevo che fosse un cerchio che si chiudeva. In compenso ho utilizzato il video per non dichiarare troppo.

Invece il disco quando esce?
Uscirà quando è finito! [ride]

Prima la vedo difficile.
Mi sto dando un po’ di tempo. Voglio che abbia una direzione chiara. Quando scrivi un disco devi avere qualcosa da dire, una direzione. Altrimenti rischi che tutte le tracce siano uguali, ed è proprio l’ultima cosa che voglio fare.

Devi darti tempo di raccogliere idee.
Sì, e devo darmi tempo di vivere.

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